Ma come fate ad indignarvi se l'Unione Europea propone di non usare la parola natale nei discorsi istituzionali e non provare almeno la stessa indignazione per quello che succede fuori della porta delle vostre comode e calde case?
Ed eccoci ancora qui a ricordare un altro anno senza di te.
Io non so usare le parole come sapevi fare tu, per cui non la tirerò per le lunghe.
Alle 18,30 di cinque anni fa abbiamo spento le macchine che permettevano al tuo cuore di battere artificialmente per permettere che tu potessi donare al mondo ciò che restava di te.
Quel mondo, Sara, oggi è cambiato, ma non in meglio.
Voglio solo lasciarti il mio saluto e lo farò ancora una volta con le parole di Guccini che abbiamo tanto amato:
VOGLIO PERO' RICORDARTI COM'ERI, PENSARE CHE ANCORA VIVI.
VOGLIO PENSARE CHE ANCORA MI ASCOLTI E CHE COME ALLORA SORRIDI.
E, se ancora mi ascolti, oggi ti voglio dire parole di cui sono stata sempre troppo parca: ti voglio bene e spero che il mio bacio, ancora una volta, arrivi ovunque tu sia.
Per chi conosce solo il tuo colore, bandiera rossa, tu devi realmente esistere, perché lui esista: chi era coperto di croste è coperto di piaghe, il bracciante diventa mendicante, il napoletano calabrese, il calabrese africano, l'analfabeta una bufala o un cane. Chi conosceva appena il tuo colore, bandiera rossa, sta per non conoscerti più, neanche coi sensi: tu che già vanti tante glorie borghesi e operaie, ridiventa straccio, e il più povero ti sventoli.