venerdì 24 agosto 2007

Rendite: le tassiamo si o no?

Alcuni esponenti del governo hanno annunciato l'intenzione di innalzare al 20 per cento la tassazione sulle rendite finanziarie (azioni, titoli, dividendi, plusvalenze) attualmente al 12,5 per cento. Sarebbe un provvedimento in linea con i paesi europei (in Francia è al 16, in Germania al 25).
Questo provvedimento, se mai fosse attuato, avrebbe il duplice effetto di rispettare una promessa contenuta nel programma dell'Unione (ancora su “Chi l’ha visto?”) e di dare un po' di ossigeno agli interessi sui normali conti correnti bancari attualmente tassati al 27 per cento. Con l'allineamento al 20% si diminuirebbe infatti la tassazione sui risparmi dei depositi bancari che è ancora l'unica forma di risparmio di fatto disponibile per la stragrande maggioranza degli italiani.
“Non è più sostenibile che chi fa operazioni in borsa abbia una tassazione inferiore a quella di chi investe il proprio risparmio per attività economiche, produttive, per rafforzare l'economia, o di chi addirittura tiene fermi i propri risparmi in un conto corrente.
Poi, di fronte alla crisi delle borse e a queste bolle che assomigliano a delle speculazioni, dare un segnale, in controtendenza, che si vuole favorire l'economia reale rispetto a quella finanziaria, sembra una scelta giusta”. Queste alcune dichiarazioni di Paolo Cento dei Verdi.
Oltre a questo andrebbero studiate e applicate anche forme di tassazione sulla speculazione finanziaria. Non si comprende la ragione per cui sulla Tobin tax continui ad esserci un tabù nonostante sia una proposta che viene da un economista liberale.
Da più parti si suggerisce una «lettura» politica della proposta: una sorta di scambio fra l'accettazione da parte della sinistra dell'intesa sul welfare e la tassazione dei «capital gain» come contropartita.
Alfonso Gianni, e Gennaro Migliore del P.R.C. ma anche esponenti verdi e la capogruppo della Sinistra democratica alla Camera dicono che è assurdo. «Tassazione delle rendite e lotta alla precarietà sono tutte e due parti del programma. Non si possono scambiare due parti dello stesso sistema».
Sarà difficile anche stavolta. Ma stavolta il sindacato non sembra disposto a mediazioni. Paolo Nerozzi, Cgil dice: «Giustissimo tassare al venti per cento». Per Baretta, Cisl: «Ok tassare le rendite e riordinare il sistema fiscale». Anche l'Ugl, sindacato che ha una chiara matrice di destra, invita il governo a fare sul serio ciò che è stato proposto.

Sull'argomento, vi invito a leggere un interessante post di Cinghios

13 commenti:

Oby ha detto...

Vista cosí a scatola chiusa sembra una cosa buona e giusta, ma mi pare impossibile che tutti siano d'accordo, non in un paese come l'Italia dove se per sempio Berlusconi dice che sua moglie é brutta in mille gli urlano che é orbo e che per questo si deve dimettere, e viceversa. Detto questo per me va anche bene, tanto chemmifrega, io pago le tasse in Inghilterra come Valentino Rossi :D Con la differenza che non truffo lo stato italiano, vabé, lasciamo stare i dettagli.

GattaNera ha detto...

Sostanzialmente sono d'accordo con la tassazione al 20% ma solo su consistenti guadagni di borsa e speculazioni finanziarie.
Forse per i Bot e Cct dei piccoli risparmiatori (i pochi che ancora riescono a risparmiare!) sarebbe più giusta un'aliquita un po' inferiore...

Paola

signor ponza ha detto...

Questa è una di quelle volte (non accade così spesso) in cui mi trovo d'accordo con Rifondazione. Favorevole alla tassazione al 20% sulle rendite finanziarie, un po' meno sui tempi e modi della proposta (che poi non è una proposta, è semplicemente un appunto per ricordarsi ciò che è stato già concordato). Per farlo, soprattutto in questo momento, è necessario fare capire ai cittadini quello che hai spiegato tu benissimo nel post e non farsi intrappolare nell'idea che si alzano le tasse.

fioredicampo ha detto...

Condivido i timori del signor Ponza: questa "armonizzazione" viene fatta passare come una nuova imposta o un forte aumento di quella esistente.
Il dott. Montezemolo non è l'unico che si opporrà energicamente come sta già facendo... si porterà dietro tutti i piccoli risparmiatori compresi quelli che, a conti fatti, forse potrebbero addirittura guadagnarci qualcosa.
Un saluto.

chit ha detto...

