venerdì 25 dicembre 2009

Auguri!!!


Comunque la pensiate:
AUGURI A TUTTI ! ! !


giovedì 17 dicembre 2009

Rudra Bianzino, figlio orfano di Aldo e Roberta

Copio da una e-mail pervenutami dal Partito Radicale

Il padre, Aldo, nonviolento, artigiano, amante della natura, è morto nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2007 in circostanze ancora da chiarire, poche ore dopo l'arresto per coltivazione e detenzione di marijuana.
Le cronache parlarono inizialmente di decesso per un malore naturale. Ben presto, si capì, però, che forse le cose erano andate diversamente.

Un primo esame mise in evidenza lesioni agli organi interni, presenza di sangue in addome e pelvi, lacerazione epatica, lesioni all'encefalo, a fronte di un aspetto esterno indenne da segni di traumi. Una seconda autopsia, del novembre 2007, accreditò la tesi della rottura di un aneurisma cerebrale. Pur accettando l'ipotesi del medico legale, si affermò che l'emorragia cerebrale potesse essere stata causata da un forte stress di tipo fisico con improvviso rialzo della pressione.

Prima di ascoltare la testimonianza di Rudra, al congresso radicale è stato proiettato un video con un'intervista delle Iene alla madre, Roberta Radici.
E' probabilmente l'ultimo documento lasciatoci dalla compagna di Aldo. Il dolore ha, infatti, infierito sul suo corpo già malato. Roberta non ce l'ha fatta. Si è spenta affidando a noi l'impegno a chiedere verità e giustizia sulla morte di Aldo.

C'é un filo rosso che lega il caso di Aldo Bianzino a quello di Stefano Cucchi, entrambi morti in carcere a causa del proibizionismo. Entrambi i casi dimostrano come il proibizionismo sia il vero crimine di questo paese perché affolla le carceri, crea vittime innocenti, come Rudra.

Si chiede il vostro aiuto per far diventare questo caso nazionale, per chiedere che si parli di proibizionismo, malagiustizia e sovraffollamento delle carceri.

http://www.radicali.it/appello_bianzino/form.php

domenica 13 dicembre 2009

Consiglio comunale del 26/11/2009

In teoria il pubblico era presente in numero discreto; in pratica era formato quasi esclusivamente da aderenti al nostro gruppo politico.
Cosa si può fare per scuotere questo paese tanto sonnolento?

Come sempre i verbali delle sedute precedenti sono stati approvati senza osservazioni.
Il secondo punto trattato è stata la nostra proposta di istituzione del registro delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari (testamento biologico). Ci saremmo aspettati che su argomenti che dovrebbero coinvolgere solo le coscienze personali, la maggioranza avrebbe dimostrato un minimo di apertura. Così non è stato. Ne prendiamo atto.
Per respingere la proposta si sono appellati a giustificazioni a dir poco fantasiose: la struttura del Comune non ce la farebbe a sopportare il carico di lavoro, costerebbe troppo...
Ma per piacere!!!
Quello che spiace è che anche i "colleghi (?)" dell'opposizione (ad eccezione di Thomas Braconi) si sono allineati alle posizioni della maggioranza con posizioni molto simili: la competenza delle materie sanitarie spetta allo Stato che delega le regioni; quello che fa un comune come Agugliano non può incidere a livello nazionale...
Il risultato è che anche stavolta hanno votato con la maggioranza!!!
Anche sulla mozione sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche si è avuta la stessa convergenza. Nel corso della discussione, la presenza del crocifisso è stata ampliata non solo alle aule scolastiche, ma a tutti gli edifici pubblici: evidentemente qualche volta quello che fa un piccolo comune conta...
Si è passati poi all'adozione del regolamento per l'assegnazione di alloggi di edilizia convenzionata che dovrebbe disciplinare le graduatorie per l'assegnazione di case a prezzi più bassi soprattutto alle giovani coppie e alle famiglie numerose. Sicuramente un'ottima cosa, peccato che per le giovani coppie sia stato fissato il limite dei 35 anni (la nostra proposta era 29) e, quello che è grave, il limite di reddito a 35.000 euro di ISEE, cioè un reddito di circa 70.000-80.000 euro l'anno! In pratica i soldi del Comune andranno anche a chi ha un reddito sufficiente per comprare casa in modo autonomo.
Noi abbiamo proposto di scaglionare le fasce di reddito e di attribuire punteggi maggiori ai redditi più bassi oppure di abbassare il limite di reddito in modo tale che fossero agevolate le famiglie con più difficoltà. Inutile dire che la proposta è stata bocciata sia in Commissione sia in Consiglio.
Per i componenti dei gruppi di opposizione (ma sono di opposizione?) Partito Democratico e Vivere Agugliano, nessun problema: ancora una volta hanno votato con la maggioranza...
Il piano particolareggiato preliminare degli ambiti IP20 e IP21 (zona industriale di Molino-Chiusa) è stato votato all'unanimità in quanto va fatto tutto quanto il possibile per sistemare quella zona.
Sull'assestamento generale del bilancio annuale di previsione per l'esercizio 2009 come al solito ci siamo astenuti ritenendolo un atto di gestione che riguarda la maggioranza.
Cìè stata poi una comunicazione al Consiglio di prelevamento dal fondo di riserva per integrare alcuni capitoli di spesa.
Si è passati poi all'approvazione del protocollo d'intesa con la Provincia di Ancona per il rilevamento dei flussi di traffico per la riduzione dell'inquinamento atmosferico nella bassa vallesina che è stato approvato all'unanimità in quanto è ovviamente condivisibile tutto ciò che possa portare ad una riduzione del traffico e dell'inquinamento
L'ultimo punto è stata la discussione sulla legge regionale n. 22/2009 - Piano casa. Limiti di applicabilità. Interventi in deroga. Su questo punto ci siamo astenuti perchè alcuni passaggi della proposta di delibera avrebbero avuto bisogno di maggiore approfondimento.

Consiglio comunale dei ragazzi

Sabato 28 novembre il Consiglio comunale "ufficiale" ha incontrato il Consiglio comunale dei ragazzi i cui componenti hanno presentato il loro progetto per il corrente anno scolastico che riguarda lo studio della Costituzione e i diritti umani.
In questo periodo ce n'è davvero un gran bisogno!
Peccato le numerose assenze tra le file degli Assessori e dei Consiglieri di maggioranza...

giovedì 19 novembre 2009

Inciuci in nome della croce

di Cinzia Sciuto - Newletter di MicroMega - 18 novembre 2009

Ci sono persone con cui una persona perbene non prenderebbe neanche un caffè. Una di queste, per esempio, è Mario Borghezio, europarlamentare leghista. Per intenderci: quello che sale sui treni dove viaggiano delle nigeriane e comincia a spruzzare detersivo su vetri e sedili (e anche sulle nigeriane); quello che è stato condannato per l’incendio di un giaciglio di paglia in cui dormivano degli immigrati durante una ronda leghista; quello che tiene strettissimi rapporti con i movimenti più razzisti d’Europa. Per stare solo ai fatti, senza riferire le galanterie che Borghezio ci propina su immigrati e non solo a ogni festa leghista. Dunque, con un personaggio del genere neanche un caffè.

David Sassoli, neo eurodeputato Pd, invece, ci firma insieme una mozione al parlamento europeo contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. Erano insieme, allo stesso tavolo, alla conferenza stampa di presentazione della mozione. Con loro Mario Mauro e Sergio Silvestris del Pdl, Gianni Pittella del Pd, Carlo Casini e Magdi Cristiano Allam dell'Udc. Un bel parterre, non c’è che dire. Tutti insieme in nome della Croce. Con Sassoli che, per smarcarsi un minimo dal razista e xenofobo Borghezio (ma anche dall’integralista Allam) spiega imbarazzato: «Noi vogliamo aggiungere, non togliere».

Così, seguendo l’idea di Sassoli, ci ritroveremo nelle aule scolastiche una parete tappezzata di simboli religiosi: geniale. E però a quel punto non si potrà negare niente a nessuno, a meno che Sassoli non intenda istituire presso i consigli d’istituto una commissione che decida quale simbolo abbia il diritto di essere appeso alla parete omnireligiosa e quale no. Questa semplicistica idea di multiculturalismo è tanto diffusa, quanto pericolosa: come si fa a non rendersi conto che solo una rigorosa laicità delle istituzioni pubbliche può salvarci dai fondamentalismi e garantire una effettiva libertà di religione? E poi, al di là del merito della questione, come si fa a firmare qualunque cosa che firma anche Borghezio?

lunedì 16 novembre 2009

Il Giovanardi mannaro

Suscita rabbia e pena, una pena grande, il sottosegretario Carlo Giovanardi, cattolico imbruttito dal rancore, che ieri mattina ha pronunziato alla radio parole feroci contro Stefano Cucchi. Secondo Giovanardi, Stefano se l´è cercata quella fine perché «era uno spacciatore abituale», «un anoressico che era stato pure in una comunità», «ed era persino sieropositivo». Giovanardi dice che i tossicodipendenti sono tutti uguali: «diventano larve», «diventano zombie». E conclude: «È la droga che l´ha ridotto così».

