mercoledì 27 aprile 2011

Vittorio Arrigoni: un vincitore

Vittorio, quasi presagendo la sua prossima fine, in un intervista disse che se fosse morto avrebbe voluto essere ricordato con le parole di Nensol Mandela:
"Un vincitore è un uomo che non smette mai di sognare. Vittorio Arrigoni: un vincitore"
Ed è così che noi lo ricorderemo.




Domenica 24 aprile a Bulciago in un palazzetto dello sport gremito fino all'inverosimile (e con tanta gente che è dovuta rimanere all'esterno) si sono svolti i funerali di Vittorio per l'ultimo saluto da parte dei suoi innumerevoli amici.

Tanta gente che è venuta da tutta Italia e non solo.
Oltre ai suoi compagni dell'ISM, erano infatti presenti i rappresentanti dell'Autorità Palestinese, rappresentanti delle comunità arabe, l'Arcivescovo Emerito di Gerusalemme, Mons. Capucci, che ha concelebrato la cerimonia.
Le sue parole resteranno come scolpite nella pietra. Non le virgoletto perchè quelle che riporto non ne sono la riscrittura letterale, ma esse hanno suonato pressapoco così:
Io sono l'Arcivescovo Emerito di Gerusalenne cioè dei palestinesi, di tutti i palestinesi. Un vescovo non è un padrone, un vescovo è un servitore, un vescovo è un pastore che protegge il suo gregge. Anche Vittorio era un pastore che proteggeva il suo gregge e per proteggerlo come Cristo è morto sulla croce. Per noi Vittorio è un martire e un santo.


Dopo la cerimonia religiosa c'è stata la parte laica e sulla colonna sonora di "Bella Ciao" il saluto degli amici e di tanti che lo hanno conosciuto ed amato.
Le ultime parole sono state quelle di sua madre Egidia:
“Gaza è stato l'ultimo approdo di Vittorio, ma la Palestina lo aveva chiamato da molto tempo. A ogni ritorno cresceva l'indignazione ma anche la consapevolezza che la sua casa era là. Quando Israele gli impedì di rientrare da terra lui ci tornò via mare e ci rimase per essere la voce dei senza voce. Non è un eroe né un martire, è un ragazzo che credeva davvero che i diritti umani sono universali e che l'ingiustizia va raccontata perché nessuno di noi, persi nel mezzo delle nostre comode vite, un giorno possa dire io non c'ero, io non sapevo. La sua è una scelta radicale e non violenta che spinge tutti noi a diventare attivisti. Noi non immaginavamo, non sapevamo in quanti di voi lo amaste in tutte le latitudini. Siete stati l'inaspettato sollievo ai nostri cuori feriti. Vi abbraccio tutti, in particolare i figli della Palestina. Restiamo umani”.
Salam Aleikum.

Il giorno dopo, celebrando il 25 Aprile a Fornovo di Taro, sul palco delle commemorazioni, mia figlia Sara seguendo l'invito del Presidente provinciale dell'ANPI di Lecco ha voluto ricordare Vittorio, un nuovo partigiano.

"In questo giorno in cui siamo riuniti a celebrare la liberazione del popolo italiano dal nazifascismo voglio ricordare la morte di un partigiano. Ieri eravamo, commossi, a Bulciago alla sua cerimonia funebre che si è svolta, come lui avrebbe voluto, sulle note di "Bella ciao", canzone che insegnava ai ragazzi palestinesi che, come noi sessant'anni fa, lottano per la liberazione del loro popolo. Il rappresentante dell'ANPI, fra le lacrime, in occasione della cerimonia, ha voluto dedicare il 25 aprile di quest'anno a Vittorio Arrigoni promettendo alla sua famiglia che il suo esempio di lotta partigiana sarebbe stato ricordato in tutte le loro sedi. Vittorio, narratore dell'inenarrabile, ha combattuto la lotta di liberazione di un popolo oppresso con la sola forza dei suoi sogni, utilizzando come scudo a protezione di contadini e pescatori il suo solo corpo. Consapevole del rischio che stava correndo rimanendo sotto le bombe dell'operazione "piombo fuso" era, infatti, disposto anche a dare la vita per il popolo palestinese. Avrebbe voluto essere ricordato con le parole di Nelson Mandela: "un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare" Vittorio Arrigoni, un vincitore. Che il suo sacrificio non sia vano, auguriamo a tutti i popoli del mondo, compreso il nostro, 10, 100, 1000 nuove Resistenze".

4 commenti:

zefirina ha detto...

sara è una grande! come non potrebbe esserlo è figlia tua, un abbraccio

guccia ha detto...

Intervenire alle commemorazioni del 25 aprile in suo ricordo è stato un dovere. Non lasciamo che il suo ricordo si spenga, teniamolo vivo nei nostri cuori, chi ha compagni e compagne non muore mai! organizzaremo eventi in suo onore, sosterremo la nuova freedom flottilla, continueremo a lottare finché si realizzi il suo sogno di piena giustizia in terra libera di Palestina. Vittorio sei vivo, lotti insieme a noi!

elena ha detto...

Vik, un vincitore lo è sempre stato: già dal nome che portava, quasi un presagio. E' un peccato che in tanti lo abbiano conosciuto solo ora che è stato assassinato... chiunque sia stato, non ha reso un buon servizio all'umanità. E neppure alla sua causa, qualunque sia. Un assassinio crudele e inutile, che inevitabilmente gli si ritorcerà contro. Ma, a parte questo, a parte la quantità di fango che qualche benpensante (tanti) gli ha gettato addosso, a parte l'assenza delle Istituzioni al suo funerale... per noi Vik è scolpito nel cuore. Già c'era, ma non sarà la sua scomparsa fisica a farcelo scordare... proprio il contrario. Il 25 aprile noi lo abbiamo ricordato, Vik, con i ragazzi Tunisini baraccati nella stazione di XXmiglia... perché noi, come lui, vogliamo stare dalla parte dei più deboli e sofferenti, dei bisognosi, degli umili e degli ultimi. Grazie Franca di questo ricordo, grazie Sara per le parole che mi hanno commosso (sì, lo so: sono una povera vecchiaccia facile alle lacrime), grazie Guccia per lo sprone, che condivido dal cuore, e grazie Vik che ci hai insegnato tanto. Vik, un vincitore.

tommi ha detto...

Ciao Franca,

ai funerali c'ero anche io e ti ho visto seduta e commossa. Ti ho cercato alla fine della cerimonia per salutarti, ma non ti ho più visto.

In ogni caso vederti e vedere che la rete e i blogger sono sempre più attivi e presenti nella realtà è qualcosa di straordinario.

Alla prossima, sperando che sia per qualcosa di positivo.

tommi