sabato 19 gennaio 2008

Quell'uomo si chiamava Aldo

Aldo Bianzino, un uomo di 44 anni di Pietralunga (Perugia), era stato arrestato insieme alla sua compagna Roberta il 12 ottobre 2007 con l'accusa di coltivare marijuana per uso personale ed era stato portato nel carcere di Capanne. Aldo è morto due giorni dopo.
In un primo momento l'amministrazione penitenziaria ha dichiarato che la morte era stata causata da infarto. L'autopsia invece ha rilevato un’altra verità: il corpo presentava una frattura alle costole, gravi lesioni al fegato, alla milza e al cervello. Un pestaggio?

Il Fratello di Aldo ha scritto una lettera al Presidente Napolitano pubblicata da alcuni giornali e numerosi siti. Io l’ho letta su “Liberazione (14 dicembre 2007) e anch’io voglio pubblicarla.

"Signor presidente, nonostante la grande stima che ho nei suoi confronti, mi perdonerà se, seguendo l'esempio dei miei genitori, volutamente non uso le lettere maiuscole nel rivolgermi a lei ed alle istituzioni in genere, nel tentativo di riavvicinarvi un po', almeno simbolicamente, alla popolazione italiana.
Leggo sui giornali, con immensa gioia, che è stata finalmente presentata all'Onu la moratoria internazionale sulla pena di morte. Credo che sia una grande battaglia di civiltà portata avanti dal nostro Paese.
La vicenda di cui vorrei informarla, però, è un'altra. Non so se ha sentito parlare di quell'uomo di 44 anni, trovato morto nel carcere di Capanne, nei pressi di Perugia, la mattina del 14 ottobre scorso. Quell'uomo era un falegname che viveva nelle campagne dell'Umbria, nel cuore del nostro Paese, e conduceva una vita fatta di duro lavoro, amore per la propria famiglia ed i suoi tre figli, di preghiera ed amore per la natura. Quell'uomo costruiva mobili, mensole, porte, finestre, soppalchi. Era una delle persone più tranquille del mondo, quell'uomo, ed era circondato da centinaia di persone che gli volevano bene. Era un nonviolento, un "gandhiano", e, come me, avrebbe apprezzato moltissimo l'iniziativa per l'abolizione della pena di morte in tutto il mondo. Quell'uomo la sera del 12 ottobre è stato arrestato perché nel suo orto è stata trovata qualche piantina di canapa indiana per uso personale. La canapa, come è noto, è quella pianta che i nonni dei nostri nonni hanno coltivato e utilizzato per centinaia di anni, fino all'introduzione in Europa del tabacco, pianta che, a differenza della canapa, provoca dipendenza e causa milioni di morti in tutto il mondo.
Va da sé che se in un Paese aumentano le cose considerate illegali, il mondo dell'illegalità trova nuova linfa per alimentarsi e diventare sempre più forte. Ecco probabilmente perché, venendo incontro alla mafia, alla camorra, alla ‘ndrangheta, alle multinazionali del tabacco, nonché alla malavita in genere, la canapa è stata equiparata alle droghe ed inserita tra le sostanze illegali. Fermo restando, comunque, che il problema della droga, quella vera, quella che si trova con gran facilità in tutte le discoteche, o quella di cui fanno uso molti uomini d'onore che siedono sui banchi di Montecitorio e Palazzo Madama, sia un problema molto serio.
Ma torniamo al nostro uomo, un problema ancor più serio. L'arresto è avvenuto al termine di una giornata di perquisizioni, a seguito delle quali, oltre alle piantine, si è scoperto che il falegname aveva soldi in casa per un valore di 30 (trenta) euro, e nessun conto in banca o in posta. E' stato quindi deciso di mettere l'uomo, totalmente incensurato, in una cella di isolamento, e lasciare a casa, per un tempo indeterminato, un ragazzino di 14 anni in compagnia della nonna ultranovantenne in precarie condizioni di salute. C'è chi dice che l'uomo sia stato scambiato per qualcun altro, forse per uno spacciatore, forse per un anarchico o chissà chi. I fatti ci raccontano che dopo l'arresto, sono state effettuate le consuete ed accurate visite mediche e psichiatriche, attestanti che l'uomo era in perfette condizioni psico-fisiche, con pressione arteriosa e battito cardiaco ottimali. La mattina del 14 l'uomo è stato trovato morto. I medici legali, la voce della scienza, ci dicono che dopo la prima autopsia sul corpo dell'uomo sono state riscontrate delle lesioni. Lesioni compatibili con l'omicidio. Compatibili con la tortura. Tortura che, se confermata, è stata certamente compiuta da professionisti, gente addestrata ad uccidere con metodi che non lasciano segni esteriori, ma svariate lesioni interne, riscontrabili solo tramite esami autoptici.
Ovviamente c'è un'indagine in corso, che potrà confermare o meno queste ipotesi. Ed a proposito dell'indagine, essendo lei anche il presidente del Csm, vorrei informarla di alcuni particolari. Si sa che un carcere di "sicurezza" è tenuto ad essere videosorvegliato ed a fornire le immagini di tutto ciò che succede al suo interno, 24 ore su 24. Ma le attese immagini chiarificatrici non hanno ancora chiarito nulla. Si sa anche che quando un magistrato fissa l'incidente probatorio è obbligato a convocare tutte le parti in causa. Ma anche questo non è successo.
Ultima precisazione, poi, che potrebbe apparire alquanto bizzarra: il magistrato che sta conducendo le indagini è la stessa persona che ha ordinato l'arresto dell'uomo. E' ovvio, comunque, che in un Paese civile come il nostro, un Paese che diffonde democrazia, pace e giustizia in tutto il mondo, ci si aspetterebbe che, se ci fosse qualcuno sospettato per aver commesso un simile assassinio, costui fosse quanto meno sospeso dal proprio incarico. Beh, non ci crederà, signor presidente, ma questo non è successo. Un Paese come il nostro, che porta alta la fiaccola dei diritti umani ed urla al resto del mondo di abrogare la pena di morte, consente a propri dipendenti, sospettati di simili atrocità, di continuare ad esercitare la loro "professione" indisturbati, magari nei confronti di altri uomini o donne. Magari proprio in questo momento, mentre le sto scrivendo.
Sabato 10 novembre a Perugia c'è stata una grande manifestazione, piena di giovani e con oltre duemila persone, che chiedevano verità e giustizia per quell'uomo. Chiedevano di poter vivere in un Paese migliore, signor presidente. Ho la speranza, signor presidente, che un giorno qualche nazione, ancora più civile della nostra, vada all'Onu a chiedere che venga fatta piena luce sulle centinaia di morti che avvengono all'interno delle carceri italiane. Questo per sperare di poter vivere in un mondo un po' più giusto, un po' più libero, un po' più vivibile. Così come avrebbe voluto anche quell'uomo. Quell'uomo che si chiamava Aldo. E che era mio fratello. Distinti saluti".
Claudio Bianzino

