mercoledì 19 settembre 2007

Donne irachene

Rana Jalil, quattro figli, l’anno scorso ha perso il marito in un attentato.
Dopo aver passato settimane intere a caccia di lavoro in un paese dove le donne sono sempre più discriminate e dopo che il medico aveva diagnosticato una grave forma di malnutrizione per tutti e quattro i suoi bambini, Rana si è arresa: è andata al mercato più vicino e si è messa in vendita.
E’ una donna piacente Rana e non ha avuto difficoltà a trovare un cliente.
“Quando però mi sono trovata a letto con lui ho cercato di scappare. Fino a quel momento ero stata solo con mio marito e non riuscivo nemmeno ad accettare l'idea. Ma lui mi ha colpita, poi mi ha stuprata e alla fine mi ha pagata. Ho pensato che per me fosse davvero finita. Ma quando sono tornata a casa con il cibo e ho sentito i miei figli gridare per la felicità ho scoperto che l'onore ha ben poca importanza rispetto alla fame dei miei bambini”. Queste le sue parole.
Rana fa parte dell'esercito di vedove disperate presenti in Iraq (350.000 a Baghdad e almeno otto milioni nel resto del paese).
Prima dell'invasione americana le vedove irachene potevano contare su di una piccola pensione governativa, sull'educazione e l'assistenza sanitaria gratuite e, in alcuni casi, perfino sulla disponibilità di una casa fornita dal governo.
Dalla "liberazione", però, tutte le misure di sostegno sociale sono state tagliate costringendo una buona parte delle vedove - almeno il 15% secondo l'organizzazione Women's Freedom in Iraq - a mettersi disperatamente in cerca di matrimoni temporanei o a entrare nel giro della prostituzione, visto che nessuno vuole dar loro lavoro per paura delle rappresaglie dei gruppi fondamentalisti, che prima quasi non esistevano in Iraq.
Secondo l'organizzazione, molto spesso le donne finiscono nella rete del grande traffico: almeno 4.000 donne (il 20% minorenni) sono scomparse dal marzo del 2003 e molte famiglie sono costrette a prendere decisioni terribili.
Abu Ahmed, per esempio, affetto da un grave handicap e anche lui vedovo, per poter nutrire i suoi figli ha venduto la figlia più grande a un trafficante internazionale perché non sapeva come nutrire gli altri quattro bambini.
L'intermediaria di questa operazione, rintracciata da giornalisti di Al Jazeera, ha spiegato all'emittente che il suo ruolo consiste nel convincere le ragazze a partire, promettendo loro una vita migliore appena passato il confine. Una volta arrivate nelle capitali vicine, però, le ragazze irachene non hanno certo vita facile.
La diciassettenne Suha Muhammad, per esempio, venduta dalla madre dopo la morte del padre, è stata immediatamente stuprata al suo arrivo in Giordania dai membri della banda che l'aveva comprata. In seguito è stata ceduta a un’altra banda che riforniva persone importanti in Siria e veniva spesso portata ad Amman per incontrare clienti d'alto profilo.
Il traffico di schiave sessuali nella regione è un problema drammatico quanto sommerso.
Anche questo è un “effetto collaterale” della guerra preventiva voluta dagli americani.

19 commenti:

GG ha detto...

Terribile, non ci sono parole.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Terribile, è vero.

Ed è vero che l'invasione americana ha peggiorato le cose.

Va detto però che le ha peggiorate, non create.

E va anche aggiunto, a mio avviso, che le donne irachene avrebbero diritto ad essere persone.

E questo diritto era cmq loro negato anche ai tempi di Saddam Hussein.

Così come in Iran le donne sono cmq schiave dei loro uomini. E di Paesi potrei citarne altri.

Detto questo un plauso a tutte le organizzazioni umanitarie che cercano di aiutarle in ogni modo.

Un plauso anche ad Amnesty, qualunque cosa pensi il Pontefice...

chit ha detto...

Non conoscevo questa storia e confesso di essere senza parole!
Il dramma è che non è manco l'unico "effetto collaterale" ...

Mimmo ha detto...

La perdita della dignità in cambio di sopravvivenza...
peenso sia berrante al giorno d'oggi.
Sembrano storie lontane, lontanissime...ma riguardano TUTTI noi.
Gli interessi dei FORTI non badano a queste "piccole" interferenze.

sono allibito.

giulia ha detto...

Grazie Franca per questo tuo post che trovo molto documentato. E' vero stiamo parlando poco di questi argomenti, presi dalle nostre questioni interne, non c'è più nulla che si muove. Le donne poi sono sempre con i loro bambini l'anello debole di tutto sempre. Un caro saluto Giulia

isline ha detto...

