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domenica 7 giugno 2020

Ciao Fidel...

Dopo VENTI ANNI di vita insieme FIDEL se n’è andato e io ho perduto un altro pezzetto di me.
Se esiste un paradiso dei gatti, spero che Sara lo possa ritrovare e portare con sé come quando, ancora tenerissimo cucciolo, lo andò a prendere col motorino e lo portò a casa nostra tenendolo dentro il suo giubbino.
Addio amico.
Mi mancherai e io sarò ancora un po' più sola…



domenica 18 agosto 2019

Stati d'animo

Ho bisogno di silenzio 
come te che leggi col pensiero
non ad alta voce
il suono della mia stessa voce
adesso sarebbe rumore

non parole ma solo rumore fastidioso
che mi distrae dal pensare.
Ho bisogno di silenzio
esco e per strada le solite persone
che conoscono la mia parlantina
disorientate dal mio rapido buongiorno
chissà, forse pensano che ho fretta.
Invece ho solo bisogno di silenzio
tanto ho parlato, troppo
è arrivato il tempo di tacere
di raccogliere i pensieri
allegri, tristi, dolci, amari,
ce ne sono tanti dentro ognuno di noi.
Gli amici veri, pochi, uno ?
sanno ascoltare anche il silenzio,
sanno aspettare, capire.
Chi di parole da me ne ha avute tante
e non ne vuole più,
ha bisogno, come me, di silenzio.

(Alda Merini)


domenica 14 maggio 2017

Qualcosa di me

Oggi è la festa della mamma.
La celebro con le parole di mia figlia.

Mia madre è tornata...
La amo profondamente, ma è una scoperta recente e dolorosa: ho scoperto di non aver amato per tutta l’adolescenza una donna che ritenevo precisa, severa, non incline ai sentimenti. 
Davanti alla delusione del suo matrimonio fallito e alla breccia aperta nella sua corazza fino ad allora inviolabile, sono stata costretta a riconsiderare ogni suo inflessibile gesto passato, ogni sua parola pungente e dura che si sono così vestiti di una verità colpevole. 
E ho capito in un frangente eterno che tutto quello che sono, lei lo era già molto prima di me. 
Forse per questo amo e curo così teneramente ogni viso sconosciuto e mi sento impossibilitata ad amare a carte scoperte chi mi ha cresciuto con tale forza e intelligenza. 

domenica 25 settembre 2016

Dove sarai?

So che a te questa canzone non sarebbe piaciuta e spesso mi prendevi in giro per qualche mio "sfizio" musicale, ma io, anche se la situazione ovviamente non è la stessa, in fondo mi pongo la stessa domanda perché se la mia razionalità mi dice che oltre la vita non c'è altro, la mia emotività mi impedisce di accettare che tu non esista più...




E riderai quando guarderai le stelle perché io vivrò su una di esse...

domenica 18 settembre 2016

Senza di te

Dopo una ferita così, ciò che rimane non è più vivere.
Si sopravvive per chi resta perché non si può fare altrimenti.
E il dolore è come l'onda della risacca: va e viene e si ripete all'infinito...

martedì 23 agosto 2016

Sopravvivere

Sopravvivere: questo è quello che si cerca di fare quando muore una figlia.
Anzi, il primo desiderio è morire con lei perché il dolore è talmente forte, talmente grande, talmente assurdo da sentirsi persi, svuotati, annientati.

Il pozzo nel quale si precipita diventa sempre più profondo, la sofferenza scava nell’animo e vi rimane. Per sempre.
Non c’è pace, ma solo tormento…
Il vuoto è infinito anche quando si tenta di dare un senso a qualcosa che, invece, un senso non ce l’ha più.

E solo una madre (o un padre, anche se in maniera diversa) che ha attraversato lo stesso dolore può comprendere realmente cosa significhi la perdita di una figlia.

Si continua a vagare in un mare senza mai approdare a nessuna sponda, senza una rotta, senza un timoniere che indichi la direzione. 
Ci si sente un superstite, vulnerabile e disperato.