Giovanardi, al quale è stata affidata dal governo «la lotta alle tossicodipendenze» e la «tutela della famiglia», ovviamente sa bene che tanti italiani – ormai i primi in Europa secondo le statistiche – fanno uso di droga. E sa che tra loro ci sono molti imprenditori, molti politici, e anche alcuni illustri compagni di partito di Giovanardi. E, ancora, sa che molte persone «per bene», danarose e ben difese dagli avvocati e dai giornali, hanno cercato e cercano nei cocktail di droghe di vario genere, non solo cocaina ed eroina ma anche oppio, anfetamine, crack, ecstasy…, una risposta alla propria pazzia personale, al proprio smarrimento individuale. E alcuni, benché trovati in antri sordidi, sono stati protetti dal pudore collettivo, e la loro sofferenza è stata trattata con tutti quei riguardi che sono stati negati a Stefano Cucchi. Come se per loro la droga fosse la parte nascosta della gioia, la faccia triste della fortuna mentre per Stefano Cucchi era il delitto, era il crimine. A quelli malinconia e solidarietà, a Stefano botte e disprezzo.

Ci sono, tra i drogati d´Italia, «i viziati e i capricciosi», e ci sono ovviamente i disadattati come era Stefano, «ragazzi che non ce la fanno» e che per questo meritano più aiuto degli altri, più assistenza, più amore dicono i cattolici che non "spacciano", come fa abitualmente Giovanardi, demagogia politica. E non ammiccano e non occhieggiano come lui alla violenza contro "gli scarti della società", alla voglia matta di sterminare i poveracci; non scambiano l´umanità dolente, della quale siamo tutti impastati e che fa male solo a se stessa, con l´arroganza dei banditi e dei malfattori, dei mafiosi e dei teppisti veri che insanguinano l´Italia.

Ecco: con le sue orribili parole di ieri mattina Giovanardi si fa complice, politico e morale, di chi ha negato a Stefano un avvocato, un medico misericordioso, un poliziotto vero e che adesso vorrebbe pure evitare il processo a chi lo ha massacrato, a chi ha violato il suo diritto alla vita.

Anche Cucchi avrebbe meritato di incontrare, il giorno del suo arresto, un vero poliziotto piuttosto che la sua caricatura, uno dei tanti poliziotti italiani che provano compassione per i ragazzi dotati di una luce particolare, per questi adolescenti del disastro, uno dei tantissimi nostri poliziotti che si lasciano guidare dalla comprensione intuitiva, e certo lo avrebbe arrestato, perché così voleva la legge, ma molto civilmente avrebbe subito pensato a come risarcirlo, a come garantirgli una difesa legale e un conforto civile, a come evitargli di finire nella trappola di disumanità dalla quale non è più uscito.

Perché la verità, caro Giovanardi, è che gli zombie e le larve non sono i drogati, ma i poliziotti che non l´hanno protetto, i medici che non l´hanno curato, e ora i politici come lei che sputano sulla sua memoria. I veri poliziotti sono pagati sì per arrestare anche quelli come Stefano, ma hanno imparato che ci vuole pazienza e comprensione nell´esercizio di un mestiere duro e al tempo stesso delicato. È da zombie non vedere nei poveracci come Cucchi la terribile versione moderna dei "ladri di biciclette".

Davvero essere di destra significa non capire l´infinito di umiliazione che schiaccia un giovane drogato arrestato e maltrattato? Lei, onorevole (si fa per dire) Giovanardi, non usa categorie politiche, ma "sniffa" astio. Come lei erano gli "sciacalli" che in passato venivano passati alla forca per essersi avventati sulle rovine dei terremoti, dei cataclismi sociali o naturali.

Giovanardi infatti, che è un governante impotente dinanzi al flagello della droga ed è frustrato perché non governa la crescita esponenziale di questa emergenza sociale, adesso si rifà con la memoria di Cucchi e si "strafà" di ideologia politica, fa il duro a spese della vittima, commette vilipendio di cadavere.

Certo: bisogna arrestare, controllare, ritirare patenti, impedire per prevenire e prevenire per impedire. Alla demagogia di Giovanardi noi non contrapponiamo la demagogia sociologica che nega i delitti, quando ci sono. Ma cosa c´entrano le botte e la violazione dei diritti? E davvero le oltranze giovanili si reprimono negando all´arrestato un avvocato e le cure mediche? E forse per essere rigorosi bisogna profanare i morti e dare alimento all´intolleranza dei giovani, svegliare la loro parte più selvaggia?

Ma questo non è lo stesso Giovanardi che straparlava dell´aborto e del peccato di omosessualità? Non è quello che difendeva la vita dell´embrione? È proprio diverso il Dio di Giovanardi dal Cristo addolorato di cui si professa devoto. Con la mano sul mento, il gomito sul ginocchio e due occhi rassegnati, il Cristo degli italiani è ben più turbato dai Giovanardi che dai Cucchi.

di Francesco Merlo, da Repubblica, 10 novembre 2009

sabato 7 novembre 2009

Scusa, ma ti voglio massacrare

Un ragazzo esce di casa una sera ma fermato dai carabinieri perché in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti non farà più ritorno in casa.
Morirà in circostanze che dovranno essere chiarite.
Le foto, pubblicate con coraggio dalla famiglia del giovane, mostrano un corpo ferito, mostrano inequivocabili segni di violenza.
Servono verità e giustizia al più presto.
Ogni ora che passa allontana la possibilità di accertare la verità.
In considerazione delle preventive assoluzioni annunciate dal ministro La Russa, e dei vergognosi fatti di Genova e del caso di Federico Aldovrandi, ora si aspetta almeno una ferma presa di posizione del presidente della Repubblica, affinché si faccia garante della celerità e della correttezza.
Intanto affiorano anche notizie di torture nelle carceri italiane.
E’ questa l’Italia in cui ci troviamo ad operare oggi.

In sezione non si può massacrare un detenuto.
Si massacra di sotto.
Si è rischiata la rivolta.
Perchè c'era il negro, e il negro ha visto tutto.

Anonimo 2009

Da: Essere Comunisti - NewsLettere n. 184 - 5 novembre 2009

venerdì 6 novembre 2009

News da Agugliano

E' uscito il primo volantino sull'attività politica del nuovo mandato elettorale: eccolo:
Chi ne desidera una copia via e- mail, può iscriversi alla newsletter del nostro sito: A Sinistra per Agugliano

venerdì 30 ottobre 2009

Consiglio comunale del 28 ottobre 2009


Una decina gli spettatori presenti.
L'orario inusuale (le 19,00) certo non aiuta la partecipazione!


Le comunicazioni del Sindaco hanno riguardato alcuni appuntamenti di novembre: la celebrazione delle Forze Armate e la convocazione del Consiglio comunale dei ragazzi e i verbali delle sedute precedenti sono stati approvati senza correzioni.
Il secondo punto è stato la revoca delle delibera consiliare n. 45 del 24/06/2009 che aveva istituito la Commissione elettorale comunale. La revoca è stata dovuta in quanto l'Amministrazione comunale aveva eletto tre rappresentanti della maggioranza quando la legge ne prevede solo due!
Il punto numero tre ha riguardato l'adozione del regolamento per l'installazione ed utilizzo di sistemi di videosorveglianza nel territorio comunale. Il punto è stato approvato all'unanimità dopo che il Sindaco ha fornito alcune precisazioni circa i sistemi di protezione e garanzie sul rispetto della privacy che come gruppi di minoranza avevamo richiesto in Commissione.
Il quarto punto concerneva l'alienazione dei diritti ad edificare su area sita in Via Gavone, cioè il piccolo parcheggio posto nella piazzola tra Via N. Sauro e Via Gavone.
Noi ne abbiamo chiesto con forza il ritiro in quanto la proposta di delibera non fissava il prezzo di vendita e non vi era allegata nessuna perizia di stima del valore.
In pratica si voleva far decidere al Consiglio comunale di vendere i diritti edificatori di un'area senza che ne fosse stato fissato il valore!!!
Se anche volessimo tralasciare il fatto che il regolamento del Consiglio prevede che (ovviamente) le delibere debbano contenere tutti gli elementi di valutazione necessari per assumere le decisioni; e se anche volessimo trascurare il fatto che il regolamento comunale per la cessione dei beni immobili (cui anche i diritti edificatori, secondo noi, si possono in qualche modo associare) prevede che da parte del Consiglio comunale venga approvata una perizia di stima, noi ci chiediamo: ma chi deciderebbe di vendere qualcosa senza conoscerne il valore?
Comunque, dopo una lunga discussione, l'Amministrazione ha accettato di rinviare il punto ad altro Consiglio da convocarsi nel più breve tempo possibile, dimostrando almeno in questa occasione, un minimo di apertura alle nostre proposte. Adesso aspettiamo di vedere quale sarà la delibera che sarà portata alla discussione.
Avremmo gradito un po' di supporto da parte dei colleghi degli altri gruppi di minoranza, invece...
Il punto numero cinque ha riguardato l'approvazione del progetto preliminare di riqualificazione dell'ambito TR 2 a vocazione turistico-ricreativa, cioè la zona intorno all'autocross in località Molino-Chiusa.
Abbiamo votato a favore perchè il progetto contiene spunti interessanti riguardo all'utilizzo di materiali ecocompatibili, all'installazione di pannelli solari, al recupero delle acque piovane, ecc. e abbiamo richiesto una particolare attenzione in fase di piasno attuativo vista la particolarità della zona.
Ci siamo espressi a favore anche sul sesto punto riguardante la convenzione con il Comune di Mondolfo per la gestione in forma associata delle funzioni relative al trattamento previdenziale del personale.
Riteniamo infatti, che sia un vantaggio che determinate funzioni vengano espletate in forma associata e svolte da chi ha un'elevata specializzazione.
Abbiamo però fatto notare una certa indeterminatezza del regolamento circa il corrispettivo che il Comune dovrà pagare.
Una maggiore chiarezza sarebbe sicuramente stata di maggior tutela per l'Ente.

