sabato 20 settembre 2014

Piccole (grandi) soddisfazioni

Ogni tanto, nel mio mondo così prodigo di problemi e così avaro di soddisfazioni, qualche piccolo sprazzo felicità ci vuole.
E la felicità può arrivare anche dalle parole di una figlia che apprezza il tuo modo di fare o da quelle di una ragazza, oggi madre e moglie, che tanti anni fa era solo una bambina che giocava a pallamano.

Forse quello che ho fatto, non è stato del tutto vano...

Ecco quanto ho trovato pubblicato sul profilo facebook di mia figlia Sara.

"SIAMO NATI VECCHI
Salvador Allende l'ho conosciuto in una foto consumata dal tempo. Mia mamma era appena tornata dall'ennesima giunta - una vita spesa al servizio della comunità, fra sport e amministrazione - e aveva appoggiato la sua cartella con gli appuntamenti, le delibere, i progetti sul divano dello studio. Piccola, ma curiosa, l'avevo aperta trovandovi dentro, vicino alla mia, una foto smangiucchiata di uomo buono, dagli occhiali spessi, messo lì quasi come qualcuno di famiglia. Ricordo che quando le chiesi chi fosse, mi rispose con una tale tenerezza nella voce che non potei mai più dimenticarlo. Non era per lei solo "la via democratica al socialismo" di un paese lontano - seppure presente nella letteratura e nella musica che circolava in casa -, ma molto di più: era parte di ogni sua piccola azione, del suo impegno speso a favore della comunità. Noi così siamo cresciuti e temo che così saremo "condannati" ad andare avanti, con questo impegno civico e questa idea della politica e della cultura cuciti addosso, nonostante i tempi."

Ed ecco (altra soddisfazione) cosa ha scritto una mia ex atleta:

Giovanna Musardo Ciao Sara per tutti noi che abbiamo giocato a pallamano Franca, ma anche Silvio, ci hanno insegnato ad essere cittadini del mondo

giovedì 11 settembre 2014

11 settembre: W Cile!