Tutto è sospeso tra il ‘prima’ e il ‘dopo’, senza più riferimenti certi, senza sicurezze se non la consapevolezza che il dolore non lo può togliere nessuno.

E la ferita resta aperta e così rimarrà per tutta la vita…


giovedì 18 agosto 2016

Manchi

«Io esisto ancora, tu non ci sei più, come parli di te o non ne parli, sono sempre minacciata dal pianto.
Devo fare ricorso più volte nella giornata a una pacatezza al quanto più ragionevole, rallento il ritmo, abbasso il tono della voce, economizzo gli aggettivi. 
La tua morte ha rarefatto l'atmosfera.
Niente ha alcun potere sulla morte, luogo della sconfitta della parola, eppure abbiamo parlato per 40 anni io e te; adesso parlo solo io, tu non parli più, non c'è risposta, né un sorriso, niente».

(L. Ravera, 1994)




domenica 17 luglio 2016

Sara


E riderai quando guarderai le stelle
perchè io vivrò su una di esse...

giovedì 7 luglio 2016

Ultimo saluto a Sara

Martedì Sara è tornata a casa.

Chi vuole potrà salutarla sabato 9 luglio dalle 17,00 alle 20,00 
presso la sala consiliare del Comune di Agugliano.


Un ringraziamento a tutti coloro che ci hanno espresso la loro vicinanza.


lunedì 27 giugno 2016

Ciao Sara


Se non ci saranno altri problemi con la Procura, chi vuole potrà salutare Sara mercoledì 29 giugno dalle 9,00 alle 18,00 circa presso la Federazione provinciale del P.R.C. di Parma di via Solari.

Daremo conferma martedì sul profilo Facebook di Sara.

Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti delle centinaia e centinaia di mail, messaggi e telegrammi ricevuti, ognuno dei quali è stato una briciola di consolazione per questo dolore infinito.



giovedì 23 giugno 2016

Ciao Sara

Ieri il piccolo grande cuore di Sara ha cessato di battere e in quel preciso momento lei ha compiuto il suo ultimo gesto d'amore nei confronti del mondo donando tutto quanto poteva di sè.
I suoi organi e i suoi tessuti andranno ad alleviare le sofferenze di altri.

Io ho perso semplicemente una figlia, ma il mondo ha perduto una persona davvero speciale.


Ciao Sara. Un bacio. Mamma

sabato 26 marzo 2016

Soddisfazioni


QUESTE SI' CHE SON SODDISFAZIONI !

domenica 21 giugno 2015

Soddisfazioni!


QUESTE SI' CHE SONO SODDISFAZIONI !

sabato 20 settembre 2014

Piccole (grandi) soddisfazioni

Ogni tanto, nel mio mondo così prodigo di problemi e così avaro di soddisfazioni, qualche piccolo sprazzo felicità ci vuole.
E la felicità può arrivare anche dalle parole di una figlia che apprezza il tuo modo di fare o da quelle di una ragazza, oggi madre e moglie, che tanti anni fa era solo una bambina che giocava a pallamano.

Forse quello che ho fatto, non è stato del tutto vano...

Ecco quanto ho trovato pubblicato sul profilo facebook di mia figlia Sara.

"SIAMO NATI VECCHI
Salvador Allende l'ho conosciuto in una foto consumata dal tempo. Mia mamma era appena tornata dall'ennesima giunta - una vita spesa al servizio della comunità, fra sport e amministrazione - e aveva appoggiato la sua cartella con gli appuntamenti, le delibere, i progetti sul divano dello studio. Piccola, ma curiosa, l'avevo aperta trovandovi dentro, vicino alla mia, una foto smangiucchiata di uomo buono, dagli occhiali spessi, messo lì quasi come qualcuno di famiglia. Ricordo che quando le chiesi chi fosse, mi rispose con una tale tenerezza nella voce che non potei mai più dimenticarlo. Non era per lei solo "la via democratica al socialismo" di un paese lontano - seppure presente nella letteratura e nella musica che circolava in casa -, ma molto di più: era parte di ogni sua piccola azione, del suo impegno speso a favore della comunità. Noi così siamo cresciuti e temo che così saremo "condannati" ad andare avanti, con questo impegno civico e questa idea della politica e della cultura cuciti addosso, nonostante i tempi."

