venerdì 2 novembre 2007

Un amore di gioventù

"Amo ferocemente, disperatamente la vita. 
E credo che questa ferocia, questa disperazione mi porteranno alla fine.
Amo il sole, l’erba, la gioventù. 
L’amore per la vita è divenuto per me un vizio più micidiale della cocaina.
Io divoro la mia esistenza con un appetito insaziabile.
Come finirà tutto ciò? Lo ignoro".



Nato a Bologna il 5 marzo 1922, Pier Paolo Pasolini fu ucciso a Ostia il 2 novembre 1975 da uno dei suoi "ragazzi di vita".

"Che cos'è questo golpe?" dal "Corriere della sera" del 14 novembre 1974

Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato golpe (e che in realtà è una serie di golpes istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del "vertice" che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di golpes, sia i neofascisti autori materiali delle prime stragi, sia, infine, gli "ignoti" autori materiali delle stragi più recenti. Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969), e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974). Io so i nomi del gruppo di potenti che, con l'aiuto della Cia (e in second'ordine dei colonnelli greci e della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il 1968, e, in seguito, sempre con l'aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del referendum. Io so i nomi di coloro che, tra una messa e l'altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l'organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neofascisti, anzi neonazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine ai criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi bruciavano), o a dei personaggi grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli. Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killers e sicari. Io so tutti questi nomi e so tutti questi fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli. Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l'arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell'istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il "progetto di romanzo" sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il 1968 non è poi così difficile...
Pier Paolo Pasolini

27 commenti:

Ed ha detto...

Grande personaggio!

ivan ha detto...

amo pasolini franca. Mi ci ritrovo poi particolarmente in quelle sue frasi iniziali, che potrebbero essere tranquillamente di un altro grande scrittore che adoro e che fa parte della mia vita, Kerouac.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

E' morto 32 anni fa se non ho sbagliato i calcoli, ed ancora non sappiamo davvero perchè e realmente per mano di chi.

Gianfranco ha detto...

Si consiglia la visione di: Pasolini, un delitto italiano. Di Marco Tullio Giordana...

BC. Bruno Carioli ha detto...

Tutti sappiamo, magari non abbiamo le prove, a volte abbiamo gli indizi,ma capita di voltarsi da un'altra parte. C'è chi sceglie di volgere lo sguardo altrove. Per troppo tempo ciò è accaduto sulla vita e sulla morte di Pasolini. Troppo spesso accade di distrarsi sullo sfruttamento e la coercizione della libertà. Tanti sono interessati ed operano perchè ciò avvenga. Da Pasolini viene una lezione dura, ogni giorno perseverare e fare un passo.

flo ha detto...

Parole sempre molto attuali, un uomo che avrebbe potuto continuare ad insegnarci molto...

Duccio ha detto...

Se non sbaglio è un brano della serie "Scritti corsari"! Ciao Franca, piacere di fare la tua conoscenza, grazie per il passaggio ed il commento. Sai, nella mia vita da precario (ora non più) ho lavorato con Laura Betti, ufficio stampa della fondazione Pier Paolo Pasolini in occasione di una serie mostre ed eventi culturali "Un poeta d'opposizione", a Roma, dall'ottobre 95 al maggio 96. Una esperienza formativa, sia dal punto di vista professionale che culturale. Mi sono riletto da poco Petrolio e Ragzzi di vita. Penso che Pasolini ci sarebbe stato di aiuto in questo momento, nella nostra società malata. Il suo pensiero di intellettuale indipendente ci manca. Duccio

Alzata con pugno ha detto...

La genialità di chi ha mosso e muove tutt'oggi le dinamiche nascoste della politica, della società, gli attentati, i sequestri, i dirottamenti, sta nel non lasciare tracce evidenti, evidenti segni che possano inequivocabilmente portare ad un colpevole, inequivocabilmente portare ad un disegno.
Queste persone, queste organizzazioni, non pensano che i giornalisti, che gli intellettuali, che i procuratori, che la gente comune sia stupida. Seguendo la logica dell'assurdo probabilmente si può arrivare a conoscere e a capire tutto ciò che viene tenuto nascosto. Ma non ci sono prove. Se ci sono testimoni vengono eliminati, se ci sono prove, spariscono. E' il sapersi muovere dierto una tenda, si vedono le ombre, ma nient'altro. In mano non resta nulla. E nulla con cui poter accusare.

guccia ha detto...