Per chi fosse interessato: GG ha trovato questo

45 commenti:

marina ha detto...

E' una storia atroce.
Non c'è nulla che possiamo fare? Non so, preparare una lettera da inviare anche noi al presidente?
grazie marina

Giovanna Alborino ha detto...

si, ha ragione marina, possiamo fare qualcosa ?

p.s. sei stata nominata

BC. Bruno Carioli ha detto...

Un fatto orribile al quale ribellarsi.
Una lettera esemplare per forma e contenuto.
Quanta dignità in quelle minuscole.

Pino Amoruso ha detto...

Bruttissima storia, che mi fa indignare ancora di più. Spero che il Presidente abbia risposto. Io utilizzo le lettere maiuscole, perchè ritengo che tali signori sono molto distanti da noi cittadini che li abbiamo eletti.

giulia ha detto...

Dovremo davvero fare qualcosa... Quante cose ci vengono taciute... Giulia

GG ha detto...

In giro ho trovato questo

sam ha detto...

Questa è un'altra storia terribile. In senso lato fa parte della tradizione del potere italiano ben presente nelle stragi di Stato. Non è una forzatura. E' il potere che copre se stesso. che ha la libertà di decidere sulla vita e sulla morte. e rimanerne impunito. al massimo qualche cadrà la testa di giovane accaldato.

dawoR*** ha detto...

non so dirti il disghusto profondo che provo davanti a fatti come questo / ma che cosa siamo diventati ? :) dawoR***

S.B. ha detto...