Confesso che ho vissuto (Pablo Neruda) 
dedicato a Salvador Allende

Il mio popolo è stato il più tradito di quest’epoca.
Dai deserti del salnitro, dalle miniere sottomarine di carbone, dalle alture terribili dove sta il rame estratto con lavoro inumano dalle mani del mio popolo, sorse un movimento liberatore di grandiosa ampiezza.
Quel movimento portò alla presidenza del Cile un uomo chiamato Salvador Allende affinché realizzasse riforme e misure di giustizia non più rinviabili, affinché riscattasse le nostre ricchezze nazionali dalle grinfie straniere.
Dovunque è stato, nei paesi più lontani, i popoli hanno ammirato il presidente Allende e hanno elogiato lo straordinario pluralismo del nostro governo. Mai nella storia della sede delle Nazioni Unite a New York si è udita un’ovazione come quella tributata al presidente del Cile dai delegati di tutto il mondo.
Qui in Cile si stava costruendo, fra immense difficoltà, una società veramente giusta, elevata sulla base della nostra sovranità, del nostro orgoglio nazionale, dell’eroismo dei migliori abitanti del Cile.
Dal nostro lato, dal lato della rivoluzione cilena, stavano la costituzione e la legge, la democrazia e la speranza.
Dall’altro lato non mancava nulla. C’erano arlecchini e pulcinella, pagliacci a mucchi, terroristi con pistola e con catene, frati falsi e militari degradati. Gli uni e gli altri giravano nel carosello della disperazione. Andavano tenendosi per mano il fascista Jarpa e i suoi cugini di “Patria e Libertà”, disposti a rompere la testa e l’anima a quanto esiste, allo scopo di recuperare la grande azienda che per loro era il Cile. Insieme a loro per rendere più amena la farandola, danzava un grande banchiere e ballerino, un po’ macchiato di sangue; era il campio di rumba Gonzales Videla, che ballando la rumba consegnò tempo fa il suo partito ai nemici del popolo. Adesso era Frei che offriva il suo partito democristiano agli stessi nemici del popolo, e ballava alla musica che questi gli suonavano, e con lui ballava l’ex colonnello Viaux, delle cui malefatte fu complice.
Questi erano i principali artisti della commedia. Avevano preparato i viveri dell’accaparramento, i “miguelitos” (chiodi a quattro punte utilizzati nel corso della serrata dei trasportatori privati), le garrote e gli stessi proiettili che ieri ferirono a morte il nostro popolo a Iquique, a Ranquin, a Salvador, a Puerto Montt, a Josè Maria Caro, a Frutillar, a Puente Alto e in tanti altri posti.
Gli assassini di Hernan Mery ballavano con chi avrebbe dovuto difenderne la memoria. Ballavano con naturalezza, da bacchettoni. Si sentivano offesi se gli venivano rimproverati questi “piccoli particolari”.
Il Cile ha una lunga storia civile con poche rivoluzioni e molti governi stabili, conservatori e mediocri. Molti presidenti piccoli e solo due presidenti grandi: Balmaceda e Allende. E’ curioso che entrambi venissero dallo stesso ceto, dalla borghesia ricca, che qui si fa chiamare aristocrazia. Come uomini di principi, impegnati ad ingrandire un paese rimpicciolito dalla mediocre oligarchia, i due furono portati a morte allo stesso modo.
Balmaceda fu costretto al suicidio per essersi opposto alla svendita della ricchezza del salnitro alle compagnie straniere. Allende fu assassinato per aver nazionalizzato l’altra ricchezza del sottosuolo cileno, il rame. In entrambi i casi l’oligarchia cilena ha organizzato delle rivoluzioni sanguinose. In entrambi i casi i militari hanno svolto la funzione della muta dei cani.
Le compagnie inglesi nel caso di Balmaceda, quelle nordamericane nel caso di Allende, fomentarono e finanziarono questi movimenti militari. In entrambi i casi le case dei presidenti furono svaligiate per ordine dei nostri distinti “aristocratici”. I saloni di Balmaceda furono distrutti a colpi d’ascia. La casa di Allende, grazie al progresso del mondo, è stata bombardata dall’aria dai nostri eroici aviatori.
Eppure, questi due uomini sono stati molto diversi. Balmaceda fu un’oratore seducente. Aveva un aspetto imperioso che lo avvicinava sempre di più al comando unipersonale. Era sicuro dell’elevatezza dei suoi propositi. In ogni momento si vide circondato da nemici. La sua superiorità sull’ambiente in cui viveva era così grande, e così grande la sua solitudine, che finì per chiudersi in se stesso. Il popolo che doveva aiutarlo non esisteva come forza, vale a dire, non era organizzato. Quel presidente era condannato a comportarsi come un illuminato, come un sognatore: il suo sogno di grandezza rimase un sogno. Dopo il suo assassinio, i rapaci mercanti stranieri e i parlamentari creoli entrarono in possesso del salnitro: per gli stranieri la proprietà e le concessioni; per i creoli le percentuali. Avuti i tenta denari tutto tornò alla normalità. Il sangue di alcune migliaia di uomini del popolo si asciugò subito sui campi di battaglia. Gli operai più sfruttati del mondo, quelli delle regioni settentrionali del Cile, continuarono a produrre immense quantità di sterline per la City di Londra.
Allende non è mai stato un grande oratore. E come statista era un governante che chiedeva consiglio per tutte le misure che prendeva. Fu un antidittatore, il democratico per principio fin nei minimi particolari. Gli toccò un paese che non era più il popolo principiante di Balmaceda; trovò una classe operaia potente, che sapeva di cosa si trattava. Allende era un dirigente collettivo, un uomo che, senza provenire dalle classi popolari, era un prodotto della lotta di quelle classi contro la stagnazione e la corruzione dei loro sfruttatori. Per queste cause e ragioni, l’opera realizzata da Allende in così breve tempo è superiore a quella di Balmaceda; non solo, è la più importante nella storia del Cile. Solo la nazionalizzazione del rame è stata un’impresa titanica. E la distruzione dei monopoli, e la profonda riforma agraria, e molti altri obiettivi che vennero realizzati sotto il suo governo essenzialmente collettivo.
Le opere e i fatti di Allende, di incancellabile valore nazionale, resero furiosi i nemici della nostra liberazione. Il simbolismo tragico di questa crisi si rivela nel bombardamento del palazzo del governo, uno evoca la guerra lampo dell’aviazione nazista contro indifese città straniere, spagnole, inglesi, russe; adesso succedeva lo stesso crimine in Cile; piloti cileni attaccavano in picchiata il palazzo che per due secoli è stato il centro della vita civile del paese.
Scrivo queste rapide righe a soli tre giorni dai fatti inqualificabili che hanno portato alla morte il mio grande compagno, il presidente Allende. Sul suo assassinio si è voluto fare silenzio; è stato sepolto segretamente; soltanto alla sua vedova fu concesso di accompagnare quell’immortale cadavere. La versione degli aggressori è che trovarono il suo corpo inerte, con visibili segni di suicidio. La versione che è stata resa pubblica all’estero è diversa. Immediatamente dopo il bombardamento aereo entrarono in azione i carri armati, molti carri armati, a lottare intrepidamente contro un sol uomo: il presidente della repubblica del Cile, Salvator Allende, che li aspettava nel suo ufficio, senz’altra compagnie che il suo grande cuore, avvolto dal fumo e dalle fiamme. Dovevano approfittare di un’occasione così bella. Bisognava mitragliarlo perché non si sarebbe mai dimesso dalla sua carica. Quel corpo è stato sepolto segretamente in un posto qualsiasi. Quel cadavere che andò alla sepoltura accompagnato da una sola donna che portava in sé tutto il dolore del mondo, quella gloriosa figura morta era crivellata e frantumata dai colpi delle mitragliatrici dei soldati del Cile, che ancora una volta avevano tradito il Cile.