Ed ecco (altra soddisfazione) cosa ha scritto una mia ex atleta:

Giovanna Musardo Ciao Sara per tutti noi che abbiamo giocato a pallamano Franca, ma anche Silvio, ci hanno insegnato ad essere cittadini del mondo

sabato 18 luglio 2009

Anche il piccolo di casa è diventato grande...

Ecco Thomas,
Tommy
per gli amici,
alla cerimonia
di consegna
del diploma
di maturità
scientifica.

E così anche
il piccolo
di casa
è diventato
grande.

Adesso
è pronto (?)
per spiccare
il volo
e lasciare
il nido.


A novembre l'aspetta Bologna con la sua Alma Mater Studiorum.

Ed io resterò sola. Ancora un po' di più...

martedì 24 febbraio 2009

51 e non sentirli (ancora...)


Tanti auguri a me,

Tanti auguri a me,

Tanti giorni felici (almeno qualcuno),

Tanti auguri a me...

venerdì 7 novembre 2008

"La porta" di Magda Szabo

Per i libri ho un amore e un rispetto che potrei definire "religioso" se questo termine facesse parte della mia cultura.
Quando li leggo non li apro mai del tutto per non rigarne la costola. Figurarsi sottolinearli...
Stavolta l'ho fatto (anche se usando il righello, in modo tale che linea risultasse perfetta) con queste frasi:

"...ogni legame sentimentale rappresenta una potenziale aggressione, da quante più persone ci lasciamo avvicinare tanto più numerosi sono i canali attraverso cui il pericolo può colpirci...

"...Solo chi mi è vicino può farmi male davvero..."

Credo di sapere perchè l'ho fatto...

domenica 19 ottobre 2008

Scusate l'assenza...


... dai vostri blog.

O perlomeno una presenza meno costante del solito che voglio spiegarvi.


La mia vita sta cambiando e io non riesco a governare come vorrei tutti i cambiamenti che mi stanno investendo. Talune cose mi sfuggono...
Alcuni impegni, come quello nella Federazione provinciale del P.R.C. (Responsabile degli Enti locali e del sito internet) li ho voluti e non me ne pento.
Di altre situazioni personali ritengo di avere una responsabilità molto limitata, ma mi trovo comunque a doverle gestire ugualmente...
Non ho intenzione di smettere di tenere il blog, ma dovrò limitare il tempo da dedicargli.
Non per questo voglio perdere il rapporto che ho con moltissimi di voi che passano a leggermi, per cui ogni tanto pubblicherò qualcosa e farò il possibile per continuare a venirvi a trovare.

Con affetto. Franca

mercoledì 23 aprile 2008

Stavolta memo anch'io!

Sono stata tirata in ballo da Valentina e un po’ perché è lei che me l’ha chiesto, un po’ per alleggerire la pesantezza dovuta ai post pre e post elettorali, stavolta ‘sto benedetto meme lo faccio, ma non prendeteci il vizio!

Dunque, le istruzioni per fare il meme sono le seguenti:

- linkare chi l'ha mandato: ok, questo l’ho fatto
- inserire le regole di svolgimento: anche questo è a posto
- scrivere sei cose che vi piace fare: lo dico sotto
- nominare altre sei persone
- lasciare un commento sui blog dei sei amici

Alle ultime due regole trasgredisco e interrompo qui la catena perché non voglio costringere altri a subire le cose che a me non piacciono.