Che tristezza :-(

flo ha detto...

Prima di tutto ti ringrazio Franca, perchè dal tuo blog vengo a conoscenza di fatti che mi erano sfuggiti e perchè mi dai sempre modo di riflettere.

E' una storia terribile, ma non facciamo l'errore di pensare, quando leggiamo queste storie, che possano accadere sempre ad altri, che siano tanto lontane dalle nostre realtà.
Questo signore era una persona come tanti, uno di noi, faticava per guadagnarsi da vivere e si faceva i fatti propri, non ha fatto del male a nessuno, ha perso la vita solo per aver coltivato unm paio di piantine di maria nel suo orticello.
Ma vi rendete conto?
Non ci credo che in carcere sia stato scamb iato per qualcun altro, sarebbe una mezza giustificazione.
Credo che una grossa ingiustizia sia stata compiuta e che come al solito nessuno ne pagherà il prezzo, come dice Sam è il potere che copre se stesso.
Noi siamo impotenti di fronte a questi soprusi, è questo il dramma.

Pino Amoruso ha detto...

Ciao...Spero non ti dispiaccia... Ti ho appena dato un bel "D eci e lode"!!! Nominata :-)

Davide ha detto...

Spesso ci riempiamo la bocca con l'affermare di vivere in una naziona civile.
Ma dov'è questa civiltà?
Questa storia è davvero sintomatica, ennesima dimostrazione di una società che si sforza di essere civile.
E' civile quel cordone di polizia che impediva l'accesso all'università?
E' civile ciò che avviene negli stadi?
E' civile ciò che descrivi tu, cara Franca?
E' civile ciò che avviene in Campania?
Non mi sembra proprio.
La civiltà, per ora, non è di casa.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Conoscevo questa storia. Oramai le lettere non servono serve solo la mobilitazione fisica in certi casi, ossia andare in piazza e fare sentire che si è in tanti e tutti molto stufi (eufemisticamente parlando....)

La vicenda è scandalosa. Non sto a giudicare l'arresto ma il dopo.... Quello è assurdo!

Fermo restando che uno spacciatore vero non ha una pianticella di quella roba in giardino come se fosse un geranio.....

Saretta ha detto...

ciao... sono passata dopo aver letto un tuo commento.
grazie mille, non ne sapevo nulla (chissaperchè) ... davvero grazie.

ti metto nei blog amici ciaociao

http://ilblogdisaru.blogspot.com/

Mimmo ha detto...

Cara Franca...se passi da me ho un urgente premio da consegnarle!!!!eheheeh ;)

Roberto Ladisa ha detto...

E' pazzesco morire così! condannati a morte per alcune piantine di marijuana, una persona incensurata e pacifica, padre di famiglia.
Non conosco il caso e le dinamiche, ma immagino che sia stata una "punizione riuscita male".
Mi sembra tutto così surreale, perfino la scienza ha snodato tutte le scemenze propinate negli anni 1930-50, sulla marijuana, una sostanza che non da dipendenza, che fa sicuramente meno male dell'alcol e del tabacco...
A quanto pare, polizia e carabinieri sono sempre i soliti analfabeti, giustizieri del nulla.

alicesu ha detto...

E' terribile. Ho sentito questa storia da Grillo e sono rimasta allibita.
tanto non si saprà mai. Basta vedere quali difficoltà stanno subendo gli Aldrovandi...

zefirina ha detto...

avevo già letto di questa storia, mette i brividi, ho paura non si possa far nient'altro che divulgarla

chit ha detto...

Conosco bene la sua storia, per lungo tempo s'è intrecciata con quella si Carlo Parlanti a livello di persone interessate a diffondere una notizia di quelle presenti quasi solo sul web. Che dire? C'è ben poco o forse troppo per un semplice commento e poi, poi sparare sulle Istituzioni oggigiorno sembra come sparare sulla croce rossa.
Spero che questo possa essere la rinascita di un certo "dialogo" tra Istituzioni e cittadini, d'altra parte hanno tante possibilità se veramente volessero di dare risposta a certe morti (quella di Aldo, quella di Federico Aldrovandi, quella di Gabriele Sandri) basta cominciare a voler farlo! Ma forse crollerebbe un "sistema" che invece usa spesso, troppo!, la giustizia e l'ordine solo come alibi.

