giovedì 27 settembre 2007

Emancipazione americana

Negli Stati Uniti si è aperto uno scontro (di civiltà?) tra il Governo federale e lo Stato di New York. Oggetto della diatriba è la cura del cancro per gli immigrati clandestini.
Un accordo tra lo Stato di New York e "Medicaid" (l'ente nazionale di assistenza sanitaria) prevedeva che quest’ultimo stanziasse alcuni milioni di dollari, cioè una cifra tutto sommato piccola per le casse statunitensi, per coprire le spese di "emergenza sanitaria" a favore dei migranti clandestini.
Adesso il Governo ha deciso di depennare dall'elenco delle emergenze la cura del cancro, e in particolare la chemioterapia, sostenendo che il cancro è una patologia, non un'emergenza e, quindi, l’assistenza sanitaria gratuita non è dovuta.
Il personale medico di New York ha risposto che questa decisione spetta ai medici e i medici ritengono che, anche per i "clandestini" ammalati di cancro, curarsi è una emergenza.
Gli ospedali di New York (che ogni anno ospitano circa 400.000 persone prive dell'assicurazione privata e, di conseguenza, dell’assistenza sanitaria) hanno deciso che, almeno per ora, non interromperanno le chemioterapie gratuite, almeno fino a quando non dovranno fare i conti con il bilancio e se non riceveranno più i rimborsi da Washington…
Le cifre esatte su quanti siano i clandestini che rischiano di perdere l'assistenza e quindi di essere lasciati morire non si sanno con precisione, ma si sa che a New York i clandestini sono circa mezzo milione.
Si sa anche che che a New York ogni anno muoiono di cancro 15.000 persone e si stima che altre 30.000 si ammalino. Di queste, in proporzione alla popolazione, dai mille ai duemila dovrebbero essere clandestini.
E’ agghiacciante pensare che si possa discutere se sia giusto o meno curare il cancro, ma forse questa discussione rischiamo di farla anche noi.
Dopo le privatizzazioni, dopo le ordinanze contro i lavavetri per garantire la sicurezza dei cittadini, , dopo aver “curato” l’economia con la “stabilizzazione” della precarietà sul lavoro, a qualcuno potrebbe venire in mente di lasciar morire i poveri per migliorare la competitività degli ospedali.

E poi non è di moda copiare dagli americani?

31 commenti:

raser ha detto...

"a qualcuno potrebbe venire in mente di lasciar morire i poveri per migliorare la competitività degli ospedali"

se è per questo già succede, da quando gli ospedali sono diventate aziende dirette da amministratori di nomina partitica, solo che succede discretamente, senza proclami

sam ha detto...

chissà Franca, forse anche in America qualche breccia si sta aprendo:
http://a-futura-memoria.blogspot.com/search/label/California

ArabaFenice ha detto...

Ciao Franca,
l'America è un Paese che adoro. Forse sono parziale, tieni conto che il mio ragazzo è italo-americano. Gli anneddoti che mi racconta il mio ragazzo, che periodicamente torna nella sua terra natale, mi confermano l'idea che già avevo di un Paese straordinario, ricco di opportunità, eventi culturali eidee in fermento, fatto di gente calda e cordiale. Tuttavia, sappiamo che c'è un lato dell'America che proprio non ci va giù. E' il lato dei grandi divari sociali (ma anche qui siamo sulla buona strada...)per nulla limati da politiche adeguati. Il sistema sanitario, impietoso come è, ne è un mirabile esempio...
Tuttavia, sappiamo entrambi

ArabaFenice ha detto...

ops..l'ultima frase è frutto di un taglia e incolla pasticciato...

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Sono numeri che lasciano allibiti e fanno gelare il sangue.

Nessuno che si renda conto che parliamo di vite umane io sono senza parole.

Purtroppo è vero si cerca di imitare il modello americano ma io confido che non riescano a farlo e che film come quello di Moore almeno qui da noi ci possa aiutare a non cadere in quell'inferno.

E poi ci sono politici onesti blogger e altre forze sociali che sono sicuro cercherebbero di fermare il realizzarsi in toto di questo aberrante progetto. Dico in toto perchè ha ragione Raser in parte già accade.

Quello che qui da noi preoccupa è che non riguarderebbe solo i lavavetri Franca, ma anche noi italiani "regolari".

lupakkio ha detto...

