lunedì 15 ottobre 2007

Il mondo è nelle nostre mani

Anche se non ho aderito ufficialmente al Blog Action Day, mi unisco ai tanti che oggi hanno pubblicato un post dedicato all'ambiente.

L'ISTAT nell'annuario 2007 delle statistiche ambientali (riferito al periodo 2005-2006) riferisce che il 41,7% delle famiglie italiane denuncia problemi di inquinamento dell'aria e oltre il 22% di odori sgradevoli nella zona dove abita; il 37,8% soffre di inquinamento acustico.
La quota più elevata di segnalazioni di inquinamento atmosferico si registra in Lombardia, mentre è la Campania la regione che lamenta maggiormente odori sgradevoli e inquinamento acustico, seguita da Puglia e Lazio.
Sul fronte dell'inquinamento atmosferico nel 2004 in Italia sono state emessi nell'atmosfera oltre 384 milioni di tonnellate di anidride carbonica, 72 in più rispetto al 1980.
In compenso dal 1990 al 2004 l'emissione di metalli e composti ha manifestato una tendenza alla progressiva diminuzione.
All'inquinamento atmosferico contribuisce il fatto che il 65,6% delle merci viaggia su strada, solo l'11,6% su rotaia.
Nel 2006 la portata del fiume Po è diminuita del 40% rispetto alla media degli ultimi trenta anni.
Nel rapporto dell'Ipcc (il gruppo di migliaia di scienziati che su incarico dell'Onu si occupa di clima) si sostiene che l'Africa è il continente che incide meno nel cambiamento climatico, con una percentuale che non arriva all'1% delle emissioni, ma è quello che rischia di subirne le conseguenze più drammatiche: ulteriore desertificazione, perdita di acqua e fertilità agricola. Da qui ancora più fame, guerre e migrazioni.
In questo paradosso sta tanta della insostenibilità dell'attuale modello di sviluppo. E tanto del fallimento della globalizzazione liberista.
Occorre che all'Africa siano trasferite tecnologie e risorse per avere energia pulita; che l'acqua venga dichiarata diritto dell'umanità; che sia riconosciuta alla sua agricoltura a base rurale e familiare e al suo sviluppo una funzione fondamentale innanzitutto nel soddisfacimento alimentare e poi come capacità di assorbimento di Co2.
Il consumo di energie primarie e le emissioni di anidride carbonica dei paesi ricchi (che hanno un decimo circa della popolazione mondiale) sono poco meno di metà di quelle totali del pianeta. Di conseguenza, i cittadini dei paesi ricchi «occupano» uno spazio ambientale quasi otto volte superiore a quello di chi vive nei paesi più poveri.
La Terra viene sfruttata molto più di quanto sia compatibile dal punto di vista ambientale (la stima di questo «sfruttamento» parla di un venti per cento di quanto il pianeta possa sopportare).
Un'inversione di tendenza è ancora possibile? Fino a quando?

23 commenti:

enrico ha detto...

il titolo corretto purtroppo è: il mondo nelle mani sbagliate. Questo mi rattrista e soprattutto mi preoccupa

ArabaFenice ha detto...

A volte il nostro cammino mi sembra irreversibile. In realtà molte soluzioni sono a portata di mano, serve solo un pò di buona volontà. Far viaggiare le merci su rotaia anziché su gomma, ad esempio, non mi pare un obiettivo impossibile. E le strade sarebbero anche più sicure.

valentina orsucci ha detto...

un'inversione di tendenza sarà impossibile finchè ognuno di noi pensa che non sia un problema suo.

Gianfranco ha detto...

Mi domando cosa accadrà il giorno in cui i paesi in via di sviluppo si prenderanno (giustamente) il diritto di produrre alla stessa maniera di come abbiamo prodotto noi negli ultimi quarant'anni...

signor ponza ha detto...

Anche questi dati qua saranno frutto di brogli.

GattaNera ha detto...

Il titolo mi sembra perfetto... nelle nostre mani.
Perchè è dalle piccole cose che ci comincia, perchè il contributo di ognuno di noi è importante...
Poi... è vero che dovremmo essere governati da chi abbia a cuore le sorti del pianeta... ma anche questo dipende soprattutto da noi.
Solo quando si penserà alla comunità e non al singolo si potrà davvero invertire la rotta...

