mercoledì 25 luglio 2007

Su "Chi l'ha visto?" il programma dell'Unione

Leggendo alcuni articoli sulla proposta del Ministro Damiano sulla riforma del welfare, mi ha divertito la frase “Di questo passo il programma dell'Unione sarà consegnato a Federica Sciarelli per una puntata speciale di "Chi l'ha visto", frase che ironicamente sintetizza lo stato delle cose sul programma con cui Prodi si è presentato agli elettori e sul quale gli elettori gli hanno accordato la propria (striminzita) fiducia.

Già l'abolizione dello scalone sulle pensioni lasciava molto a desiderare e, sicuramente, non era quello che ci si aspettava. Adesso viene fuori che l'accordo potrebbe rivelarsi peggiore di quanto previsto. Sembra, infatti, che gli esentati dall'aumento dell'età pensionabile (lavoratori impiegati in mestieri usuranti, alla catena di montaggio o turnisti notturni) non andrebbero oltre le cinquemila unità l'anno. Quindi, per vedere arrivare alla pensione il milione quattrocentomila di lavoratori esentabili si impiegherebbero più o meno duecentottant'anni!
Quello che invece è certo è che il protocollo sul welfare concepito dal ministro Damiano va anche oltre le peggiori previsioni. Contro il precariato il Governo ha, infatti, presentato una serie di proposte per lo più inefficaci e a tratti controproducenti che, però, a qualcuno sono piaciute: guarda caso a Montezemolo. I Sindacati, invece, alla fine della nottataccia di trattative, parevano usciti da un film dell'orrore.

La vicenda è indecente sicuramente nel merito, ma anche nel metodo. Stavolta i "ministri competenti" se ne sono strafegati di salvare anche la più pallida parvenza di collegialità. Gli alleati del Pd non sono neppure stati consultati e le misure contro il precariato sono state presentate come "inemendabili" (Damiano).
Gli ordini di Confindustria alla fine pare abbiano avuto ragione sugli impegni che erano alla base del programma di governo dell'Unione.
L'intenzione dei leader del Pd, per un attimo non impegnati a scannarsi tra loro, sembra però andare anche oltre l'imposizione di una politica economica non troppo lontana da quella del centrodestra. Ma “…c'è qualcosa di più e persino di peggio. Trapela l'obiettivo di sconfiggere l'ala sinistra della coalizione, considerata non come alleata ma come nemica da battere una volta per tutte e in campo aperto. Traspare la voglia di umiliare le organizzazioni sindacali, per rintuzzare in via definitiva le ambizioni di pesare più che tanto nelle scelte e negli indirizzi del governo” (Andrea Colombo).
Adesso la posta in gioco non è più solo la politica economica del centrosinistra. E' l'identità stessa del centro (troppo) – sinistra (poco). E' il passaggio da un'alleanza tra pari alla costituzione di una cabina di regia targata Pd, agli ordini della quale la sinistra dovrebbe sottomettersi, possibilmente senza protestare.

ll segretario del Prc, Franco Giordano, dice: “… si tratterebbe di misure che non erano previste dal programma dell'Unione … non siamo stati coinvolti e dunque non ci sentiamo legati…”
Giovanni Russo Spena, il capogruppo del Prc al Senato, annuncia di avere presentato “… insieme ad altri gruppi parlamentari della sinistra un emendamento al Dpef che contrasta davvero il precariato, a differenza delle misure proposte dal governo…”.
Speriamo.

2 commenti:

Ed ha detto...

Io ne ho sentito un'altra carina: il governo è ostaggio dei sindacati. Cavolo, 'sto governo è ostaggio di tutti. Quasi quasi lo prendo io e chiedo il riscatto ;-)

guccia ha detto...

Sento già il fischio che precede il botto.