giovedì 7 agosto 2014

Consiglio comunale del 04/08/2014


Presente un discreto numero di spettatori.



Tra le comunicazioni il Sindaco ha effettuato quelle dell'avvenuta nomina del Presidente della 1^ Commissione consiliare permanente (Giacomo Zacconi) e del Vicario (Diego Foroni) e del Presidente della 2^ Commissione consiliare permanente (Marco Fabbietti) e del Vicario (Graziano Stacchiotti).
Il Capogruppo di maggioranza Luca Bonventi ha letto un comunicato di otto O.N.G. sulla situazione in Palestina.

I verbali delle sedute precedenti sono stati approvati con gli interventi dei Capigruppo Foroni e Stacchiotti circa la presa d'atto della regolarità della posizione del Consigliere Costantini.

Elena Coppari è stata nominata Direttore onorario della biblioteca comunale.

Per quanto riguarda il Consiglio di Biblioteca sono state designate Zampetti, Tordini e Conte.

Il quarto punto, cioè la designazione dei portavoce dei gruppi consiliari in seno al Comitato per i gemellaggi sono stati designati Luca Bonventi per la maggioranza e Diego Foroni per la minoranza.

Il quinto punto è stato la presentazione delle linee programmatiche di mandato che ha registrato l'astensione di tutta la minoranza.

C'è stata unanimità sull'approvazione del regolamento comunale per l'applicazione dell'imposta comunale unica (IUC).

Il piano finanziario per l'anno 2014 relativo al servizio smaltimento rifiuti ha visto l'astensione del gruppo "Agugliano ci unisce".

L'approvazione delle tariffe per l'applicazione del tributo comunale sui rifiuti (TARI) ha visto la conferma di quelle applicate nel 2013.

La determinazione delle aliquote dell'imposta municipale propria (IMU) ha visto la riconferma del 4,8 per mille sulla prima casa e la determinazione al 9,6 per mille sulle seconde case.

L'approvazione delle aliquote TASI per l'anno 2014 ha visto fissare il tributo al 2,5 per mille.

L'addizionale comunale all'IRPEF è stata confermata allo 0,80 %.
Non ci spieghiamo l'astensione del gruppo "Agugliano ci Unisce" visto che è la stessa imposta proposta da loro nel 2013.

Il valore delle aree fabbricabili è stato adeguato al solo indice ISTAT.