AGGIORNAMENTO

Martedì 3 novembre alle 21,00 si è tenuto un Consiglio comunale per discutere il punto rinviato nella seduta precedente, cioè l'alienazione dei diritti ad edificare su un'area sita in Via Gavone.
L'Amministrazione ha accolto le nostre giuste e fondate richieste e la perizia di stima ci è stata consegnata e allegata alla delibera.
Questo ci ha permesso un confronto sia l'Ufficio responsabile sia con professionisti esterni per una valutazione del provvedimento che ci ha portato a votare favorevolmente, a dimostrazione del fatto che quando non si cerca il muro contro muro, anche nella diversità delle posizioni si possono trovare convergenze a favore della cittadinanza.

domenica 11 ottobre 2009

La Piazza c'è, manca l'opposizione politica

di Angelo D'Orsi - Micromega - 6 ottobre 2009

Una notizia buona e una cattiva. La buona, dopo lo scorso fine settimana a Roma e non solo, è che un’opposizione sociale esiste; la cattiva, è che l’opposizione politica non esiste. O se esiste, è afasica, o al massimo balbetta, ciancica, e si disperde in guerricciole interne, o – il che forse è pure peggio – tenta di istituzionalizzarsi. Per esempio, si sta affermando il principio che non si possa criticare il presidente della Repubblica (stiamo per reistituire il delitto di lesa maestà?); e proseguendo: non si può non esprimere devozione al “santo Padre”, anche se non si è credenti, né cattolici; non si può dire che i soldati, vivi o morti, in Iraq o in Afghanistan sono soldati di professione, e che nella loro dimensione professionale è compreso il rischio: essere feriti, rimanere invalidi, trovare la morte, come quegli ultimi poveretti che hanno lasciato la vita in un Paese di cui probabilmente ignoravano anche l’esistenza, prima di andarci, e soprattutto, in una guerra della quale non avevano capito la vera ragione.
Non basta. Questa opposizione, o sedicente tale, sembra, per bocca almeno di un suo esponente ogni giorno, preoccupata di ribadire che “l’antiberlusconismo non paga”, e che non ci si può limitare a fare la battaglia contro il presidente del Consiglio. Come se non fosse sufficientemente chiaro a tutti che è il signor presidente del Consiglio, stretto alle corde dalla sua stessa bulimia di potere, a ingaggiare battaglia contro tutti coloro che ritiene debbano essere iscritti nelle liste di proscrizione stilate dai suoi scudieri. Come se non fosse davanti a noi uno scenario inquietante in cui chi parla di colpo di Stato, di complotti, di congiure, di attentato alla democrazia è lo stesso che medita colpi, trama e cospira, tenta di erodere o destrutturare il sistema democratico. E quel tale ha un nome e un cognome, che i leader delle diverse opposizioni ben conoscono.
Abbiamo, insomma, una “sinistra”, come ha recentissimamente detto Stefano Rodotà, prigioniera della ingegneria istituzionale, che nondimeno sta perdendo di vista la logica costituzionale. Ma possibile che non sia chiaro che una banda di malfattori sta passando sulla cultura democratica – su quel po’ che abbiamo ricuperato dopo il fascismo – come un trattore sulle zolle? Le spiana, il trattore, e poi viene la semina. La semina degli amici degli amici, finalmente al potere, è una semina di odio: l’odio che promana dalle loro facce, dai loro ghigni, dalle loro parole sputate sugli avversari (trasformati in nemici, e ormai sul punto di essere “deumanizzati”) come pallottole; le ingiurie, le minacce, i colpi di mano in Parlamento, le pressioni sui media e sulla magistratura, in un tentativo complessivo di additare metà Paese come costituito da anti-italiani, da “farabutti”, da “gente che non ha mai lavorato”, e così via. E come nel caso della visione complottistica, l’odio che da costoro promana e viene coltivato, è attribuito agli avversari: chi non ricorda i comizi berlusconiani in cui Forza Italia era presentato come il partito dell’amore mentre gli avversari erano additati quali portatori d’odio? “La sinistra ci odia”, o semplicemente, autoreferenzialmente: “La sinistra mi odia”.
Ebbene, premesso che chi semina vento, può raccogliere tempesta, queste verità lampanti non pare siano colte dai rappresentanti delle opposizioni, mentre centinaia di migliaia di quegli “anti-italiani” scendono nelle strade, inventano iniziative le più diverse, si arrampicano sui tetti, fanno cortei, creano e cantano motti, inalberano striscioni fantasiosi, si accalcano nelle piazze, entrano in sciopero, bloccano le strade: dimostrano insomma come vi siano mille modi per opporsi e per ridestare quella parte del Paese che è contro, ma che si rassegna al silenzio o all’attesa inerte. Piazza del Popolo (mai nome apparve più adatto), era un muro gigantesco, quasi impenetrabile, di donne e uomini di ogni età, sabato 3 ottobre, in una Roma inondata di sole, con gran dispetto del mellifluo Emilio Fede, e di quel tanghero di Augusto Minzolini che ha esternato il suo dovere di stipendiato pubblico, ma di dipendente privato, del Premier, con un incredibile “editoriale” che dovrebbe essere trasmesso nelle scuole di giornalismo della Penisola.
E non si tratta di folclore, sia pure “di sinistra”: si tratta di lotta per la sopravvivenza, che a quanto pare sta diventando difficile anche sul piano fisico, come dimostrano i morti di Messina, davanti ai quali il Sindacato Nazionale della Stampa non ha ritenuto opportuno fermare la manifestazione, come aveva fatto due settimane prima per i soldati deceduti in guerra. E del resto non abbiamo sentito dire che quella romana non era una manifestazione contro il governo? E contro chi, allora? Chi se non i gaglioffeschi Brunetta, Sacconi, Scaiola, Maroni…, e gli altri simpatici puffetti e puffette, hanno inveito contro i giornalisti non embedded? Chi ogni giorno mette alla gogna i magistrati (“malati di mente”, Berlusca dixit)?
Chi minaccia con sanzioni di vario genere quanti intendono continuare a “disturbare” la pubblica quiete? Quella quiete di plastica, da Mulino Bianco, ornata di macine alla panna e cioccolata, che il Capo, lui in persona, saltellante da Onna a Giampilieri, sedicente messaggero di felicità, promette con flautate parole che vorrebbero rassicurare ma suonano solo grottesche, e talora, come a Messina, anche irresponsabili: (“poteva andare molto peggio”, ha avuto il fegato di dire a inerti sopravvissuti i cui figlioli o mamme o fratelli giacevano sotto un sudario di fango…). Come dire: il modo ancor m’offende. Contraddicendo molti dei lettori di questo blog, continuo a ritenere che quell’uomo sia sul viale del tramonto. E se l’opposizione politica non sa fare la sua parte, è tempo che quella sociale la scuota, e, in caso di inerzia persistente, sia essa a promuovere nuove forme di azione “in proprio”. Come i ciclostilati del ’68.