Ed ha detto...

Che brutta storia. Hai fatto benissimo a darle visibilità.

Andrea ha detto...

Che storia triste. Che paese di merda (scusa l'espressione) .Non voglio fare del qualunquismo, ma non è guisto mandare in galera una persona per qualche pianta di marijuana, e fregarsene di quelli che realmente dovrebbero andarci. Pochi della mia generazione possono dire di non essersi mai fumati una canna, di certo non io, e cacchio, morire in carcere per questo... E' follia.

Simona ha detto...

ricordo una storia simile, una mamma di Livorno che chiede ancora giustizia per il figlio morto in circostanze misteriose in carcere. Ma quante saranno le storie così?
mele marce sono dappertutto, è vero, quello che si teme, in casi come questo, è l'insabbiamento di tutto.
La giustizia dalla parte del manganello.

GattaNera ha detto...

E' una "storia" che ha dell'incredibile... sia per il drammatico epilogo, sia perchè non vedo neppure un possibile motivo a tutto questo.
Condanno i "fatti di Genova" ma posso cercare di trovare una motivazione seppure assolutamente non condivisibile... ma qui proprio non riesco a capire.

Violenza, solo per il puro piacere di far male ad un proprio simile?

Assurdo!

Paola

Finazio ha detto...

conoscevo già questa storia, e mi mette i brividi ogni volta che la riscopro.

Giovanna Alborino ha detto...

ciao franca, passo per un saluto..

Mimmo ha detto...

...certe cose mi indignao fino al midollo. E poi devo sentire Mastella che si sente "toccato" e grida agli scandali più svariati.

che schifo, Franca!!!

Oby ha detto...

A me la cosa che piú mi fa imbestialire di tutta questa atroce e gravissima faccenda sai qual'é? Che per sapere di queste cose devo venire sul tuo blog a leggerle, mentre sui giornali nazionali leggo solo che il governo é in crisi e che c'é un trans nel grande fratello!!!

mafalda ha detto...

Sono scioccata!!!
Ma una raccolta di firme affinchè venga cambiato giudice, gli assassini quanto meno identificati e licenziati...ormai non essite la civiltà, una volta era il sud amreica ad avere questi tipi di omicidi,sotto i dittatori, ne abbiamo avuti anche noi, ma a quanto pare non è cambiato molto!!!!

Ps:pure io sono nata a febbraio però il 25!!!Ciau pesciolina!!!

guccia ha detto...

Ho i brividi addosso (di rabbia e dolore). Questo è, nei fatti, lo stato di polizia italiano e, cosa ben più grave, l'opinione pubblica, ancora, non se ne rende conto. Quante altre torture dovremo tollerare prima di risolvere la situazione e ripristinare metodi democratici nelle carceri e fra i celerini?
Chi esprime un libero pensiero non schierato in Italia, si sente costantemente in pericolo e certa compiacenza di certa magistratura fa ancora più paura.

valentina orsucci ha detto...

così.

ericablogger ha detto...

scusa se intervengo qui , fuori post, ma hai letto Duccio ?
nell'ultimo post ci sono stati interventi che vale veramente la pena di leggere x il loro qualunquismo!
ciao erica
grazie di passare da me e di commentarmi sempre
mi aiuti molto con i tuoi pensieri

Maurizio ha detto...

La nave affonda. E la giustizia con lei. Affonda quando arrestano il delinquente e lo rilasciano il giorno dopo, affonda quando per un omicidio si sta dentro 10, 15 anni, affonda in questi casi assurdi. Non voglio discutere l'etica ma solo la legge. Coltivare canapa è illegale, almeno fino ad ora se non mi sbaglio. Innocuo ma illegale. Finchè è illegale giusto che vi sia una pena. Il carcere lo trovo eccessivo, o meglio, non lo trovo eccessivo per chi coltiva serre, smercia e spaccia ma è sostanzialmente troppo pesante per chi possiede qualche pianta anche perchè come in questo caso si parla di persone del tutto normali e non di delinquenti. Penso una multa fosse più che sufficiente. Ma il problema è di vaste proporzioni. Qui c'è un possibile o probabile pestaggio. Il possibile o probabile omicidio colposo. C'è una disfunzione oramai divenuta cancerogena che non tutela ma distrugge la dignità non solo di cittadino ma anche umana. E che, come ben sappiamo, non si ferma solo in queste pagine nere.