Allora, dicevamo: sei cose che mi piace fare:

  1. Stare con gli amici che sono pochi e selezionatissimi. In tutta la mia vita, le dita di una sola mano mi sono sempre avanzate per contarli, ma per quelli che considero tali sono disposta a fare cose che non farei neanche per me stessa
  2. Occuparmi dell’amministrazione del mio Comune perché credo fermamente che la politica sia un servizio e che quella “buona” si faccia il più vicino possibile ai cittadini. E allora dove meglio che nel proprio Comune?
  3. Leggere, soprattutto romanzi (in cui però ci sia un fondamento di realtà) e poesie
  4. Accudire i miei gatti
  5. Camminare e correre ascoltando cantautori italiani (le compilation le faccio da me)
  6. Confrontarmi con voi nel mio spazio e nei vostri

Basta così! Ho già detto anche troppo...


Colgo l’occasione per dire che l’iniziativa lanciata dal Blog delle Mondine per festeggiare il 25 aprile ha raggiunto e superato il traguardo dei 250 bloggers (ad oggi hanno aderito in ben 292 !!!).

Io a Campegine, a Casa Cervi, ci sarò con i miei due figli, con mio “genero” e con un’amica (una di quelle di cui parlavo sopra). E voi?

Che ne dite di metterci addosso il logo dell’iniziativa, così magari possiamo riconoscerci, incontrarci e parlare anche “dal vivo”?

mercoledì 16 aprile 2008

Scusate l'attesa...

Ci sono! Nonostante tutto...

Passo solo per dirvi che non sono sparita, ma che le vicende di questi giorni non mi hanno permesso la solita frequentazione ai blog degli amici.

Domenica e lunedì sono stata presente ai seggi elettorali e purtroppo lunedì, cinque minuti prima della chiusura, nel seggio dove facevo il rappresentante di lista un nostro elettore è morto nella cabina elettorale proprio mentre stava votando (aveva già iniziato a tracciare il segno sulla scheda).
Al di là del fatto tragico in sé della morte di un uomo, c'è da tener presente che noi viviamo in un paese piccolo in cui, bene o male, chi più chi meno, ci conosciamo tutti e "Pastè" (questo il soprannome del defunto) lo conoscevano proprio tutti.
E' inutile dire dello sconvolgimento che il fatto ha comportato...

L'arrivo dei soccorsi, il lungo tentativo (inutile fin dall'inizio) di rianimarlo, l'arrivo delle Forze dell'ordine, i verbali sull'incidente e sulle schede elettorali che aveva in mano, il corpo steso lì a terra per ore in attesa del magistrato, gli scrutatori (tutti ragazzi molto giovani) che, ovviamente, hanno cominciato a sentirsi male e i Carabinieri che nonostante la mia insistenza hanno vietato di farli uscire dal seggio, l'ufficio elettorale che ha preteso (giustamente dal suo punto di vista) almeno il numero dei votanti nonostante il morto steso lì a terra...
Le operazioni elettorali sono state sospese per ore per cui il seggio ha chiuso tardissimo.
Io sono tornata a casa quasi all'una di notte, ho preparato in fretta e furia i bagagli di mio figlio e l'ho accompagnato ad Ancona dove alle cinque partiva per la gita scolastica.
Un'intera notte insonne cui è seguita una giornata piena di impegni ordinari già programmati e straordinari non rinviabili (mia madre dal medico, Tobia dal veterinario...).
Finalmente ieri sera alle 20,00 ho potuto tirare il fiato, ma ho acceso il computer praticamente solo per guardare la posta.
Quando mi sono potuta fermare a pensare, mi ha anche preso un senso quasi di nausea per quello che era successo il giorno prima, per la constatazione che neanche la morte di un uomo può fermare la macchina amministrativa.
Forse è giusto così, ma i sentimenti ne soffrono...

Stasera il Vescovo della diocesi incontra il Consiglio comunale per cui devo preparare il saluto del mio Gruppo.
Non posso, quindi, passare a salutarvi sui vostri blog e lascio qui il mio saluto per tutti voi.




Appena avrò rimesso in pari i miei impegni lascerò una riflessione sul risultato delle elezioni (non ho affatto intenzione di scappare...).
Per adesso accontentatevi della vignetta di Vauro pubblicata lunedì sul Manifesto...