Il programma triennale delle opere pubbliche è essenzialmente lo stesso della precedente Amministrazione con il solo stralcio del campo di calcio che non sarebbe stato possibile realizzare visti i tempi tecnici, ma il cui mutuo avrebbe impattato negativamente sul bilancio. Non è stato possibile rivedere tale programma perchè non ci sarebbero stati i tempi necessari alla sua pubblicazione (60 giorni). Tale revisione sarà operata con l'approvazione del prossimo piano.

Il piano delle alienazioni ha visto la dismissione di un frustolo di terremo di proprietà comunale sito nel Comune di Polverigi.

Il quindicesimo punto è stata l'approvazione del bilancio annuale 2014 e triennale 2014/2016 che non può che rappresentare altro che un momento di transizione.

Il penultimo punto è stata la rideterminazione dell'indennità di funzione e gettoni di presenza degli amministratori comunali ai sensi dell'art. 1, commi 135 e 136 della legge n. 56/2014.
Il gettone di presenza per i Consiglieri comunali è fissato in € 9,47 lordi.

L'ultimo punto è una mozione con cui il Movimento 5 Stelle ha chiesto di avviare il processo per disciplinare le riprese audio-video delle sedute del Consiglio comunale.L'atto è stato approvato all'unanimità con un emendamento proposto dalla maggioranza.

mercoledì 18 giugno 2014

Consiglio comunale del 16/06/2014

Lunedì 16 giugno alle ore 21.00, presente il pubblico delle grandi occasioni, si è tenuto il primo Consiglio comunale della nuova amministrazione. E’ stato un Consiglio “tecnico” in cui sono stati espletati tutti gli adempimenti necessari al funzionamento della “macchina” amministrativa.

Il primo punto all’ordine del giorno è stato l’esame delle condizioni di candidabilità, eleggibilità e di compatibilità del Sindaco eletto direttamente e dei consiglieri comunali.
Il Consigliere Stacchiotti ha avanzato una perplessità non circostanziata sulla posizione del Consigliere Costantini che ha chiarito la materia del contendere.

Il secondo punto è stato il giuramento del sindaco che ha recitato la formula: “GIURO DI OSSERVARE LEALMENTE LA COSTITUZIONE ITALIANA”

Il punto tre è stata la presa d’atto della nomina dei componenti della Giunta che risulta così composta:
Thomas Braconi Sindaco con deleghe a urbanistica, edilizia privata, viabilità, personale, attività economiche, turismo, sport, rapporti con le associazioni
Bassani Franca Vice Sindaco con deleghe a lavori pubblici e patrimonio
Paoletti Manuela Assessore esterno con deleghe a finanze, bilancio e servizi produttivi
Belelli Paolo Assessore esterno con deleghe a cultura, pubblica istruzione, ecologia, ambiente e green economy
Ciuffreda Matteo Assessore con deleghe ai servizi sociali e politiche giovanili

Si è passati poi all’elezione dei componenti della Commissione elettorale comunale che è risultata composta, oltre che dal Sindaco, dai Consiglieri Costantini Marco e Lanari Paolo per la maggioranza e dal Consigliere Cionna Lamberto per la minoranza. I supplenti saranno i Consiglieri Rossini Gianluca e Zacconi Giacomo per la maggioranza e Foroni Diego per la minoranza.

Il quinto punto ha riguardato la nomina della Commissione comunale per la formazione e l’aggiornamento degli albi dei Giudici popolari di Corte d’Assise e di Corte d’Assise d’Appello che risulta composta, oltre che dal Sindaco, dal Consigliere Fabbietti Marco per la maggioranza e dal Consigliere Foroni Diego per la minoranza.

Si è passati poi alla nomina dei Consiglieri comunali di Agugliano nel Consiglio dell’Unione dei Comuni. Sono stati eletti i Consiglieri Bonventi Luca e Rossini Gianluca per la maggioranza e il Consigliere Stacchiotti Graziano per la minoranza.