Credo che ci sia molta "ignoranza" sull'argomento e sicuramente un sistema di dichiarazioni spot non facilita la comprensione ai cittadini. Io sono d'accordo a ridurle ma NON senza una seria e minuziosa campagna di spiegazione.
In fondo il centrodestra indiceva conferenze stampa per argomenti ben più futili di questo no?

cinghios ha detto...

Ciao Franca,
innanzitutto ti ringrazio per la segnalazione.

Nel merito, questa misura ha chiaramente una natura redistributiva e chi campa di lavoro ne ha solo da guadagnare. Se oggi gli introiti dello stato sono formati - me ttiamo il caso - per il 60% dalla tassazione sul lavoro e 40% dalla tassazione sul capitale, questo provvedimento diminuirà la quota da lavoro e aumenterà quella da capitale e pertanto indirettamente la ricchezza (una volta tanto) si sposterebbe nel verso giusto. I piccoli risparmiatori, poi, non dovrebbero essere spaventati dato che è prevista una fascia bassa esentata da questa nuova tassazione.

Sul piano strettamente politico - come ho detto nel mio post - mi pare evidente che si tratti di una nuova provocazione per creare un nuovo casus belli con la sinistra per scaricarla. Ovviamente anche i giornali fanno la loro parte, presentando questi provvedimenti come una nuova proposta estiva di qualcuno che ha preso un colpo di sole, mentre sono (erano) decisioni già prese nel programma, nella scorsa finanziaria (poi tolte) e nell'ultimo dpef 2008 firmato da tutti solo un mese fa!

Un saluto a tutti.
cinghios

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Credo che la proposta sia giusta se però, come ha anche sottolineato gattanera, si colpiscono davvero non i piccoli risparmiatori ma i grandi investimenti speculativi tesi, al contrario, a fagocitare anche i risparmiatori "normali" ed anzi a danneggiarli quando perfino non a rovinarli.

Mimmo ha detto...

concordo con chi dice che bisognerebbe diversificare le aliquote in base all'importo investito.
naturalmente tutta la questione è stata data in pasto alla "guerra" politica di rinfaccio...senza aver spiegato al cittadino come avverrà il tutto.

GG ha detto...

Sarebbe una cosa fantastica, ma non credo che la vedremo mai. Appena Prodi ha soltanto nominato l'aumento della tassazione, un latrato quasi unanime l'ha zittito e in meno di mezz'ora lo ha portato a correggere il tiro....

maurob ha detto...

jDevo dire che non sono d'accordo, non penso che la priorità del governo ora come ora sia quello di tassare le rendite.
dico oggi come oggi chi ha un minimo risparmio difficilmente lo lascia in banca che di per se da un rendimento che è quasi ridicolo, la mia banca mi dava lo 0,125.
Ovvero hai bello da tassare il 27% per prendermi dei soldi in tal senso.
Mentre nei miei investimenti finanziari da piccolo risparmiatore in borsa qualche € in più riesco anche a farlo, se poi aumentono le tasse sulla rendita...
Sinceramente penso che l priorità sia la lotta al precariato.
Lo svp di servizi adeguati alla persona, una rivalutazione e una creazione di idea su cosa si voglia fare sull'imigazione.

Sig. Rail ha detto...

Decisione sacrosanta, a mio parere.
Ma la tassazione di BOT e CCT andrebbe ben studiata. Questo tipo di investimento è (era?) il rifugio delle famiglie che riescono a metetre da parte qualcosina e non vogliono perderlo. Sarebbe il caso di tassare al 20% solo oltre un certo tetto.
Comunque sento la solita puzza di campagna mediatica, che farà passare l'immagine del governo e del paese "ostaggi" di una sparuta minoranza, cosa che non è.

Franca ha detto...

In teoria la decisione era già presa perchè anche quest'impegno era nel programma di governo.
A proposito, continua il gioco dell'estate sul sito di Rifondazione per capire che fine abbia fatto.
Tutela per i piccoli (quanto piccoli?) risparmiatori, ma gli speculatori vanno colpiti

raser ha detto...

sono d'accordo con quanto commentato da gattanera e signor ponza...

e aggiungerei che la riduzione della tassazione dei cc è una presa per i fondelli: io, anche quando avevo accumulato un bel pò di soldini prima di restaurare la casa, non ho mai avuto più di 40 euro di interesse l'anno... che mi cambia che tassino 40 euro al 20 o al 27? finisce che gli unici a guadagnarci siano proprio imprese e speculatori con conti correnti a nove zeri.

PS, ultimamente gli interessi medi del mio cc sono inferiori all'euro! per quel che mi riguarda potrebbero pure non darmeli.