domenica 4 ottobre 2009

Consiglio comunale del 30 settembre 2009


Pubblico presente: due persone


Le comunicazioni del Sindaco hanno riguardato la nomina dei Presidenti delle Commissioni consiliari che sono: Patrizia Pellegrini (maggioranza) per la Commissione Statutaria e Regolamentare e Paolo Ristei (maggioranza) per la Commissione Urbanistica.
I verbali della seduta precedente sono stati approvati all'unanimità senza correzioni.
Il terzo punto è stato la comunicazione al Consiglio dei prelievi al fondo di riserva adottati con deliberazioni di Giunta ad integrazione di capitoli che si sono rivelati insufficienti.
Il quarto punto concerneva una variazione di bilancio di previsione 2009 e pluriennale 2009-2011. Su questo punto ci siamo astenuti in quanto, come abbiamo già detto, consideriamo il bilancio un atto di gestione riguardante la maggioranza.
Abbiamo colto l'occasione di far notare che il sito del Comune non funziona a dovere per quanto riguarda la pubblicazione delle deliberazioni di Giunta e di Consiglio e che questa situazione rallenta l'opera di controllo sugli atti dell'Amministrazione.
Il Sindaco ha detto di non essere a conoscenza di questi problemi e ha assicurato che farà provvedere in tempi brevi alla loro risoluzione.
Staremo a vedere...
Il punto successivo ha riguardato la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi e sugli equilibri finanziari.
Nulla è stato detto sullo stato di attuazione dei programmi nè da parte del Sindaco nè da parte degli Assessori competenti.
In compenso, nonostante la precedente deliberazione di variazione al bilancio, con questo atto è stata apportata un'ulteriore variazione al bilancio che ha utilizzato l'avanzo di amministrazione 2008 in quanto sono mancati ben 110.00,00 euro di oneri di urbanizzazione, previsti, ma non realizzati.
Abbiamo fatto notare l'approssimazione della relazione del revisore dei conti che parla di maggiori entrate (sic!) quando è stato usato l'avanzo di amministrazione proprio perchè le entrate sono state minori del previsto....
Inutile dire che anche su questo punto ci siamo astenuti.
Il sesto punto ha riguardato una modifica all'articolo 15 del regolamento edilizio comunale che cambia la composizione e le modalità di nomina della Commissione edilizia. Non abbiamo nulla in contrario alla modifica della composizione della Commissione edilizia, ma abbiamo ritenuto troppo discrezionale la nomina di tutti i componenti fatta dal Sindaco invece che dal Consiglio comunale che viene così espropriato di un'altra competenza, per cui abbiamo votato contro.
Il settimo punto concerneva l'approvazione definitiva di una variante puntuale in località Castel d'Emilio tesa a includere l'ex scuola elementare nel perimetro del centro storico. Su questo punto abbiamo mantenuto il voto di astensione già espresso in fase di adozione per alcune incongruenze esistenti circa il futuro uso dell'edificio scolastico.
L'ottavo punto ha riguardato l'esame delle osservazioni e l'approvazione definitiva alla variante al Piano particolareggiato del centro storico di Castel d'Emilio. Abbiamo votato puntualmente secondo il nostro giudizio sulle osservazioni pervenute e abbiamo mantenuto il voto di astensione espresso in fase di adozione del Piano.
Il punto successivo concerneva l'adozione della variante al Piano particolareggiato del centro storico di Agugliano. Abbiamo riconosciuto l'assoluta necessità di questa variante dato che il Piano esistente risale al 1980 e abbiamo riconosciuto anche l'approfondimento che è stato fatto, ma ci siamo astenuti perchè il poco tempo a disposizione non ci ha permesso di verificare tutto il contenuto del piano.
Il decimo punto è stato l'approvazione definitiva della 2^ variante al piano di lottizzazione della scheda d'ambito IP 9 (Via Vico). Su questo punto ci siamo astenuti perchè contestiamo il metodo delle varianti (in questo caso una variante alla variante) che ha stravolto l'impianto generale del Piano regolatore.
L'undicesimo punto ha riguardato l'approvazione dello schema di convenzione per interventi sulla viabilità in località Castel d'Emilio connessi all'edificazione dell'area 2 dell'ambito I 21 (Incrocio Via delle Mura - Via Morolo). Il nostro voto è stato contrario in quanto, pur convenendo sulla necessità di sistemazione dell'incrocio, non concordiamo sulla soluzione proposta: l'ennesima rotatoria!
Il dodicesimo punto ci ha visto confermare il nostro voto contrario sull'approvazione definitiva al piano di lottizzazione della scheda d'ambito IP 24 (la nuova area in fondo Via San Bernardino).
Il tredicesimo ed ultimo punto ha riguardato l'approvazione definitiva alla variante al piano di lottizzazione della scheda d'ambito IP 11 (ex fornace), sub "B" e sub "d". Come già espresso più volte siamo contrari al nuovo assetto previsto dalla variante al P.R.G. per l'area dell'ex fornace.

Come potete vedere, gran parte dei punti su cui il Consiglio comunale è chiamato ad esprimersi riguarda varianti e variantine.
Nel corso del precedente mandato se ne possono contare circa una sessantina e le premesse non ci sembrano migliori...

giovedì 1 ottobre 2009

Europa, la sinistra smarrita

Paolo Flores d'Arcais - da "Il Fatto Quotidiano" - 29 settembre 2009

Il Partito socialdemocratico tedesco ha subito domenica un vero e proprio tracollo. Commentatori e politici fingono di interrogarsi sul “perché?”, e allargano pensosamente l’orizzonte al declino dei partiti di “sinistra” in atto da tempo nell’intera Europa. Fingono, perché mai spiegazione fu più lapalissiana e sotto gli occhi di tutti. La “sinistra” perde in Europa, puntualmente e sistematicamente, perché da tempo ha smesso di essere di sinistra. Da tempo ha smesso di fare della eguaglianza la sua bandiera, la sua bussola, la sua strategia. E dire che la realtà economica e sociale non fa che offrire alimento ad una battaglia sempre più sacrosanta e doverosa per ogni persona minimamente civile: una generazione fa la distanza, nella stessa azienda, fra il reddito di un operaio e quello del super-manager poteva essere di 1:30, 1:40 (una enormità). Oggi tocca tranquillamente la cifra, esorbitante e mostruosa, di uno a trecento o quattrocento. Ma ci sono casi non rari in cui viene superato il rapporto uno a mille.

La sinistra, intesa come socialdemocrazia, si sta avvitando in un declino rapido e galoppante perché è sempre più indistinguibile dalla destra, questa è l’ovvia verità. E dovendo scegliere tra due destre, una dichiarata coerente e orgogliosa dei suoi “valori”, l’altra titubante e ipocrita, che qui lo dice e qui lo nega, l’elettore reazionario o il mitico “moderato” che sogna un futuro di privilegio, sceglierà ovviamente la prima, mentre l’elettore democratico finirà per restare a casa – dopo due o tre “ultime volte” in cui ha volenterosamente votato tappandosi il naso. Eppure i commenti di tutti i dirigenti del Partito democratico ai risultati delle elezioni tedesche non fanno che ripetere la giaculatoria d’ordinanza: attenti a non ascoltare le sirene estremiste (sarebbe Lafontaine!), non dobbiamo rinunciare alla “cultura di governo”, l’unica anzi che alla lunga ci farà vincere (“nel lungo periodo saremo tutti morti” ammoniva il grande Keynes. Anche lui estremista, evidentemente).

Giaculatoria masochista, con la quale la “sinistra” non vincerà mai più, ma giaculatoria obbligata, perché ammanta di nobiltà (“cultura di governo”) la realtà mediocre e spesso sordida di una nomenklatura (nazionale e locale) totalmente succube dell’establishment e pronta a difenderne gli interessi, garantirne i privilegi e financo soddisfarne i capricci – e soprattutto le illegalità - anziché riequilibrare radicalmente redditi e potere a vantaggio dei meno abbienti.
Perché non è affatto vero che in Europa la sinistra sia sconfitta, e non è stato vero neppure in Germania domenica scorsa. I voti di Spd, Die Linke, Verdi e “Pirati” equivalgono e forse superano la somma dei suffragi cristiano-democratici e liberali. L’elettorato per un’alternativa alla signora Merkel ci sarebbe, insomma. E in Francia è bastato che Dany Cohn-Bendit inventasse un nuovo e credibile partito ecologista per ottenere alle europee un risultato equivalente a quello del declinante Partito socialista.

Perché dunque i partiti socialdemocratici perseverano nella politica diabolica che li sta portando all’estinzione, anziché mettersi a disposizione delle istanze di “giustizia e libertà” che percorrono massicciamente le società civili della vecchia Europa? Perché non colgono l’occasione di una crisi drammatica, colpevolmente prodotta dai padroni della finanza e governi complici, per guidare le masse nell’imporre all’avidità sfrenata e inefficiente delle classi dirigenti un sacrosanto redde rationem?

Perché hanno smesso da tempo di “rappresentare” forze popolari, e istanze di critica ai privilegi (sempre più smisurati) e all’establishment. Perché di quell’establishment sono parte integrante, benché subalterna, perché aspirano solo a partecipare alla torta di quei privilegi, anziché a sostituirvi un agape più fraterno. Perché sono casta, partitocrazia autoreferenziale, e di conseguenza strutturalmente incapaci di indicare nei nemici dell’eguaglianza i propri nemici. Ma senza indicarli, senza proporre misure che colpiscano i finanzieri della speculazione, e gli imprenditori che “delocalizzano” (cioè licenziano in patria per iper-sfruttare con profitti iperbolici nei paesi più poveri), e il dilagare dell’intreccio corruttivo-politico-criminale (le mafie ormai impazzano, dagli Urali alla penisola iberica), senza rilanciare il welfare tassando i più ricchi, la socialdemocrazia non solo non fa più politica ma è ormai morta.

Si tratta di seppellirla al più presto nella consapevolezza degli elettori, perché lo zombie di quella che fu una sinistra è oggi l’ostacolo maggiore alla nascita di nuove organizzazioni di “giustizia e libertà”.
Tentare di riformare le socialdemocrazie è una perdita di tempo. Cercare di “superarle” in una sintesi con pulsioni e illusioni “centriste” è ancora peggio, una dissipazione di energie democratiche e di passione civile. Le lezione ripetuta e convergente che da anni viene dalle urne elettorali in Europa dice invece che è maturo il momento per dare al bricolage politico dei movimenti di opinione una forma organizzativa, autonoma dai partiti, capace di non riprodurne i difetti e le derive di omologazione. Tanto più in Italia, dove sponde ecologiste o alla “die Linke” sono state cancellate definitivamente dalla corriva nullità dei gruppi dirigenti.

domenica 2 agosto 2009

Questa è l'Italia che stiamo costruendo...