I due punti seguenti hanno riguardato la nomina delle Commissioni consiliari.
Nella 1^ Commissione consiliare “Statutaria e regolamentare” sono stati nominati il Consigliere Zacconi Giacomo per la maggioranza, il Consigliere Stacchiotti Graziano per il Gruppo “Agugliano ci unisce” e il Consigliere Foroni Diego per il Gruppo “Movimento 5 stelle”.
Nella 2^ Commissione “Programmatoria del territorio e delle opere pubbliche” sono stati nominati il Consigliere Fabbietti Marco per la maggioranza, il Consigliere Stacchiotti Graziano per il Gruppo “Agugliano ci unisce” e il Consigliere Foroni Diego per il Gruppo “Movimento 5 stelle”.

Il nono punto ha riguardato l’approvazione degli indirizzi per la nomina e la designazione di rappresentanti del Comune presso enti, aziende e istituzioni, cioè i criteri ai quali il Sindaco la Giunta devono ispirarsi.
Il decimo punto ha riguardato l’autorizzazione al mantenimento della partecipazione alle società partecipate del Comune che sono: Conerobus S.p.A (0,29%), Multiservizi S.p.A. (0,66%), Agugliano Servizi S.r.l. (100%), Consorzio Gorgovivo (0,77%), AATO 2 (1,063%) e Consorzio intercomunale Conero (1,68%)

L’undicesimo ed ultimo punto ha dichiarato l’invarianza della spesa per i gettoni di presenza dei Consiglieri comunali e dei componenti esterni delle Commissioni comunali ai sensi dell’art. 1, comma 136, della legge n. 56/2014.

domenica 1 giugno 2014

Grazie !

Grazie a voi cittadini che ancora una volta ci avete accordato la vostra fiducia.

Non vi deluderemo.




venerdì 16 maggio 2014

Menzogne, solo menzogne...



Non risponderemo punto per punto alle 17 falsità apparse nell’ultimo volantino di “AGUGLIANO CI UNISCE”, ma alcune di esse, almeno le più grosse, meritano una qualche precisazione.



N. 3 - Marciapiedi fatiscenti o inesistenti
Inesistenti  appunto. Infatti,  nel 1995, dopo la prima Amministrazione Lombardi, quello lungo via De Gasperi fino al campo sportivo non esisteva, come non esisteva quello lungo via S. Bernardino fino al complesso scolastico. Sono stati fatti dall’Amministrazione Braconi-Bassani

N. 4 - Una viabilità penalizzante per i cittadini e le attività locali.
Invece adesso c’è una viabilità che porta in piazza tutto il traffico e la piazza è diventata una strada di scorrimento

N 5 - Un rudere anche pericoloso nel centro storico (l’attuale Centro Anziani—Palazzo Vico” Questa è una panzana troppo grossa per lasciarla passare.
All’arrivo di questi “signori” nel 2004, Palazzo Vico era totalmente restaurato; l’unica cosa fatta da loro è stato il taglio del nastro dell’inaugurazione!
Invece quando nel 1995 lo abbiamo ereditato era un cantiere aperto, fermo da anni perché molti lavori erano ancora da fare mentre i soldi erano finiti da un pezzo!

N. 8 - Edifici scolastici gravemente carenti circa gli adeguamenti previsti dalle norme vigenti e con scarsissime risorse destinate a tale scopo.
Per gli edifici scolastici era previsto un piano pluriennale che stanziava circa 100.000 euro all’anno.
Vogliamo invece parlare della scuola materna, al limite dell’agibilità, dopo dieci anni di promesse non mantenute sulla sua nuova realizzazione?

N. 12 - Un Piano Regolatore Generale  che, aveva prodotto una crisi politica senza precedenti (QUALE?) e che, tecnicamente, si segnalava per la rigidità, la carenza di servizi, ecc.
Il piano regolatore generale fatto dall’Amministrazione Braconi-Bassani ha invece permesso la realizzazione del Parco delle Querce e aveva previsto un parco urbano “sotto i Mori” dove adesso c’è una bella CENTRALE A BIO MASSE!
Vogliamo poi parlare delle varianti targate Lombardi che hanno permesso di edificare fin dentro il parco?

N. 13 - Scarsa attenzione alle problematiche sociali e dell’assistenza, provata dai limitati fondi comunali destinati a questo servizio.
Vogliamo parlare di come è perché in questi dieci anni di Amministrazione Lombardi sono stati chiusi: il centro diurno per portatori di handicap, la ludoteca, il centro giovanile e l’Informagiovani?
Servizi importanti che l’Amministrazione Braconi-Bassani aveva creato e finanziato.