Paola

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

Temo che l'inversione di rotta debba accadere molto presto anzi dovrebbe essere già in atto.

Come anche tu hai sottolineato molto bene nel tuo post, alcuni cambiamenti sono già in atto e forse potremo solo riuscire a limitarne gli effetti.

Per altri invece abbiamo ancora tempo e siamo ancora in tempo ma solo se agiamo da subito.

Prima cosa da fare, Franca ha ragione, è dichiarare l'acqua bene dell'umanità e sperare che le prossime guerre non siano fatte per sottrarre questo bene agli altri.

Il mondo si sta spegnendo. Noi possiamo solo sperare con le nostre fiaccole di sensibilizzare al punto tale da far sì che lo si possa rianimare e salvare.

Mimmo ha detto...

...l'italia è famosa per avere un ALTO senso civico.
sic!

Roberto Ladisa ha detto...

Avrei voluto aderire anche io all'iniziativa, poi mi son reso conto che non avevo il tempo per fare un post... Tematiche lunghe e complesse, e diciamo onestamente che mi sarei dovuto informare di più.

flo ha detto...

Visto che il trasporto delle merci su strada aumenta così tanto l'inquinamento, perchè in Italia che è una penisola non si utilizzano di più i trasporti via mare e su rotaie invece di aumentare vertiginosamente i camion in circolazione come sta avvenendo?
Pare che si faccia sempre il contrario di quello che sarebbe più logico e sensato...
Ottimo post anche se come ha commentato Enrico il mondo è proprio nelle mani sbagliate!

fioredicampo ha detto...

Non lo so se sarà possibile un'inversione di tendenza.
Il problema è sentito e discusso, ma all'atto pratico mi sembra che si faccia ben poco. Restano le parole, come (quasi) sempre.
Un paio di esempi banalissimi, ma nella loro "piccolezza" aumentano lo sconforto: a Firenze c'è un ostinatissimo "comitato" che si oppone alla silenziosa e non inquinante tramvia perché verrebbero abbattuti (e poi ripiantati) alcuni alberi in un centinaio di metri di un viale. In realtà si tratta solo di motivi "politici"... praticamente un tentativo di dare la famosa "spallata" a livello comunale, ma la gente ci ha creduto ed ha bloccato i lavori a metà.
Secondo esempio: la raccolta differenziata. Io continuo a separare all'origine tutti i miei rifiuti (anche se è scomodo avere in casa un numero imprecisato di contenitori) per cui mi arrabbio moltissimo quando apro, per esempio, il cassonetto per gettare la carta e vedo che ci sono gettati anche rifiuti di altro genere. Questi sono piccoli esempi che partono dal basso. Poi c'è incuria e il dolo degli scarichi industriali...
Un saluto.

guccia ha detto...

arabafenice... glielo spieghi tu alla famiglia Agnelli che gli altri paesi europei hanno un traffico di merci su gomma ridicolo rispetto al nostro?
E a cosa serve che noi piccoli consumatori cerchiamo con mille accorgimenti di risparmiare l'acqua se poi gli acquedotti comunali ne perdono più della metà per strada?
Addirittura sono venuta a sapere che fino a pochi anni fa, nel mio paese di domicilio, i cassonetti della raccolta differenziata (che io facevo regolarmente) venivano svuotati in discarica.
Ora addirittura multinazionali stanno comprando l'acqua di mezzo mondo (anche la nostra).
Deve cambiare radicalmente la mentalità e siamo noi piccoli i primi a dover chiedere con forza che l'ambiente venga rispettato. Che nella nostra società insostenibile non vinca sempre la ragione del più forte.
Poi non capisco perché i governi spingano tanto alla crescita della natalità. A me sembra evidente che se vogliamo mantenere questo stile di vita pieno di sprechi già siamo fin troppi.

tisbe ha detto...

io l'ho dimenticato, ma con il cuore aderisco

Davide ha detto...

Cifre che dovrebbero far riflettere tutti noi ma principalmente chi ci governa.

edgar ha detto...