D., 45 anni e' africana, ha un permesso di soggiorno per lavoro e vive con suo marito A. in Italia da quasi dieci anni.
Sono pazienti del Poliambulatorio di Emergency a Palermo, li vediamo quasi tutte le settimane perche' A. e' sottoposto dai nostri cardiologi a uno strettissimo follow-up per ipertensione arteriosa con insufficienza renale severa.
Poco prima di conoscerci, A. aveva perso il lavoro - e quindi il permesso di soggiorno - a causa dei suoi problemi di salute, e attualmente non e' neppure in grado di badare a se stesso.
D. si divide tra il lavoro e l'assistenza al marito, di se stessa non si e' mai preoccupata.
Tempo fa, i nostri ginecologi le hanno riscontrato un enorme fibroma uterino, da asportare con una certa urgenza, ma ogni volta che si è parlato di intervenire, D. si è rifiutata.
Quando all'inizio di quest'anno la sua situazione si e' aggravata, alla fine ci ha confidato che il datore di lavoro l'aveva informata che non l'avrebbe pagata se si fosse assentata per l'operazione. Se avesse perso il lavoro, anche il rinnovo del permesso di soggiorno sarebbe stato impossibile.
Inoltre A., senza il suo aiuto, non e' in grado di assumere la terapia complessa cui e' sottoposto, nè di provvedere ad alimentarsi considerato il regime dietetico speciale cui e' sottoposto.
Con un po' di fatica, l'abbiamo convinta ad accettare il nostro aiuto: S., una delle nostre infermiere volontarie, ha organizzato insieme al marito ginecologo l'intervento nell'ospedale dove lavorano, i volontari si sono organizzati in turni per andare da A. a somministragli la terapia, cucinare pasti speciali e accompagnarlo in ambulatorio per i controlli medici, altri hanno provveduto a pagare l'affitto di casa per quel mese.
Il fibroma di D. pesava 4,6 kg.

Apprendo sul blog di Crocco1980 di questa iniziativa alla quale aderisco e che rilancio:


Manda un'e-mail al Presidente della Repubblica a questo indirizzo:
https://servizi.quirinale.it/webmail/

Qui sotto un esempio del testo da inviare, proposto da Marco Bazzoni.

"Egregio Presidente della Repubblica, La invito, dopo tutte le parole spese chiedendo più sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, a non firmare assolutamente il Dlgs correttivo al Dlgs 81/08.
Se è coerente con le sue dichiarazioni, non può firmare un decreto che è un colpo fatale alla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro".

venerdì 24 luglio 2009

Consiglio comunale del 23 luglio 2009

Anche stavolta si è trattato di un Consiglio prettamente tecnico che ha riguardato essenzialmente la costituzione di Commissioni e le nomine dei rappresentanti in vari organismi.
Ancora sufficientemente numeroso (almeno rispetto alla media) il pubblico presente.

Non ci sono state comunicazioni del Sindaco.
I verbali della seduta precedente sono stati approvati all'unanimità senza correzioni.
Sul terzo punto concernente la ratifica della delibera di Giunta municipale n. 77 del 28/05/2009 che ha approvato una variazione di bilancio, ci siamo astenuti in quanto consideriamo il bilancio un atto di gestione riguardante la maggioranza.
Anche il quarto punto riguardava una variazione al bilancio di previsione 2009 e al pluriennale 2009-2011 e anche su questo ci siamo astenuti.
Il quinto punto ha riguardato gli indirizzi per la nomina, la designazione e la revoca dei rappresentanti comunali presso enti, aziende e istituzioni.
Il Capogruppo di "Vivere Agugliano" (Giorgio Balercia) ha proposto un emendamento che non è stato votato neanche dai suoi colleghi!!!
Noi abbiamo votato contro l'emendamento e favorevoli all'atto così come formulato nella proposta che abbiamo ritenuto corretta.
Il sesto e settimo punto riguardavano la costituzione delle Commissioni consiliari permanenti.
La prima, "Statutaria e regolamentare" risulta così composta:
Pellegrini Patrizia in rappresentanza del Gruppo "Agugliano ci unisce"
Balercia Giorgio in rappresentanza del gruppo "Vivere Agugliano"
Braconi Thomas in rappresentanxza del Gruppo "Partito Democratico"
Bassani Franca in rappresentanza del Gruppo "A Sinistra per Agugliano"
La seconda, "Programmatoria del territorio e delle opere pubbliche" risulta così composta:
Ristei Paolo in rappresentanza del Gruppo "Agugliano ci unisce"
Tamburo Dante in rappresentanza del gruppo "Vivere Agugliano"
Braconi Thomas in rappresentanxza del Gruppo "Partito Democratico"
Bassani Franca in rappresentanza del Gruppo "A Sinistra per Agugliano"
Nella Commissione per la formazione degli elenchi dei giudici popolari sono stati nominati Braconi Enrico per la maggioranza e Tamburo Dante per la minoranza (il Gruppo da me rappresentato ha comunicato di non essere disponibile a farne parte).
Mengarelli Nives è stata nominata Direttrice onoraria della biblioteca comunale su indicazione della maggioranza; per quanto riguarda il Consiglio di biblioteca sono stati nominati Giangiacomi Fausta e Sonia Sacco per la maggioranza e Giaccaglia Erika per la minoranza (anche in questo caso noi non abbiamo dato indicazioni)
Nel Comitato per i gemellaggi sono stiti nominati Lancioni Elio per la maggioranza e Braconi Thomas per la minoranza (ancora una volta noi non abbiamo indicato nominativi).
Singolare la posizione del Gruppi "Vivere Agugliano" e "Partito Democratico" che come rappresentanti del Consiglio comunale avrebbero voluto eleggere un esterno al Consiglio!!!
Come rappresentanti del Comune di Agugliano nell'Unione dei Comuni sonmo stati nominati Freddi Marco per la maggioranza e Tamburo Dante per la minoranza. Per questo incarico noi avevamo proposto la mia persona dato che sono il Consigliere uscente e ho maturato una preziosa esperienza, ma i "colleghi" degli altri due gruppi di minoranza hanno fatto valere la forza dei "numeri", tra l'altro riusciendo a dividersi anche su questo punto...
Non c'è male per chi fino ad un mese fa si presentava insieme per governare il nostro paese!
Il tredicesimo punto è stata la presentazione delle linee programmatiche di Governo da parte della maggioranza.
Il nostro voto è stato, ovviamente contrario, dato che ci siamo presentati alle elezioni con una lista contrapposta.
Abbiamo dichiarato che non faremo sconti e che il nostro controllo su ogni atto dell’Amministrazione sarà pressante. Ne siamo capaci e lo abbiamo ampiamente dimostrato in passato.
Però la legge, il nostro statuto e il regolamento del Consiglio comunale ci ricordano che “il Consigliere comunale rappresenta l’intera comunità ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato perché è al servizio di tutti i cittadini”.
Per questo, come abbiamo fatto in molte occasioni nello scorso mandato, il nostro gruppo non farà mancare l’appoggio necessario quando questo Consiglio sarà chiamato a discutere provvedimenti che anche a nostro avviso siamo importanti per la collettività.
E formuleremo le nostre proposte, sempre nell’interesse della nostra comunità, e auspichiamo che la maggioranza abbia la sensibilità di saperle valutare ed accogliere.
L'ultimo punto ha riguardato la convenzione tra i Comuni di Agugliano e Camerata Picena per la gestione del servizio di Segreteria comunale in quanto l'attuale Segretario comunale si trasferisce presso un altro Comune. Su questo punto ci siamo astenuti.
Al termine del Consiglio ho provveduto a salutare il Segretario comunale uscente e a formulargli gli auguri per il suo nuovo incarico.

lunedì 20 luglio 2009

sabato 18 luglio 2009

Anche il piccolo di casa è diventato grande...

Ecco Thomas,
Tommy
per gli amici,
alla cerimonia
di consegna
del diploma
di maturità
scientifica.

E così anche
il piccolo
di casa
è diventato
grande.

Adesso
è pronto (?)
per spiccare
il volo
e lasciare
il nido.


A novembre l'aspetta Bologna con la sua Alma Mater Studiorum.

Ed io resterò sola. Ancora un po' di più...

giovedì 25 giugno 2009

Consiglio comunale del 24 giugno 2009

Mercoledì 24 giugno si è tenuto il primo Consiglio comunale dopo le elezioni amministrative.
Numeroso il pubblico presente a questo Consiglio di insediamento. Speriamo che questa partecipazione continui nel tempo.
Il primo Consiglio che si tiene dopo le elezioni è un Consiglio puramente tecnico che espleta tutte le formalità previste dalla legge.

