“I ricordi e i pensieri invecchiano proprio come le persone. Ma ci sono pensieri che non invecchiano mai. Ricordi che non sbiadiscono".
(Haruki Murakami da “L’uccello che girava le viti del mondo”)
Il mio ricordo di te non può svanire perché tu sei una parte di me. Ma negli altri, anche in chi ti è stato più prossimo, ho la sensazione che questo stia cominciando ad accadere. Allora cerco di rafforzare il tuo ricordo e accanto all'ennesima tua fotografia oggi, a quattro anni dalla tua scomparsa (ancora non riesco a pronunciare la parola “morte”), a chi vorrà passare di qui dono la tua voce…
Dopo VENTI ANNI di vita insieme FIDEL se n’è andato e io ho perduto un altro pezzetto di me.
Se esiste un paradiso dei gatti, spero che Sara lo possa ritrovare e portare con sé come quando, ancora tenerissimo cucciolo, lo andò a prendere col motorino e lo portò a casa nostra tenendolo dentro il suo giubbino.
Addio amico. Mi mancherai e io sarò ancora un po' più sola…
A 47 mesi dalla tua scomparsa, oggi ti dedico le parole di questa canzone...
E’ per te questo bacio nel vento te lo manderò lì con almeno altri cento… E’ per te questo fiore che ho scelto te lo lascerò lì sotto un cielo coperto mentre guardo lassù sta passando novembre e tu hai trent’anni per sempre… Puoi raggiungere forse adesso la tua meta quel mondo diverso che non trovavi mai solo che non doveva andar così, solo che tutti ora siamo un po’ più soli qui…
45 mesi sono passati da quando abbiamo staccato le macchine che consentivano al tuo corpo di mantenere le sue funzioni di base, da quando siamo usciti per sempre da quella camera che ti vedeva esanime in un letto.
Chi sostiene che il tempo curi le ferite, dice una banalità, una frase fatta che non ha alcun fondamento perché ci sono ferite che non possono essere curate da niente e nessuno.
Ma per rendertene conto devi provarle sulla tua carne...
Oggi ti dedico ancora un'altra poesia della poetessa che amo di più.
Per te Sara...
Tu eri la verità, il mio confine, la mia debole rete, ma mi sono schiantata contro l'albero del bene e del male, ho mangiato anch'io la mela della tua onnipresenza e ne sono riuscita vuota di ogni sapienza, perché tu eri la mia dottrina, e il calice della tua vita sfiorava tutte le rose. Ora ti sei confusa con gli oscuri argomenti della lira ma invano soffochi la tua voce nelle radici - spirali degli alberi, invano getti gemiti da sotto la terra, perché io verrò a cercarti scaverò il tuo fermento, madre (figlia), cercherò negli spiriti quello più chiaro e più fermo, colui che aveva i tuoi occhi e la tua limpida voce e il tuo dolce coraggio fatto soltanto di stelle. (Alda Merini)
A 43 mesi dalla tua scomparsa su Facebook ti ha ricordato Gabriele.
[43...] Oggi Giada mi chiedeva consigli per infarcire un testo di dotte citazioni. Siamo partiti da Petrarca, non dimenticando Dante Alighieri e siamo giunti a Ennio Flaiano. Ma la perla è stata la citazione di Sara Iommi. Si, proprio tu, Sara.
I singhiozzi lunghi dei violini d’autunno mi feriscono il cuore con languore monotono. Ansimante e smorto, quando l’ora rintocca, io mi ricordo dei giorni antichi e piango; e me ne vado nel vento ostile che mi trascina di qua e di là come la foglia morta.
Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa, tu devi realmente esistere, perché lui esista: chi era coperto di croste è coperto di piaghe, il bracciante diventa mendicante, il napoletano calabrese, il calabrese africano, l'analfabeta una bufala o un cane. Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa, sta per non conoscerti più, neanche coi sensi: tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie, ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.