Potremmo continuare punto su punto, ma siamo sicuri che i cittadini sappiano valutare e giudicare l’operato di questa Amministrazione che si sta veramente attaccando sugli specchi per tentare di difendere ciò che ormai è indifendibile!

venerdì 2 maggio 2014

giovedì 1 maggio 2014

Consiglio comunale del 28/04/2014


Pubblico scarso



Lunedì 28 aprile si è tenuto l'ultimo Consiglio comunale del mandato elettorale.

I verbali delle sedute precedenti sono stati approvati senza modifiche.

Ci siamo astenuti sull'approvazione del rendiconto della gestione dell'esercizio finanziario 2013 in quanto, in assenza di problemi particolari e di debiti fuori bilancio, lo consideriamo un fatto di gestione che interessa la sola maggioranza.

mercoledì 9 aprile 2014

Consiglio comunale del 07/04/2014


Presenti diversi cittadini,



I verbali delle sedute precedenti sono stati approvati dalla maggioranza.

Il secondo punto, cioè l’atto di indirizzo sulla gestione dei rifiuti proposto dal Movimento 5 Stelle è stato ritirato dal Sindaco dopo che era stato presentato.
Per evitare strumentalizzazioni di chicchessia, riportiamo di seguito il testo integrale del nostro intervento.
Su questa proposta di deliberazione ci asterremo perché, pur condividendone lo spirito e concordando su alcuni principi, abbiamo delle perplessità.
In particolare, siamo assolutamente d’accordo sul principio del “rifiuto zero”.
A questo proposito ricordiamo che abbiamo proposto il sistema della raccolta “porta a porta” anche quando venivamo osteggiati e derisi.
Siamo anche d’accordo sul principio che “chi più produce rifiuti più paga” e quindi sulla tariffa puntuale.
Però tutto questo deve essere preceduto da una incisiva campagna d’informazione cui dovrà fare seguito uno studio sulla frazione indifferenziata per conoscere come incidere in maniera mirata sulla differenziazione.
Il punto su cui invece non concordiamo è l’impegno da assumere stasera di individuare anche sul territorio del Comune una eventuale area per l’insediamento di un impianto di selezione e trattamento.
Riteniamo infatti che questa scelta, come tutte quelle importanti debba essere affrontata con la partecipazione più ampia possibile dei cittadini e non già da un Consiglio comunale in scadenza.

Ci siamo astenuti sull’adozione definitiva della variante al P.R.G. comunale relativa all’integrazione della rete stradale provinciale perché, pur condividendo la necessità di snellire il traffico lungo Via De Gasperi, abbiamo forti perplessità sul tracciato individuati che, tra l’altro, passa a fianco alla zona individuata per la localizzazione della nuova scuola materna.

Abbiamo invece votato a favore sulla revoca della delibera di Consiglio n. 41 del 26/09/2013 riguardante l’individuazione di una zona di recupero con relativa variante per la classificazione dell’area di pertinenza perché richiesto espressamente dal proprietario.

Abbiamo votato a favore anche sullo schema di convenzione relativo alla proposta di intervento relativa al comparto D dell’area urbana pubblica SP1 perchè la realizzazione del progetto dei privati porterà ad una sistemazione dei bagni pubblici (con realizzazione anche dei servizi per disabili) e della fermata dell’autobus.

Ci sia astenuti sull’alienazione di un frustolo di terremo di proprietà comunale situato nel territorio di Polverigi, sul programma annuale delle collaborazioni (di programma ha ben poco limitandosi ad un elenco di possibili consulenze) e sull’ennesima variante al P.R.G. comunale riguardante un’area limitrofa all’edificio parrocchiale di Castel d’Emilio (acquista dal Comune)  alla quale, pur lasciando la destinazione a culto e servizi parrocchiali (neanche il Sindaco ha saputo spiegare il perché), sono stati aggiunti diversi usi possibili.