Anch'io credo che si debba cominciare da noi piccoli, prima.
Certo è che le grosse industrie e/o lobby sono ostacoli quasi insormontabili. Sono loro che fanno "pressione" affinchè certe leggi siano "scavalcabili", rendendo vani i nostri piccoli ma importanti sforzi.
Guccia i miei complimenti, dal tuo commento si potrebbe aprire un dibattito eterno.

Mi permetto di darvi un suggerimento: l'ambiente possiamo cominciare a rispettarlo educando noi stessi all'amore verso ciò che ci circonda. Quando prendiamo le decisioni su cosa comprare e/o cosa buttare, teniamone conto... ciò vale anche per le chewimgum. (un classico dai tempi della scuola).
Molto fa anche il nostro comportamento al lavoro, proprio come hanno fatto due giovani progettisti, descritto da me (guarda caso, non sapendo di questa giornata dedicata all'ambiente) in un mio post.
E cioè la scelta sin dall'inizio, di salvaguardia ambientale, al costo di vanificare sforzi e/o di fare scelte impopolari.
Ogni contributo serve ed è utile! (Ricordatevi di non sprecare tanta carta nei vostri uffici! Per esempio).
Un saluto.

ivan ha detto...

almeno proviamo a realizzare una inversione di tendenza. Almeno tentiamo altrimenti sarà davvero troppo tardi.

ArabaFenice ha detto...

Ciao Guccia, il appunto è più che giusto. La famiglia Agnelli è sempre stata molto sostenuta dallo Stato che ha sempre ricattato sventolando il potere di buttare tante famiglia per strade. Magari ci sono anche altre motivazioni e interessi che hanno fatto sì che tanti regali, nel corso degli anni, fossero fatti alla famiglia Agnelli ma non è questa la sede per approfondire né sono sufficientemente informata sulle amicizie e interessi in gioco.
il mio definire "a portata di mano" il passaggio dal trasporto su gomma a quello su rotaia è riferito più che altro al fatto che è una soluzione che non richiede l'utilizzo di chissà quale nuova tecnologia, il ricorso a chissà quale nuova teoria o sistema. E' chiaro che poi entrano in gioco interessi che rendono ciò che sarebbe semplice in qualcosa di quasi impossibile, come giustamente fai notare.
Per quanto riguarda gli altri punti che hai messo in evidenza sono perfettamente d'accordo.

ArabaFenice ha detto...

Postilla: incoraggiare la natività non può nascere dalla preoccupazione di pagare la pensione dei vecchi?

chit ha detto...

Vorrei tanto credere che il titolo del blog sia vero ma temo, più che al presente, ormai bisogni cominciare a parlarne al passato.
"ERA" sicuramente nelle nostre mani, poi in nome di quello che pochi hanno deciso e spacciato ai più come 'progresso' il mondo è stato usato senza nessuna forma di freno o controllo. I risultati poi sono tsunami, buchi qua e là, montagne che cadono ... ogliamo andare avanti con gli esempi?
Ripeto, spero tanto di sbagliarmi ma facendo trekking ad alta quota in questi anni ho visto il deterioramento progressivo di flora e fauna e quando fenomeni che si compivano in centinaia di anni diventano visibili all'occhio umano penso ci sia ben poco da sperare...
Spero tanto di essere sbugiardato!

Oby ha detto...

E' vero che in Italia manca completamente il senso civico, e pure il rispetto per gli altri, ed é vero che nel mondo gli sprechi sono tanti, ma é il mondo intero che deve cambiare e non solo l'Italia, bisogna unirsi per un'obiettivo comune. Ma qualcuno potrebbe dire: e perché mai, se tanto le conseguenze le paga qualcuno per me quando io saró morto da generazioni? Purtoppo a quanto vedo é il ragionamento che fanno in Cina.

sam ha detto...

ciao Franca, ci vediamo a Roma sabato?

Cima ha detto...

Cerchiamo di lasciare una terra vivibile ai nostri figli...

ericablogger ha detto...

ciao , grazie di aver aderito anche tu a questa iniziativa !
un saluto erica