Il primo punto ha riguardato l'esame delle condizioni di eleggibilità e di compatibilità del Sindaco eletto direttamente e dei Consiglieri comunali. Non sono emerse situazioni non conformi alle norme.
Il secondo punto ha trattato le dimissioni dei Consiglieri comunali e la surroga e la convalida dei nuovi eletti. Infatti, cinque Consiglieri della lista "Agugliano ci unisce", nominati Assessori, si sono dimessi dalla carica di Consigliere comunale e al loro posto sono entrati a far parte del Consiglio comunale cinque componenti della medesima lista che non erano stati eletti direttamente.
Si è passati poi al giuramento del Sindaco il quale ha recitato la formula: "Giuro di osservare lealmente la Costituzione italiana."
C'è poi stata la presa d'atto della comunicazione della nomina dei componenti della Giunta municipale e del Vice-Sindaco che risulta così composta:
Lombardi Sauro - Presidente con deleghe a urbanistica, edilizia privata e viabilità
Berardi Aroldo - Assessore esterno con deleghe a cultura e pubblica istruzione
Cesaretti Dante - Assessore esterno con delega ai servizi sociali
Matteucci Manuela - Vice-Sindaco, assessore esterno con deleghe a attività economiche, servizi produttivi e personale
Cionna Lamberto - Assessore esterno con deleghe allo sport, tempo libero e rapporti con le associazioni
Stacchiotti Graziano - Assessore con deleghe a finanze e bilancio, politiche giovanili, ecologia e ambiente
La Torre Agostino - Assessore esterno con deleghe a lavori pubblici, patrimonio, turismo e gemellaggio
Il quinto punto è stata l'elezione della commissione elettorale comunale (Giangiacomi - Braconi E. - Pellegrini - Bassani quali componenti effettivi; Lancioni - Freddi - Sacco - Balercia quali componenti supplenti)
Il sesto e ultimo punto ha riguardato l'autorizzazione al mantenimento della partecipazione alle società partecipate ai sensi dell'art. 3, comma 29, della legge 24/12/2007 n. 244.
Le società partecipate dal Comune di Agugliano sono le seguenti:
Conerobus S.p.A. - partecipazione pari a 0,30%
Multiservizi S.p.A. - partecipazione pari a 0,66%
SIC1 S.r.l. - partecipazione pari a 0,95%
Agugliano Servizi S.r.l. - partecipazione pari a 100%
Data la nostra saputa contrarietà alla partecipazione alla Società Agugliano Servizi per i motivi che abbiamo sempre spiegato, contrarietà che ovviamente non c'è nei confronti delle altre società partecipate, abbiamo chiesto e ottenuto che la votazione fosse separata. Il voto finale è stato favorevole all' unanimità sulle prime tre società, mente su Agugliano Servizi la minoranza si è divisa: noi abbiamo votato contro mentre il PD si è astenuto .
Evidentemente ancora non sa cosa pensare di questa società!

domenica 14 giugno 2009

Addio Ivan...




Addio Ivan, che il viaggio ti sia lieve...

giovedì 11 giugno 2009

Grazie!


Grazie!
Questo post, non può che iniziare così.

Grazie agli elettori che in 340 (l' 11,44% dei votanti) ci hanno accordato la loro fiducia.
Un risultato quasi impensabile alla vigilia del voto; un risultato straordinario se si pensa che la lista era fortemente connotata a sinistra, una delle pochissime che in tutta la Provincia ha avuto il coraggio e l'onestà di presentarsi per quello che era, senza mascherarsi dietro la denominazione di "lista civica".
Grazie ai candidati della nostra lista che, seppur coinvolti all'ultimo momento, hanno creduto nel nostro progetto e danno dato tutto il possibile in termini di impegno.
Grazie ai ragazzi giovanissimi presenti nella lista e ai tanti che ci hanno sostenuto da fuori portando novità ed entusiasmo.

Che altro posso dire?
La sinistra ad Agugliano c'è.
L'unico rammarico è non aver raccolto quella manciata di voti in più che sarebbe bastata a far scattare il quorum necessario ad ottenere un secondo consigliere che avrebbe permesso ad uno dei giovani della nostra lista di fare un'esperienza diretta all'interno dell'istituzione.

Grazie davvero.
E lo dico veramente di cuore.
Ora potete contare sul fatto che ci rimboccheremo le maniche, come d'altronde abbiamo sempre fatto, e vi assicuriamo che in noi avrete sempre un punto di riferimento per un controllo puntuale sul lavoro dell'Amministrazione e per la presentazione delle nostre proposte nel Consiglio comunale.

Vi invito a non abbandonare gli strumenti che vi abbiamo messo a disposizione: che siano il sito, il gruppo su Facebook, le occasioni di incontro di persona, gli eventi, perché il lavoro vero comincia adesso per costruire insieme un progetto a lungo termine.

Hasta la victoria, siempre!

martedì 2 giugno 2009

Dal bipolarismo coatto al bipartitismo coatto

Pare che molti nel centrosinistra siano orientati a votare Sì nel referendum Guzzetta. Spero che cambino idea.
Non c’è una sola ragione al mondo per votare in quel senso. Il quesito del referendum è stato rappresentato come un tentativo di eliminare gli effetti negativi della legge Calderoli. Non è affatto vero.
Se accolto produrrebbe un secco peggioramento della legge: il passaggio automatico da un bipolarismo coatto a un bipartitismo coatto. E non solo: la lista di partito che prende più voti ottiene la maggioranza assoluta dei seggi.
C’è chi ripete che una riforma non deve essere giudicata in base alla contingenza ma per i suoi effetti di sistema. L’assunto può avere senso in una democrazia normale, ma in Italia non c’è una democrazia normale. Non si capisce perché si dovrebbe giudicare la soluzione Guzzetta trascurando le sue conseguenze nei prossimi dieci o venti anni. Dopo ciò che accadrà in questo periodo gli effetti di sistema della legge uscita dal referendum avrebbero l’efficacia di una medicina sul corpo del morto. Perché?
Perché nelle condizioni date oggi in Italia, il successo del Sì ha un solo significato: la vittoria definitiva di Berlusconi. Se passa il Sì potrà sostenere che si deve andare a elezioni anticipate con la nuova legge elettorale. Il PdL vincerà e otterrà una maggioranza schiacciante che gli permetterà di fare ciò che vuole. D’Alema e molti altri sostengono che se vince il Sì sarà necessario scrivere una nuova legge elettorale. L’ipotesi è già stata smentita dal PdL: la legge cambiata dal Sì sarà immediatamente applicabile e applicata.
La Lega ha capito benissimo che così perderà ogni potere di condizionamento sul centrodestra e che il PdL potrà governare da solo. Perciò si oppone con decisione. E se davvero Berlusconi fosse intenzionato a far votare Sì, la Lega non avrebbe forse altra scelta che far cadere il governo prima del referendum. Che lo faccia o no dipenderà dalla sua volontà. Ma in ogni caso nelle sue file l’allarme è suonato.
Non si capisce invece perché i partiti del centrosinistra dovrebbero scegliere un voto che li avvia a un sereno suicidio. Il PD può accampare il motivo di aver da tempo sostenuto la validità di una soluzione molto bipolare. Ma a questo punto dovrebbe essersi reso conto che la scelta “coraggiosa” di andare da solo lo fa passare solo da una sconfitta all’altra. Da parte sua IdV può giustificare la scelta del Sì solo perché aveva raccolto le firme per il referendum. Ma oggi è assai più chiaro di allora che la soluzione Guzzetta è un netto peggioramento della legge Calderoli. Dunque perché insistere? E poi la coerenza verso una scelta infelice e ormai superata vale molto di meno della coerenza dovuta alla propria vocazione: sì alla democrazia pluralistica, no al potere unico.
In ogni caso PD e IdV devono confrontarsi con un futuro già segnato. Se vincerà il Sì, dopo elezioni anticipate Berlusconi avrà da solo il pieno possesso del Parlamento. Cambierà la Costituzione e la Corte Costituzionale. Diventerà presidente della repubblica con accresciuti poteri. Le assemblee elettive, che già oggi contano ben poco, diventeranno l’arredo di contorno del presidenzialismo. La democrazia italiana sarà sfigurata per sempre.
Di fronte a questa prospettiva non si può nemmeno propagandare il No. Lo schieramento a favore del Sì, anche senza l’inclinazione al suicidio del centrosinistra, è già abbastanza temibile. Si deve sperare che il 21 giugno sia una data che di per sé scoraggi la partecipazione popolare e occorre mobilitarsi con tutte le nostre forze per far mancare il quorum. Non si tratta di dire: andate al mare. Si deve spiegare con cura estrema: la soluzione Guzzetta dà tutto il potere in mano a chi ha già il pieno dominio sui mezzi di comunicazione. Questa non è democrazia. E’ instaurazione di un potere plebiscitario assoluto.

Far mancare il quorum non è manifestazione di indifferenza. E’ difesa attiva della democrazia.

Pancho Pardi su MicroMega del 05.05.2009

giovedì 21 maggio 2009

L'asse del bene

INIZIATIVA AD AGUGLIANO

L'ASSE DEL BENE
con Fulvio Grimaldi

Venerdì 22 maggio 2009 ore 21,00
Sala polivalente Centro commerciale Socopad

Ottima riuscita dell'iniziativa!

