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giovedì 7 febbraio 2008

I figli dei figli di Cernobyl

Kiev è uno dei principali punti di osservazione delle conseguenze del disastro di Cernobyl.
«In questo 2007 i casi di bambini piccoli ricoverati per tumori vari e in particolare per leucemie sono bruscamente aumentati. Un piccolo aumento l'avevamo visto già nel 2006 ma quest'anno non si può più parlare di una coincidenza o di un caso: il legame generazionale con la catastrofe di ventun anni fa salta agli occhi».

Queste sono parole di Natalia Aleksandrovna, direttrice del reparto onco-ematologico pediatrico dell'Ospedale regionale di Kiev.
Quello che dice non proviene da statistiche formali, ma da quello che ogni giorno vive “sul campo”.
I numerosi bambini malati sono i «nipoti di Cernobyl», cioè i figli di chi il 26 aprile 1986 stava per nascere o era nato da poco. Il loro patrimonio genetico è stato danneggiato dall'esposizione alle radiazioni più gravemente di quello degli adulti (oggi si sa che l'esposizione sufficiente a provocare danni nel materiale genetico dei bambini è molto più bassa di quel che si pensava dieci o vent'anni fa), anche quello di coloro che non hanno manifestato patologie di qualche genere.
Quello che sta accadendo non è certo una sorpresa: infatti, i genetisti sanno perfettamente che le possibilità di mutazioni genetiche e di sviluppo tumorale conseguenti all'esposizione ai radionuclidi si possono manifestare anche a distanza, nelle generazioni successive a quelle che l’hanno subita direttamente .
Ma adesso la tragedia di Cernobyl ha ricominciato a fare vittime.
In realtà non ha mai smesso, ma un osservatore non troppo attento poteva aver avuto l'impressione che il peggio fosse passato e finalmente si potesse mettere tutto alle spalle, dimenticare e, magari, riprendere a fare centrali nucleari a tutto spiano.
Come si sta cominciando a pensare anche in Italia…

mercoledì 31 ottobre 2007

Per un futuro senza atomiche



Ricevo l’invito da Tisbe e lo rilancio.
E’ cominciata la campagna "Un futuro senza atomiche": una raccolta firme per una legge di iniziativa popolare che dichiari l'Italia zona libera da armi nucleari. E' importante raggiungere le 55.000 firme necessarie.
Invito tutti i blogger sensibili all'argomento a divulgare la notizia con il nostro solito tam tam. Informazioni più dettagliate potete trovarle a questo sito.



Cominciamo subito - L'appello della campagna

La messa al bando di tutte le armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità. Scritto dal Comitato Promotore e pubblicato il 25-07-2007

La messa al bando di tutte le armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità.
A livello internazionale, invece, stanno aumentando ricerca e produzione di nuovi tipi di bombe atomiche.
Altre potenze finanziano l’ammodernamento dei propri arsenali nucleari.
Ed aumentano, di conseguenza, i Paesi che vogliono entrarne in possesso per acquistare peso sulla scena mondiale. In Italia abbiamo 90 testate atomiche.
Non dovrebbero esserci. Nel 1975 l’Italia ha ratificato il Trattato di Non Proliferazione nucleare impegnandosi (art. 2) a non produrre né ad accettare mai sul proprio territorio armi nucleari.
Secondo il diritto internazionale, l’Italia le deve rifiutare. Per Alleanza (NATO), invece, le accetta.
Non possiamo avere due pesi e due misure.
I negoziati internazionali per liberare l’umanità dalla minaccia atomica rimangono impantanati perché chi possiede le armi atomiche vuole solo che nessun altro le abbia. Ma non è disposto a rinunciarvi.
E questo invece era l’impegno sottoscritto nel Trattato di Non Proliferazione (art.6): arrivare al disarmo nucleare totale e globale.
Cominciamo da qui. Cominciamo da noi.
Per questo lanciamo una raccolta di firme per una legge d’iniziativa popolare. Affinché si dichiari l’Italia “Paese Libero da Armi Nucleari”.
Diventeremo, come l’Austria, uno dei 106 Stati del mondo dove le bombe atomiche non hanno diritto di cittadinanza.
Saremo la maggioranza, nella buona compagnia di tutti gli Stati dell’America centro-meridionale, dell’Africa, del Pacifico, del sud-est asiatico.

E cammineremo anche noi verso un futuro senza atomiche.