sabato 28 luglio 2007

Medici a Cuba

L’altro giorno sfogliando Liberazione ho letto un’interessante notizia: otto giovani americani si laureano in medicina a L’Havana a spese di Fidel Castro.

Vi chiederete: come è possibile?
Per il momento sono otto i neolaureati americani. Ma presto ne seguiranno altri. Sono ottanta, infatti, gli studenti statunitensi che hanno preso parte all'accordo bilaterale tra il governo di Cuba e "Black Caucus", un'organizzazione di afroamericani che siede al Congresso di Washington.
Questo accordo ha permesso a studenti poveri di realizzare il proprio sogno e laurearsi in medicina. I costi dei corsi di medicina negli Usa sono proibitivi mentre a Cuba gli studenti hanno avuto accesso all'università più vitto e alloggio pagati, hanno potuto sostenere esami di clinica medica e anatomia e ottenere la laurea dopo sei anni di studi.
Ora torneranno negli States a prestare assistenza ai più disagiati.
Evelyn Erickson, di New York, una dei neolaureati presso la Scuola Latino Americana di Medicina dell'Avana ha detto alla Bbc «Ci viene dato tutto, dai libri alle uniformi. Ma a condizione che torniamo nelle nostre comunità a fornire assistenza sanitaria. Ed è quello che vogliamo fare».
L’umiliazione per l’America, pardon per gli Stati Uniti, concerne contemporaneamente due aspetti: quello della quantità di persone senza copertura sanitaria e quello della difficoltà di accesso all'università per i più poveri.
Da ricordare anche lo scalpore suscitato da Michael Moore, che per realizzare il suo ultimo documentario, "Sicko", ha trasportato in barca a Cuba un gruppo di ammalati sprovvisti di assicurazione sanitaria.

5 commenti:

Gianfranco ha detto...

Da un Paese che dicono essere in carenza di democrazia è sempre piacevole ricevere certe lezioni. Tra scuola di medicina, e industrie farmaceutiche soprattutto, Cuba sarebbe in grado di limitare i danni dell'AIDS producendo a prezzi simbolici le cure per questa terribile malattia. I brevetti delle multinazionali purtroppo non lo consentono...

Marco ha detto...

Parole sante Gianfranco,parole sante!
Date un'occhiata al documentario di oliver stone su Fidel,mi sono emozionato tantissimo quando ha portato il regista americano a visitare la facoltà di medicina!
Eh si è proprio un dittatore!!!!

guccia ha detto...

Ben diversi questi due esempi di società. Io ritengo che la ristrettezza di diritti a Cuba non sia una scelta ma una necessità dovuta all'embargo e alla continua pressione degli USA. Però Fidel dimostra che per quanto riguarda istruzione e sanità, pur essendo un paese povero, Cuba da la paga agli USA. E così il vecchio comandante da lezione di civiltà. Spero solo che l'isola non venga ingurgitata alla scomparsa del vecchio.

maurob ha detto...

Fidel non è un santo ne cuba il paradiso in terra.
Però pensando che Cuba ha un embargo da diversi decenni, e che nonotante questo a volte si presenta meglio che gli stati uniti, qualcosa dovrebbe fare pensare un attimino....

GaviotaZalas ha detto...

Fidel non è un santo ne cuba il paradiso in terra. Ritomo la frase di Maurob, Non credo ci debba essere dubbio nel fatto che a Cuba ce una dittatura, e tan ovvio come che ce il blocco , intentate vedere tutto in torno. Non credo sia el blocco la causa di tutti i male di Cuba, e proprio il sistema economico centralizato e la mentalità arcaica dei governanti....Grazie per dedicare un pensiero a CUBA...saluti