domenica 2 agosto 2020
Noi non dimentichiamo...
venerdì 2 agosto 2019
Per non dimenticare
"Bologna è la città che sento più mia fra tutte quelle che ho vissuto.
Quando vedo San Luca da lontano mi sento improvvisamente a casa, come mi capita solo col faro che domina il golfo di Ancona.
Bologna mi ha regalato le cose che restano.
A Bologna sono passata davanti a quello squarcio quasi tutti i giorni della mia vita adulta e sempre mi sono sentita commossa e sempre ho voltato lo sguardo a porgere un omaggio.
Non esserci oggi lo sento come una colpa, ma credimi Bologna, io non dimentico.
2 agosto 1980, ore 10:25, strage fascista".
Oggi io ero là col pensiero e c'eri sicuramente anche tu...
martedì 21 aprile 2015
I sommersi che nessuno vuole salvare
Immagini, impensabili e reali, della tragedia nelle acque del Mediterraneo. Morti annunciati, senza confini, al vertice della crudeltà con cui il mondo, l’Europa, l’Italia assistono alla condanna degli ultimi, dei deboli, dei sommersi che la culla dell’inciviltà rifiuta di salvare.
In queste ore, come sempre, abbondano commenti e lamenti di ipocriti e sciacalli, e la retorica è merce copiosa pronta a marcire nella falsa coscienza dei nostri confini, individuali prima che nazionali.
Da politici e autorità nemmeno un cenno al ruolo di tribunale speciale che l’Europa, e questo governo, si sono assegnati sei mesi fa con la decisione di condannare a morte bambini, donne e uomini cancellando l’operazione Mare Nostrum, l’unica, provvisoria zattera di salvataggio per più di centomila profughi nel 2014.
L’Europa ha brandito un nefasto Tritone capace solo di assistere impotente all’ultima ecatombe.
Non è finita, le destre invocano il blocco navale, il premier chiede droni armati per colpire gli scafisti, le diplomazie arrancano al seguito delle guerre che i rispettivi governi neppure dichiarano ma semplicemente praticano.
Le opinioni pubbliche seguono sugli schermi l’inevitabile sobbalzo mediatico, spettatrici di una deriva democratica che semina una progressiva assuefazione all’orrore assorbito ogni giorno. E un’ecatombe in più o in meno non fa differenza, al massimo serve, come capita in queste ore, a raddoppiare l’inutile replica di Triton. Peggio di niente.
giovedì 2 agosto 2012
mercoledì 28 maggio 2008
Era il tempo delle stragi
La mattina del 28 maggio 1974 una bomba esplode sotto i portici di Piazza della Loggia a Brescia mentre è in corso una manifestazione antifascista indetta dai Sindacati e dal Comitato antifascista.L’attentato, che viene rivendicato da Ordine Nero, provoca otto morti e più di novanta feriti.
L'ordigno era stato posto in un cestino portarifiuti e fatto esplodere con un congegno elettronico a distanza.
Due istruttorie si susseguono negli anni: la prima porta a processo, nel 1979, diversi esponenti della destra radicale bresciana. In secondo grado, nel 1982, la sentenza di condanna viene annullata. L’assoluzione definitiva per tutti gli imputati arriva con la Cassazione nel 1985.
La seconda istruttoria indica come imputati altri esponenti dell’estrema destra fra cui Mario Tuti. Anch’essi saranno prosciolti per insufficienza di prove (1989).
Il fascicolo di una terza istruttoria è tuttora pendente presso la Procura di Brescia dove il Gup, Lorenzo Benini, ha disposto il rinvio a giudizio per concorso in strage per Delfo Zorzi,
Che sia la volta buona che in Italia si faccia finalmente luce su una delle tante stragi rimaste senza colpevoli?
Qui trovate un testo elaborato dall' ITIS Belluzzi di Bologna