Purtroppo simili storie si ripetono ovunque...anche qui in Italia, spesso meta di traffici.
Il problema è che per troppe persone gli esseri umani sono solo cose.
Non resta che fidarsi e affidarsi alle associazioni umanitarie e al loro coraggio. L'amaro in bocca rimane.

Polis ha detto...

Veramente troppo per questo popolo...
E pensare che tutto nasce per l'oro nero...

Ed ha detto...

Che tristezza. E ancora un altro motivo per cui vergognarsi di essere andati a portare un po' di "democrazia" là.

Davide ha detto...

Come Chit, non conoscevo questa storia...
Gli effetti della guerra sono devastanti...purtroppo molto spesso manca la volontà di risolvere questi problemi.

GattaNera ha detto...

Anch'io non conoscevo questo risvolto di quest'assurda guerra... anche se, a ben pensarci, era facilmente intuibile.
La condizione delle donne in un paese in guerra è sempre molto difficile ma in un paese arabo dove la donna ha davvero poco valore diventa drammatica...
Credo che per noi non sia neppure immaginabile quello che Rana e tante altre posso provare...

Paola

Chiara ha detto...

Grazie per il post, Franca. Tratta argomenti dei quali purtroppo non si legge spesso. E' terribile pensare che tutto ciò sia avvenuto anche grazie a noi.

S.B. ha detto...

Giustissimo quello che dici. Nella guerra ci si ferma spesso alle bombe, ma gli effetti devastanti sulla popolazione sono molti di più :-(

fioredicampo ha detto...

Non conoscevo questo ulteriore dramma che si aggiunge a quello della guerra e dell'invasione americana. E c'è chi l'ha chiamata "guerra preventiva" o, peggio ancora, missione umanitaria!
Un saluto da Fioredicampo-

valentina orsucci ha detto...

le donne dovrebbero essere e avere la forza per cambiare la situazione delle altre donne.
è un augurio e una speranza.

samuelesiani ha detto...

Ogni guerra si è portato dietro le sue vittime. Le donne poi sono state ulteriore oggetto delle violenze e degli stupri degli eserciti vittoriosi. Lo sfregio dei vincitori sui vinti. La Ciociara ne racconta un esempio.

flo ha detto...

Va sempre a finire che sono le donne a pagare il prezzo più alto e le loro tragiche situazioni nella maggior parte neanche si vengono a sapere, oppure passano nell'indifferenza totale.
Il problema è che noi comuni mortali siamo impotenti di fronte ai soprusi del potere, neanche noi esistiamo.
Serviamo solo a mantenere nel lusso i potenti e i vip, non siamo nè più e nè meno di una pila Duracell.

guccia ha detto...

Più umano il tiranno dell'occupazione. Poi ci stupiamo che il mondo arabo ci odi, senza capire che è una miccia che abbiamo acceso noi.

E non stiamo chiedendo abbastanza che finisca.

Giorgia ha detto...

Ogni volta che leggo queste cose mi viene la pelle d'oca. Purtroppo le guerre causano sempre vittime innocenti ma è pur vero che in alcuni paesi, come l'Iraq, non c'è il minimo rispetto per le donne: non c'era prima della guerra, non c'è stato durante e non c'è ora. Ci sono molte donne coraggiose tra loro, donne che vengono messe in galera, torturate, uccise perchè si ribellano, perchè vogliono sentirsi vive, avere dei diritti.
Forse bisognerebbe creare più movimenti e organizzazioni internazionali che aiutino queste donne a ritrovare il rispetto e la dignità.

Anonimo ha detto...

TUTTO QUELLO CHE STA SUCCEDENDO IN IRAQ è VERO,è TUTTA COLPA DEGLI AMERICANI,SEMPRE PER IL POTERE DEL PETROLIO E BUSH HA INVENTATO TANTE BUGIE PER ARRIVARE DOVE è ADESSO,SADDAM ERA UN DITTATORE,PERO' FACEVA VIVERE BENE IL SUO POPOLO,LE DONNE POTEVANO SCEGLIERE SE LAVORARE,INVECE ADESSO SONO COSTRETTE A VENDERSI PER POTER MANGIARE,OPPURE VENGONO VIOLENTATE DAI MILITARI AMERICANI.SONO ITALIANA E PER LO PIU' MOGLIE DI UN IRACHENO,VI POSSO GIURARE MIO MARITO è ANNI CHE MI RACCONTA QUESTE COSE. MI DOMANDO:QUANDO IL MONDO EUROPEO SI SVEGLIA?E FARA' FINIRE TUTTO QUESTO MASSACRO.CIAO DA CINZIA.