Un pezzo indispensabile, su cui molti di noi sono cresciuti, anche quelli che ai tempi delle stragi non erano ancora nati, che entra a far parte di noi in quanto parte della nostra tragica storia recente analizzata da un uomo intelligente, colto, dotato, ma più di ogni altra cosa scomodo, curioso, sensibile e libero. Un uomo tanto odiato che mi ritrovo ad amare tanto.
Tutti conosciamo i mandanti di allora come i mandanti di oggi e se, pure, cambiano i nomi, la logica sottesa resta sempre la stessa.
Solo, ci vorrebbe, ora, più che mai, un pò di sana rabbia, di riscatto e di memoria.

Commovente questa confessione di amore per la vita.

Simona ha detto...

Nessuno è profeta in patria. Pasolini era un uomo davvero straordinario.

Marxetto ha detto...

Un Pasolini, oggigiorno, manca come l'aria.

Lune ha detto...

è morto indegnamente. la società non voleva accettare questo. è questo il grande rammarico.

fabrizio ha detto...

é un lodevole omaggio il tuo. Pasolini è così attuale, va riscoperto ogni giorno. Ciao

Linus - Iltrenodinotte ha detto...

Pasolini aveva capito molto, quasi tutto di quello che sarebbe successo in Italia. Il dramma è che nulla è cambiato, nulla...

O forse s, che quel che era cobnsiderato barbaro, incivile, è oggi invece il metro con cui si misura la volontà di governare.

giulia ha detto...

Era davvro un uomo che sapeva leggere nel nostro mondo come nessuno ha saputo più fare, Giulia

Cima ha detto...

Grazie per aver riproposto questo magnifico pezzo, riproposto come modello da Roberto Saviano in Gomorra.
C'è sempre bisogno di ricordare.

Oby ha detto...

Devo decisamente recuperare il film citato da Gianfranco e imparare cosí tanto da un uomo del quale so cosí poco. Grazie come al solito per rendermi consapevole di cose che preventivamente sapevo "cosí per sentito dire", Pasolini era ed é decisamente meritevole di attenzione.

Finazio ha detto...

Questo scritto di Pasolini è stampato a lettere di fuoco nella mia mente, è il documento programmatico di ciò che un vero intellettuale dev'essere: una persona super partes che ragiona con la propria testa e non teme di scrivere quel che dev'essere scritto. Fosse ancora vivo dubito che lo avremmo mai visto a Porta a Porta o da Costanzo.

sam ha detto...

quant'è forte il suo "io so", quanto avremmo bisogno di analoga forza. ancora oggi, Franca.

zefirina ha detto...

'Na specie de cadavere lunghissimo, monologo ideato e interpretato da Fabrizio Gifuni rendeva omaggio a pasolini e raccontava anche la sua morte
"la morte non è nel non poter comunicate ma nel non poter più essere compresi!

ArabaFenice ha detto...

I delitti insoluti come questo fanno poco onore al nostro Stato

alicesu ha detto...

ogni volta che leggo questo pezzo rimango incantata.

S.B. ha detto...

Lo amo !

warszawa ha detto...

Sono stato a Casarsa diversi giorni fa... sulla tomba di Pierpaolo...

tisbe ha detto...

Gli occhi del profeta

Irlanda ha detto...

Grazie per questo ricordo

Romina ha detto...

Bellissimo scritto!
La scorsa estate, ho pubblicato anch'io due articoli di Pasolini, tratti dagli "Scritti corsari". Purtroppo, forse complice lo spensierato clima estivo, sono passati un po' inosservati.
Pasolini è la testimonianza che gli uomini intelligenti non muoiono mai, nel senso che i loro scritti hanno sempre qualcosa da insegnarci. Secondo me è quindi giusto divulgarli.