Carlotta ha detto...

Ecco, come se non fossero sufficienti le rincuoranti notizie che arrivano dal bel paese, mi ci mancava questa...Effetto disprezzo..Allora a parte che venire a leggere queste notizie da un blos e' surreale..Leggo i quotidiani ogni giorno e a parte le perpetue cirsi di governo il delirio di papa e scagnozzi vari, la notizia piu' importante e' della portata del presunto matrimonio tra Carla Bruni e sarkozy...Ce la faremo mai ad avere un'informazione meno simile al gossip e una giustizia la' dove mi viene da pensare non sia mai arrivata?

Guarda pazzesco...

Duccio ha detto...

Purtroppo di storie simili ce ne sono altre. Mi auguro che siano stete intraprese per Aldo idonee vie legali. Non sono daccordo alle lettere tutte uguali di migliaia di cittadini, meglio una manifestazione raccontata dai giornali come quella che si è svolta a Perugia. C'è un altro caso, Franza, di cui abbiamo già parlato, ma che non mi ricordo mai. Un ragazzo sbronzo schiacciato per terra dai poliziotti e morto perchè le ginocchia gli hanno sfondato la cassa toracica. Quei poliziotti sono ancora al loro posto...
;-) duccio

fioredicampo ha detto...

E' semplicemente inaudit', inaccettabile... e intanto Cuffaro festeggia con i cannoli....

Alzata con pugno ha detto...

E' vero, di storie simili ce ne sono tante e ben poche diventano di dominio pubblico. Le maniere brutali di parte (e voglio essere buona) delle nostre "forze dell'ordine" sono ben conosciute da qualsiasi manifestante. Ma non cadiamo nell'errore di pensare che i nostri siano i peggiori...sono rimasta altrettanto sconvolta dai metodi della polizia canadese in due casi (quelli che sono usciti fuori dai loro confini) in cui persone innocenti sono state uccise con le pistole elettriche.

Romina ha detto...

Certo è che se il fratello di quest'uomo ha scritto al Presidente della Repubblica, significa che davvero non sa dove sbattere la testa. Difficile, dunque, pensare che possa ottenere giustizia, anche se occorre sicuramente non rinunciare a battersi.

francesca ha detto...

eccezionale questa lettera,avrà risposto il presidente con la p minuscola? Io me lo auguro davvero...grazie per l'informazione che ci dai...i veri spacciatori sono fuori e ma gari hanno le iniziali minuscole

giulia ha detto...

Ciao Franca.........è orribile sentire queste cose! Sò come si stà in carcere e sò il male che il carcere provoca! Assurdo "essere uccisi" per motivi che nemmeno si conoscono! Ognuno è libero e dico libero di coltivare la maryana, è legalizzata la sua coltivazione per uso personale quindi anche l'arresto è stato "costruito"......forse un errore ma perchè?! Dio mio quanto mi fanno incazzare queste storie!.....un bacio
Il pazzesco è che "noi" cosa possiamo fare.........nessuno ci ascolterebbe ne sono convinta! Denunciare sempre e con voce forte questo si ma poi?????

moltitudini ha detto...

carceri italiane assassine.

Giovanna Alborino ha detto...

buongiorno...

Antonio Candeliere ha detto...

E' la cosa più grave è che se ne è parlato molto poco.

rudyguevara-simona ha detto...

dio,che botta nello stomaco!e poi dovremmo credere ancora che la legge è uguale x tutti?che schifo,che pena!provo tanta rabbia e compassione.

riccardo gavioso ha detto...

un storia molto triste che conoscevo, e una morte assurda che speriamo di non dover conoscere mai più.

un saluto indignato

maurob ha detto...

Storie di normale pazzia giudiziaria.