Falsi ideali e falsi valori.. questi sono il modello o il sogno da tanti purtroppo ancora oggi inseguito.. l'America portatrice di diritti e libertà (???)..

Matteo...
Testa alta e sole in faccia!!!

GattaNera ha detto...

Cara Franca,
non posso certo stupirmi di quello che hai riportato... dopo aver visto l'ultimo documentario di Moore.
In fondo da una paese che si rifiuta di garantire la salute persino di chi l'ha persa per salvare gli altri (leggasi i volontari dell'11 settembre) ci si può forse aspettare che si preoccupi di quella degli immigranti?

Non sono ottimista sulla situazione italiana ma spero proprio che non si arriverà MAI a dover affrontare problemi come questo... o che, se dovesse succedere, ci sia veramente una mobilitazione nazionale... come non se ne vedono da decenni.

Un sorriso...

Paola

flo ha detto...

A me viene sempre più spesso in mente il paragone con la rivoluzione francese, la casta dei ricchi a navigare esageratamente nel lusso più smodato e i poveri sempre più poveri e disagiati. Non è una situazione simile a quella verso cui ci stiamo involvendo? L'unica differenza è che non potremo mai impugnare i forconi e ribaltare la situazione, ormai è un sistema globale.
Non ci resta che piangere?

Gloutchov ha detto...

La sanità costa tanto. L'America ha "praticamente" deciso di scaricarla sulle tasche dei singoli cittadini. L'Italia, invece si è fatta carico di questo peso... non per niente Moore ci invidia un bel pò... (Sicko!)

Se il nostro sistema non funziona in modo perfetto, beh, non è poi un grande male. Il sistema c'è, basterebbe che i nostri politici, invece che affossarlo, si impegnassero per farlo funzionare un pochino meglio. Ma dalle loro labbra esce sempre e soltanto la parola "Tagli"... Bah!

Oby ha detto...

Saró crudele, ma credo che laddove il servizio sia carente giá di suo sia giusto dare la prioritá a chi le tasse le paga, e i clandestini non le pagano.

valentina orsucci ha detto...

Dal Lago in un suo libro definisce gli immigrati clandestino "non-persone", perchè, provate di ogni forma di diritto e riconoscimento, finiscono per non essere, nemmeno, vere e proprie persone.

come ha ragione....

valentina orsucci ha detto...

scusa, ho la febbre oggi.
la frase corretta è naturalmente questa:
Dal Lago in un suo libro definisce gli immigrati clandestini "non-persone", perchè, private di ogni forma di diritto e riconoscimento, finiscono per non essere, nemmeno, vere e proprie persone

alicesu ha detto...

sono dei numeri terrificanti.
E prendere delle decisioni del genere è contro l'umanità...
D'altra parte da me c'è chi vorrebbe mettere la pena di morte per gli ultra ottantenni...

Davide ha detto...

In tal senso qui in Italia non siamo da meno...
Cara Franca ci stiamo avvicinando alla realtà da te descritta...
Il primo passo è stato già compiuto...ridurre drasticamente il numero degli ospedali.
Questo è un problema che ha colpito, per ora, solo la mia regione...ma un domani...

Alzata con pugno ha detto...

non so di che regione parli, ma in Sicilia è successa la stessa cosa, tutta la provincia di Palermo si appoggia in pratica, a parte che agli ospedali della città, a Termini Imerese e a Cefalù, dove c'è una grande struttura ospedaliera costruita con fondi pubblici e data in gestione al San Raffaele....
Il sistema sanitario italiano, è vero, non è come quello statunitense (ma d'altro canto ci sono cose che funzionano anche peggio), ma con gli scarsi fondi alla ricerca e i tagli alle spese sanitarie, i ticket introdotti da varie Regioni, c'è di fatto una selezione importante fra chi può curarsi (e da chi può farsi curare) e chi non può permettersi di fare neppure le analisi perchè supera di 10 euro il reddito minimo (mentre gli evasori totali nno pagano nulla).
La questione non credo sia del curare o meno gli immigrati clandestini, perchè se la salute è un diritto, non dovrebbe esserlo solo dei cittadini. E ricordiamoci che le discriminazioni portano odio e disagi sociali.

Bisturi ha detto...