lunedì 24 febbraio 2014

Renzi - Il potere e il tradimento

di Barbara Spinelli

È fatale: una volta che hai scelto Tony Blair come modello, per forza approdi al tradimento. Tradimento della sinistra e dell’Europa che pretendi risuscitare, tradimento di promesse fatte nelle primarie o nei congressi.
Non dimentichiamo il nomignolo che fu dato al leader laburista, negli anni della guerra in Iraq: lo chiamarono il «poodle di Bush jr», il barboncino-lacchè sempre scodinzolante davanti alla finte vittorie annunciate dal boss d’oltre Atlantico.
Non dimentichiamo, noi che ci siamo imbarcati nel bastimento della Lista Tsipras, come Blair lavorò, di lena, per distruggere il poco di unione europea che esisteva e il poco che si voleva cambiare.
Fu lui a non volere che i Trattato di Lisbona divenisse una vera Costituzione, di quelle che cominciano, come la Carta degli Stati Uniti, con le parole: «Noi, il popolo....».
Fu lui che si oppose a ogni piano di maggiore solidarietà dell’Unione, e rifiutò ogni progetto di un’Europa politica, che controbilanciasse il potere solo economico esercitato dai mercati e in modo speciale dalla city.
Renzi è consapevole di queste cose, o parla di Blair tanto per parlare?
E il ministro degli Esteri Mogherini in che cosa è meglio di Emma Bonino, che al federalismo europeo ha dedicato una vita e possiede una vera competenza? Federica Mogherini ha concentrato i suoi interessi sulla Nato innanzitutto, e poi sull’Europa. Chissà se è consapevole della degradazione dell’Alleanza atlantica, nei catastrofici dodici anni di guerra antiterrorista.
Ma ancor più inquietante è la rinuncia, in extremis, a Nicola Gratteri ministro della Giustizia. Questo sì sarebbe stato un segnale di svolta. La sua battaglia contro il malcostume politico e le mafie è la risposta più seria che l’Italia possa dare ai rapporti dell’Unione che ci definiscono il paese più corrotto d’Europa.
Non è ancora chiaro chi abbia lavorato contro la nomina di Gratteri. Forse il Quirinale, per fedeltà alle Larghe intese; di certo le destre di Alfano e Berlusconi, con il quale Renzi vuol negoziare le riforme della Costituzione.
È stato detto che non è bene che un pm diventi guardasigilli. Anche qui, la rimozione e l’oblio regnano indisturbati: nel 2011, il Quirinale firmò la nomina del magistrato di Forza Italia Nitto Palma, vicino al Premier Berlusconi e Cosentino. Evidentemente quel che valeva per Nitto Palma è tabù per Gratteri.
Il veto al suo nome è ad personam, e accoglie la richiesta della destra di avere un ministro «garantista» (garantista degli imputati di corruzione, di voto di scambio, di frode fiscale, ecc).
Al suo posto è stato scelto un uomo di apparato, Andrea Orlando, che solo da poco tempo si occupa di giustizia, che ha fatto la sua scalata prima nel Pci, poi nel Pds, poi nei Ds, poi nel Pd. Nel governo Letta era ministro dell’Ambiente. Auspica – in profonda sintonia con Berlusconi – la fine dell’obbligatorietà dell’azione penale e la separazione delle carriere dei magistrati.
Infine il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan. Recentemente ha preconizzato l’allentamento delle politiche di austerità, che aveva difeso per anni. Non ha neppure escluso l’utilità di una patrimoniale. Ma di questi tempi tutti, a parole, sono contro l’austerità. Vedremo cosa Padoan proporrà in Europa: come passerà - se passerà - dalle parole agli atti. Al momento non vedo discontinuità tra lui e Fabrizio Saccomanni.
Naturalmente può darsi che Renzi farà qualcosa di utile per l’Italia: prima di tutto su lavoro e fisco.
Non mi aspetto niente di speciale sull’Europa, per i motivi che ho citato prima.
Non credo nemmeno che creda in quel che è andato dicendo per mesi: «Niente più Larghe Intese!», o «Mai a Palazzo Chigi senza un passaggio elettorale».
Altrimenti non avrebbe guastato tante parole nel giro di poche ore, giusto per andare a Palazzo Chigi e presentarsi - terzo Premier nominato - in un Parlamento di nominati.