Numeroso il pubblico presente
che ha mostrato un grande interesse per i temi trattati.

sabato 16 maggio 2009

“Papi”, Veronica e l’ipocrisia della Chiesa

Gli aspetti privati dello scontro a casa Berlusconi non ci interessano.
Diversa è la questione quando la signora Veronica accusa il marito di atti e di scelte che in qualsiasi altro paese europeo, anche laddove non si prega, aprirebbero una crisi di proporzioni devastanti.
Non si tratta, infatti, di giudicare i comportamenti privati, ma di valutare gli atti di chi in pubblico dice una cosa per conquistare i consensi e in privato ispira i propri comportamenti a ben altro stile di vita. Questo tipo di doppiezza ha portato alla caduta politica di Clinton, questo tipo di doppiezza è sanzionato moralmente in tutti quei paese nei quali non si lanciano crociate contro le unioni di fatto, contro i diritti degli omosessuali, contro le tante famiglie Englaro che, in Italia, sono state letteralmente oltraggiate da una inedita alleanza tra la parte peggiore del trono e dell’altare.
Delle vicende private di Silvio e di Miriam, come ci ha scritto Ottavia Piccolo, ci interessa poco o nulla, ma il risvolto pubblico ci interessa e non poco.
Nelle parole della signora Berlusconi ci sono accuse non rimovibili, se non con risposte pubbliche e chiare. ”Mio marito frequenta le minorenni…”, rappresenta una frase pesante come un macigno, lo sarebbe per chiunque, figurarsi per un presidente del consiglio in carica. Lo è ancora di più per un presidente che si è definito il papà delle famiglie, il defensor fidei, colui che si oppone all’avanzata dei nuovi barbari che vogliono distruggere la famiglia tradizionale.
Noi non parteciperemo al finto referendum tra gli amici di Silvio e quelli che tifano “...per la compagna Veronica..”. Questa modalità di discussione ci fa orrore ed è funzionale alla trasformazione di una delicatissima questione etica e politica in una puntata del Grande Fratello o di Amici.
Quello che ci sorprende, e lo diciamo con grande rispetto e con un certo imbarazzo, è il silenzio quasi assoluto di quanti, e tra questi non pochi esponenti della Chiesa cattolica, hanno trovato il modo di far sentire la loro voce contro il papà di Eluana Englaro, contro Prodi che non difendeva la famiglia italiana, contro il cosiddetto relativismo etico e ora non trovano il tempo di dire una sola parola contro il relativismo dei comportamenti degli atei non più devoti.
Non sappiamo come andrà a finire tuta questa storia, probabilmente un plotone di esecuzione mediatico riuscirà a polverizzare le ragioni della signora Veronica e a restaurare l’immagine di San Silvio, protettore della bella famiglia italiana, ci auguriamo solo che dopo essere riuscito ad ottenere dal Parlamento il lodo Alfano che lo tutela dal codice civile e penale, non riesca ad ottenete da una chiesa troppo benigna anche una modifica dei dieci comandamenti...

Giuseppe Giulietti

(MicroMega 4 maggio 2009)

lunedì 11 maggio 2009

Porta la sporta!


Ho letto sul blog "Solleviamoci" di questa iniziativa e nonostante i tanti impegni della campagna elettorale, che non mi permettono di passare dai blog degli amici con la consueta frequenza (scusatemi!!!), non posso fare a meno di rilanciare.



Perchè?

Perché usare per pochi minuti un oggetto che può durare anche cento anni ?
Stiamo parlando del sacchetto di plastica che spesso ci viene dato “gratuitamente “ma per cui tutti paghiamo un caro prezzo!
  • Costituisce un’inutile spreco di risorse energetiche non rinnovabili, deriva dal petrolio
  • Deturpa e inquina per centinaia di anni ogni luogo del pianeta
  • Per opera di agenti naturali e attraverso scarichi e corsi d’acqua raggiunge mari e oceani dove diventa un serial killer.

I sacchetti uccidono ogni anno oltre centomila esseri viventi: mammiferi marini, tartarughe, uccelli… che li inghiottono scambiandoli per cibo o che vi rimangono intrappolati morendo per fame o asfissiati.

ORA LO SAI, PARTI DA QUESTO PICCOLO GESTO PER MODIFICARE STILI DI VITA INSOSTENIBILI, FAI UN USO INTELLIGENTE DELLE RISORSE DEL PIANETA

FAI COME NOI, SEMPRE E OVUNQUE PORTA LA SPORTA!

giovedì 7 maggio 2009

A Sinistra per Agugliano

Dopo aver individuato il capolista nella figura di
FRANCA BASSANI
persona di grande competenza e fiducia proveniente da un’esperienza decennale in cui ha messo tutta la sua passione al servizio dell’amministrazione comunale di Agugliano, il Comitato elettorale ha elaborato il simbolo e scelto il nome della lista.

A SINISTRA PER AGUGLIANO:
questo è il nome con cui ci presentiamo ai cittadini alle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009.

Per consentire a tutti coloro che si riconoscono nei valori e nell’identità politica della sinistra di dare il proprio apporto alla stesura del programma amministrativo di mandato, non faremo le classiche assemblee di quartiere, ma vi invitiamo a partecipare agli incontri del Comitato elettorale che si riunirà ogni GIOVEDI’ alle ore 21,00 presso i locali della sala polivalente sopra il Centro commerciale SOCOPAD.

Ci auguriamo di poter arricchire il nostro programma grazie al vostro contributo affinché domani Agugliano diventi un paese migliore, UN PAESE UGUALE PER TUTTI

venerdì 1 maggio 2009

Un 25 Aprile di lotta contro l’indifferenza

Non riesco a gioire della condivisione del 25 Aprile in quest’anno 2009, con un presidente del Consiglio che getta all’amato popolo (in primis quello della martoriata terra d’Abruzzo, divenuto il suo palcoscenico principale) la ciambella della sua partecipazione per la prima volta a una cerimonia di commemorazione della sconfitta dal nazifascismo, e della vittoria della Resistenza. Non riesco a compiacermi delle dichiarazioni fasulle o stonate dei Maroni e dei La Russa, e neppure di quelle più serie del solito Fini. Non riesco ad accettare l’idea di una Resistenza “condivisa”, pur apprezzando le parole di Napolitano che ricorda il contributo determinante, e non già folclorico, come ci vorrebbero far credere i Pansa di oggi, sulla scia dei Pisanò d’un tempo, del movimento partigiano alla liberazione del Paese, al suo riscatto morale, alla sua indipendenza nazionale. E voglio ribadire che non solo non si può pretendere che, neppure a oltre 60 anni di distanza, la memoria dei carnefici sia “condivisa” dalle vittime (e viceversa), ma che sarebbe sbagliato sul piano storico. La condivisione passa non attraverso la memoria, bensì la storia. E la storia è racconto di fatti realmente accaduti, e susseguente riflessione sui loro perché, sui loro fini, sulle motivazioni degli attori, sui contesti e così via.
La storia del biennio 1943-1945 ci dice che ci sono state ragioni giuste e ragioni sbagliate, e che confondere la moralità degli individui che combattevano – gli uni contro gli altri – con la moralità delle cause che li spingevano a combattere, è sbagliato e fuorviante. Ci sono stati i “ragazzi di Salò”, che, in buona fede, in nome di una malintesa fedeltà al capo, al venerato Duce, ritenuto invincibile guerriero e padre protettore della famiglia italiana, hanno servito a Salò; i migliori tra loro – tra i quali alcuni nomi oggi sono assai noti: da Dario Fo a Giorgio Bocca – compresero ben presto da quale parte stesse la verità e la giustizia, e passarono alla Resistenza. O comunque disertarono dall’esercito di Salò, in cui, peraltro, si era reclutati a viva forza, se non si trovavano scappatoie. Il movimento partigiano fu spontaneo, e popolare, anche se frutto di minoranze: ma quelle minoranze non avrebbero potuto operare senza il consenso, attivo o passivo, di stragrandi maggioranze di popolazione. Come i manuali di guerriglia insegnano, il guerrigliero è il pesce, la popolazione civile è l’acqua in cui esso si muove.
“Se avessero vinto loro…?”, - così replicò Norberto Bobbio a Renzo De Felice e a un manipolo di fedeli dello storico revisionista, che mettevano in questione il valore della Resistenza, pronti ad assegnare agli uni e agli altri una patente di patriottismo. Se avessero vinto loro: ecco la questione da cui partire, e con la quale dobbiamo dirimere il melenso chiacchiericcio, anche quando assume toni esacerbati, sulle celebrazioni del 25 Aprile. Se avessero vinto loro, invece che i partigiani… Questo dobbiamo scolpire a lettere indelebili nella nostra mente e nel nostro cuore: come sarebbe andata se avessero vinto i nazifascisti. Oggi, da troppe parti – compresa l’Unione Europea – si pretende di porre sullo stesso piano fascismo/nazismo da una parte, comunismo dall’altra, accomunati in una condanna generica quanto generale. Ebbene, il 25 Aprile ci dice che sono stati innanzi tutto i comunisti – gli italiani nella lotta partigiana, ma anche di altri Paesi, a cominciare dai Russi (che hanno pagato il prezzo più altro alla macchina da guerra hitleriana) –, a lottare contro il nazifascismo. E, aggiungo, in Italia, furono i comunisti del vituperato Togliatti a dare un contributo decisivo alla costruzione della Repubblica democratica, dalla Costituente in poi. Negare questa verità acclarata dai documenti significa fare del volgarissimo “rovescismo”. Come continuare a parlare di “guerra civile” per riferirsi al biennio ’43-45 significa dire un pezzo di verità, non certo tutta. E un pezzo di verità è una menzogna. Giacché, come ci ha insegnato tutta la migliore storiografia – Claudio Pavone per tutti – in quei mesi dal settembre ’43 all’aprile ’45 coesistettero tre guerre: una guerra di liberazione nazionale (italiani contro tedeschi), una guerra sociale (classi subalterne contro i ceti privilegiati, favoriti dal regime mussoliniano: il famoso “vento del Nord”, ossia la speranza di un radicale cambiamento sociale), e, infine, una guerra civile (ossia italiani, antifascisti, contro italiani, fascisti).
Dunque, la guerra civile fu soltanto una dimensione di quel conflitto drammatico, e insistere su di essa, significa mentire, oltre che banalizzare. O se proprio si vuole tollerare quell’etichetta di guerra civile la si intenda come faceva Franco Antonicelli, indimenticato presidente del CLN Piemontese, il quale commemorando il 25 Aprile, nel suo primo anniversario, il 1946, ebbe a dire che si era trattato di una guerra “che, oltre ad essere militare e anzi prima che fosse militare, fu civile, e cioè moto di cittadini, d’ogni classe sociale, d’ogni età e di entrambi i sessi”. Sì, davvero: se l’Otto Settembre è stato tutt’altro che “la morte della patria”, la sua riscoperta in senso democratico, dal basso; il 25 Aprile è stato il punto conclusivo di quel processo cominciato dall’Armistizio e dal primo formarsi delle bande partigiane. Ancora Antonicelli, l’anno dopo, il 25 aprile 1947, denunciava nel discorso ufficiale l’esistenza di “un’altra Italia”, quella che aveva lucrato col fascismo e che “non ama queste memorie e si affatica solo nel tentativo di distruggerle con la calunnia”.
Ebbene, noi, non solo dobbiamo insistere sulla gratitudine a quanti allora fecero la scelta più dura, e si sacrificarono per il bene comune; oggi, noi dobbiamo, in senso più generale, vedere nel 25 Aprile un invito a lottare contro quel “peso morto della storia” che, per dirla con il giovane Antonio Gramsci, è l’indifferenza. In un articolo folgorante del febbraio 1917, Indifferenti, egli lanciava un grido di sfida: “Odio gli indifferenti. Credo … che vivere vuol dire essere partigiani”. E chi più di coloro che – da operai, insegnanti, ferrovieri, postelegrafonici, tipografi, casalinghe, impiegati… – si trasformarono nella diffusa armata della Liberazione d’Italia, sono stati “partigiani” in questo senso? A loro dunque, con o senza il beneplacito del politico al potere, dobbiamo non soltanto rendere onore; dobbiamo soprattutto prenderli ad esempio. Ed essere pronti ad essere partigiani – nel significato che ciascuna epoca e situazione potrà determinare –, per combattere contro quel peso morto della storia che è l’indifferenza.