Da qualche giorno seguo i post ed i commenti pubblicati su questo blog. Si parla spesso di argomenti che criticano l'America e si affrontano problematiche interessanti, mi sembra che si tratti di un luogo virtuale dove si ritrovano personaggi di ispirazione apparentemente progressista, ma sto rimanendo molto deluso dall'osservare che si parla tanto contro la guerra, la prevaricazione solo in modo parziale, qualcuno si è accorto di cosa sta avvenendo nell'ex Birmania?
Oppure non trovate conveniente parlare di una dittatura militare che prospera sotto l'ala protettrice di un paese come la Cina? Su cui non si nota una sola critica sul tema dei diritti umani? Forse che la politica è un altro oppio dei popoli? Come lo è la religione quando diventa solo malafede e cieca per giunta?

Oby ha detto...

Bisturi un blog non è una testata giornalistica, l'autore può parlare di quello che vuole. Le tue critiche andrebbero indirizzate a chi l'informazione la fa di mestiere in Italia semmai.

Bisturi ha detto...

Rispondo a Obi:) spiacente di contraddirti! Ma non prendiamoci in giro! Chiunque espone in modo PUBBLICO le proprie idee su un qualsiasi argomento riferendosi a fatti ed esperienze extra-personali, FA DEL PROPRIO BLOG UNO STRUMENTO DI INFORMAZIONE!
Beppe Grillo docet!

tabagista1986 ha detto...

è di moda copiare gli americani?
magari.
(ma i newyorkesi però)...
è splendido che new york si sia 'ribellata'.

non vorrei dire un eresia ma credo che ne abbia parlato solo liberazione...al 100X100 solo su liberazione era in prima pagina..in basso a sinistra se non sbaglio..

sono d accordo con araba fenice comunque!

Cima ha detto...

Qualche tempo fa riportai una storia esemplare del sistema sanitario americano: terrorizzante.
http://aiuto.blogsome.com/2006/06/18/un-insano-sistema-sanitario/

Qui si parla di persone, e forse dovremmo fare tutti un passo indietro, ma credo sia altrettanto doveroso far quadrare i conti, visto che di soldi ce ne sono sempre di meno.
Mi spiego: il costo per interventi sanitari su cittadini non italiani dovrebbe essere in qualche modo rimborsato al sistema sanitario italiano. Per coloro che provengono dai paesi ricchi si può in qualche modo addebitare i paesi di provenienza (e credo che lo si faccia), mentre per coloro che provengono da paesi del Terzo mondo si potrebbe addebitare un'altra voce del bilancio dello Stato, come i fondi del Ministero della solidarietà o altro.
Sembra semplicemente una partita di giro (e forse lo è) ma consentirebbe di capire meglio i conti della nostra disastrata Sanità.
Per essere ancora più chiari, è come quando si chiede che l'INPS paghi solo le pensioni e non sia costretta a erogare altri ammortizzatori sociali che potrebbero essere girati alla fiscalità generale e forse anche qui si potrebbe capire se l'INPS può andare avanti o meno.

Un'ultima nota: povero il paese che ha bisogno dei beppigrilli e dei suoi discenti...

bisturi ha detto...

@Cima:) Per l'appunto! Povero e meschino il mondo che si ritrova infestato da giornalisti improvvisati che criticano Beppe Grillo e i suoi discendenti ma in effetti altro non fanno che copiarlo!

S.B. ha detto...

Penso che il sistema sanitario americano sia il peggior modello del mondo nei paesi industrializzati. Questo è noto a tutti. Altra cosa è combattere gli sprechi nella sanità ed aumentarne l'efficienza. Non credo che realisticamente si stia pensando di andare verso quel modello.

Franca ha detto...

@ Bisturi:

Premesso che uno tiene un blog per poterci scrivere quello che gli pare e quindi non devo rendere conto a nessuno degli argomenti che tratto, ti invito a girare un po' per vedere i miei commenti sulla situazione birmana, che è stata trattata, a mio avviso, in modo superficiale dai media e, a dir poco inflazionata nei blog.
Io cerco, nel mio piccolo, di trattare argomenti che, generalmente, i media ufficiali non trattano e per questo mio avvalgo della lettura del giornale del mio partito (e non solo).
Trovi sconveniente questo? Non so che farci.
Non ti piace il mio blog? Non leggerlo più. E' semplice

Alzata con pugno ha detto...

bisturi, in alcuni blog si parla di Birmania, in altri si Stati Uniti, in altri di Italia, probabilmente a rotazione. Si può anche preferire parlare di argomenti su cui si è più informati piuttosto che sparare luoghi comuni a matula. Credi che nessuno guardi telegiornali o legga quotidiani? E che ne sai se tutta la gente che commenta su questo blog ieri è uscita con qualcosa di rosso addosso (tu l'hai fatto?) o ha firmato l'appello su avaaz? Se si parla di un argomento, di quello si discute. La libertà di internet sta anche in questo, nel decidere cosa voler trattare. Questo non è un blog sensazionalistico, solitamente non parla dell'argomento del giorno che viene riportato ogni dove, non vuol dire che le persone non siano interessate anche ad altre problematiche.
ps: Beppe Grillo non è un dio.

bisturi ha detto...

Grazie per le precisazioni, ma non si può in alcun modo negare che un blog, per la sua natura pubblica, E' UN MEZZO D'INFORMAZIONE, che lo vogliate o no! Quando ho detto "Beppe Grillo Docet" volevo semplicemente manifestare il mio dissenso per tali iniziative praticamente prive di qualsiasi controllo, perché chi esprime PUBBLICAMENTE le PROPRIE OPINIONI, diritto sacrosanto che non metto in discussione, DEVE PERO' ASSUMERSI LA RESPONSABILITA' DELLE REAZIONI DI COLORO CHE LEGGONO ED ASSIMILANO I CONCETTI CHE VENGONO PROPALATI! La cui interpretazione, da parte di chi legge, può anche essere soggettiva ed a volte indiscriminata e dissennata.
Il PENSIERO e la COMUNICAZIONE sono mezzi di potenza inimmaginabile, le cui conseguenze non sono sempre ed assolutamente prevedibili, nel bene e nel male.
Per favore, cercate di riflettere su questo sollecito alla responsabilizzazione!
In ultimo, @Franca:) Considerato che chi ti contesta civilmente, senza averti offeso, non riscuote certamente il tuo apprezzamento e che il contraddittorio non rientra evidentemente nella tua ottica, abbandono con piacere la lettura questo blog.
Buona Fortuna.

alicesu ha detto...

bisturi: si può negare eccome che il blog sia uno strumento di informazione. Può essere utilizzato ANCHE come informazione, semmai, che è diverso. Comunque, crea un blog tu e parla un po' di quel che vuoi.
Almeno non rimarrai mai deluso.
Certo Franca che anche da te arrivano i folli, vedo!

Franca ha detto...

Tu non mi hai contestato civilmente (a parte che civilmente si discute, non si contesta), tu vorresti arrogarti il diritto di scegliere gli argomenti su cui io devo scrivere.
E se non trovi quelli che ti aspetti, sforni giudizi del tipo "luogo virtuale dove si ritrovano personaggi di ispirazione apparentemente progressista".
Il contraddittorio si fa sull'argomento della discussione non sulle persone che vi partecipano.
Sull'argomento trattato mi troverai sempre pronta al confronto civile, ma la scelta dell'argomento spetta comunque a me, posizione sulla quale tu sembri non essere d'accordo, dato che rivendichi una sorta di aspettativa sulle notizie del giorno, cosa che io non ho intenzione di fare.
Da qui e solo da qui, l'invito a non leggere un blog che evidentemente non soddisfa le tue attese

giulia ha detto...

Poni un problema fondamentale che prima o poi coinvolgerà il nostro paese... E' indecene che ci possa essere chi si può curare e chi no. Ma quando ci mobiliteremo su questo? Io sento parlare solo di tagli, di scelte coraggiose che il governo deve fare, e per coraggio mi sembra di capire ci sia quello di non occuparsi di chi è povero...Tante parole per dire una cosa che nessuno ha il coraggio di dire. Giulia

giudaballerino ha detto...

Agghiacciante, ma ahimè, in linea con il pensiero americano. Spero che i "nostri" si accorgano di quanto sia malato tale sistema e smettano una volta per tutte di volerlo copiare...

maurob ha detto...

beh quel sistema sanitario tanto avanzato era il modello che la dx volve esportare anche in Italia ...

guccia ha detto...

Ho i brividi. Togliere le cure ad un ammalato di tumore è come togliere il pane ad un affamato. Se poi gli togli la terapia del dolore è molto, molto peggio. Quando ci accorgeremo di aver toccato il fondo?