Angelo d'Orsi su MicroMega del 25 aprile 2009

mercoledì 22 aprile 2009

Ad Agugliano una lista di sinistra

ANCHE AD AGUGLIANO NASCE UNA LISTA DELLE FORZE DI SINISTRA

Dopo un lungo periodo di collaborazione tra tutte le forze della sinistra di Agugliano (tra cui 9 anni di governo) il ciclo si interrompe.
Il neonato Partito Democratico ha fatto chiaramente capire che non intende mantenere un rapporto coi partiti della sinistra se non in posizione di totale egemonia.
Non era inizialmente nelle nostre intenzioni presentare una terza lista elettorale convinti che la priorità per il paese fosse sconfiggere il centrodestra mascherato del sindaco Lombardi.
Ma la politica del PD anche a livello locale viene dettata dalla componente della Margherita, cioè l’ex Democrazia Cristiana: gli accordi con la sinistra si fanno solo se questa accetta posizioni di assoluta subalternità.
Questo ad Agugliano non accadrà.
Se da un lato c’è in ballo il destino del nostro territorio che potrebbe continuare ad essere stravolto dagli attuali amministratori alla ricerca di nuovi consensi mirati, dall’altro lato c’è in ballo il destino della Sinistra con tutto quello che ciò comporta, in termini di tutela dei diritti e del potere d’acquisto dei pensionati, dei precari, delle famiglie numerose, delle categorie più indifese.
Alle due foglie di fico “civiche” con cui, nascondendo le proprie vergogne, si presenteranno il centrodestra e il PD di casa nostra, noi gente di sinistra contrapporremo le nostre identità politiche, delle quali non abbiamo mai avuto ragione di vergognarci, e il nostro candidato a Sindaco, FRANCA BASSANI, l’unico candidato che per esperienza, preparazione, capacità e passione rappresenta la vera alternativa all’attuale amministrazione.

domenica 19 aprile 2009

La democrazia non è mai un costo

Scorporate quel referendum. La democrazia non è mai un costo

di Claudio Grassi su Liberazione del 16 aprile 2009

Dalla necessità di reperire risorse per la ricostruzione delle aree devastate dal terremoto abruzzese viene da più parti desunta l’esigenza di accorpare le elezioni europee e amministrative al referendum sulla legge elettorale. E’ chiaramente un pretesto che non fa onore a chi lo sostiene e dietro il quale si celano ben precise finalità politiche. D’altra parte proprio chi propone di accorpare il referendum alle elezioni europee, sta votando in Parlamento l’acquisto degli aerei da guerra F-35 per i quali si spenderanno ben 14,5 miliardi di euro nei prossimi anni. Sono queste le spese inutili e allo stesso tempo esorbitanti che andrebbero immediatamente destinate alla riparazione dei danni nel territorio aquilano. Ma, al di là di queste considerazioni, il punto è l’ulteriore vulnus alla già malandata democrazia italiana che deriverebbe dall’eventuale vittoria del referendum.
I promotori del referendum si sono assunti la grave responsabilità di attentare alla vita democratica del Paese, operando affinché una lista elettorale possa aggiudicarsi il 55% dei seggi in parlamento con l’unica condizione di prendere un solo voto in più delle altre, anche se il suo consenso elettorale dovesse essere molto al di sotto della maggioranza assoluta degli elettori. Per intenderci, il Pdl potrebbe governare autocraticamente il Paese con il solo 40% dei voti con il quale viene accreditato nei sondaggi più recenti. Anzi, stando al progetto referendario, gli basterebbe il 25%, considerato il crollo di consensi subito dal Pd. È sufficiente questa considerazione per legittimare l’analogia tra questo progetto e la famigerata legge Acerbo, voluta da Mussolini, che assegnava i due terzi del Parlamento al partito di maggioranza relativa.
Ma non è solo questo. Il modello bipartitico americano, quello che ha recentemente ispirato le scelte del Partito democratico (quelle medesime scelte che hanno condotto la sinistra e lo stesso centro sinistra al livello più basso nella storia repubblicana), torna ad essere indicato come un utile obiettivo da perseguire. Berlusconi, anche se non potrà riconoscerlo pubblicamente, in cuor suo non cesserà mai di ringraziare i vertici del Partito democratico, i quali insistono nell’assecondare ogni disegno politico volto ad assicurargli il saldo controllo del potere. Non a caso il Presidente del Consiglio, nel prendere in seria considerazione le richieste del comitato promotore, ossia di indire il referendum negli stessi giorni in cui si svolgeranno le elezioni europee, accetta persino di mettere in fibrillazione la propria maggioranza e lo stesso Governo.
L’involuzione culturale cui assistiamo ormai da tempo nel panorama politico italiano potrebbe subire un ulteriore peggioramento qualora le modifiche alla legge elettorale contenute nel referendum venissero approvate. Nel volgere di pochi anni siamo passati da un sistema elettorale proporzionale a un sistema maggioritario, il quale ha di fatto introdotto il bipolarismo. Ora, con l’avallo del Pd, dal bipolarismo si vorrebbe giungere al bipartitismo. Viene da chiedersi quanto tempo ancora bisognerà attendere prima di sentire evocare l’utilità del partito unico.
Innanzi a una riforma di tale portata, dunque, non può essere accettata alcuna speculazione sul dramma dei cittadini abruzzesi. La democrazia non è mai un costo. Tanto più sono inaccettabili riforme che a parole vorrebbero ridurre i costi della politica ma che in sostanza produrrebbero solo un ridimensionamento (e in questo caso specifico si tratterebbe di un vero e proprio annullamento) del pluralismo nella rappresentanza politica.
Il senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni che cova da tempo nella popolazione italiana sarebbe certamente alimentato qualora i cittadini fossero forzatamente indotti a scegliere fra due opzioni politico-programmatiche pressoché identiche. Non va dimenticato che il modello americano richiama al voto meno della metà degli aventi diritto e, pertanto, non può essere considerato un bell’esempio di democrazia. Una vera democrazia, al contrario, deve avvertire l’importanza della partecipazione di ogni singolo cittadino alla vita politica del Paese. Il referendum in questione va in tutt’altra direzione, verso l’accentramento del potere nelle mani di pochi, per giunta in una fase in cui non mancano proposte tese ad accentuare le prerogative del Capo del Governo ed a sottomettere a quest’ultimo tanto il potere legislativo quanto quello giudiziario.
Per questi motivi è indispensabile evitare che una simile riforma elettorale possa essere approvata in maniera furbesca come vorrebbero, oltre al comitato promotore, sia il Pd che il Pdl. Non si è mai verificato sino ad oggi che un referendum si sia svolto contemporaneamente alle elezioni europee o alle elezioni politiche garantendo il raggiungimento del quorum, che sarebbe invece assai improbabile qualora gli italiani fossero chiamati ad esprimersi unicamente su una riforma elettorale scellerata quale quella proposta da Segni e Guzzetta.