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martedì 4 novembre 2014

Giornata delle Forze armate

"Svuotate gli arsenali strumenti di morte. Riempite i granai fonte di vita”.

Sandro Pertini

domenica 13 maggio 2012

Diciamo NO allo spreco più grande


l governo italiano ha chiesto a noi cittadini di aiutarlo nella lotta agli sprechi segnalando via Internet quali sono secondo noi le spese inutili da tagliare. 
E noi segnaliamo lo spreco più grande: le spese militari che risucchiano ogni anno miliardi di euro dei nostri soldi.


Qualche esempio?

Guerra in Afghanistan: oltre 760 milioni in un anno 
Acquisto degli F-35: 15 miliardi nei prossimi anni 
Parata militare del 2 giugno: 10 milioni di euro nel 2011




I nostri politici, ‘tecnici’ e non, forse non hanno letto l’ultimo rapporto della Corte dei conti statunitense (il Gao) sul programma F-35 Joint Strike Fighter, reso pubblico lo scorso 20 marzo. O forse lo hanno ignorato, come hanno fatto del resto i mass media italiani.
Nel rapporto viene detto che i nuovi cacciabombardieri (di cui l’Italia vuole comprare 90 unità a un costo di almeno 10 miliardi di euro) sono gravemente difettosi e richiederanno modifiche progettuali che ne faranno lievitare ulteriormente i costi. Dalla lettura del documento del Gao emerge chiaramente che gli Usa, e noi alleati, stiamo gettando miliardi in un pozzo senza fondo per delle macchine che ancora non funzionano perché non collaudate”.
“Lo sviluppo dei sistemi che garantiscono la capacità di combattimento del Joint Strike Fighter rimane in ritardo e a rischio: ad oggi – si legge nel documento – solo il 4 percento dei requisiti sono stati verificati (…). I caschi dei piloti con i display integrati si sono rivelati il problema più rischioso (…). Altri problemi ci sono con i radar, con il processore integrato, con gli equipaggiamenti di comunicazione e navigazione e con le capacità di guerra elettronica” (…). “Lo scorso ottobre i collaudatori hanno denunciato problemi anche con il sistema di visione notturna e con la manovrabilità del velivolo e in generale una scarsa affidabilità”
“Lo sviluppo del software di bordo, il più complesso mai realizzato, sta prendendo più tempo del previsto e pone rischi tecnici sgnificativi” (…). “La variante del velivolo per le portaerei non si è dimostrata adatta all’imbarco per problemi con l’uncino di coda, richiedendo una riprogettazione” (…). “Vanno ancora fatti i collaudi sul volo a bassa quota, sul funzionamento dei sistemi d’arma e di attacco in picchiata e potrebbero riservare altre sorprese”.
Il rapporto spiega come le modifiche resesi necessarie finora per “rimediare alle deficienze emerse nel corso dei collaudi” abbiano già fatto raddoppiare dal 2001 a oggi il costo complessivo del programma (da 183 a 312 miliardi di euro) e di ogni singolo aereo (da 63 a 127 milioni di euro): ma il peggio, lascia intendere il Gao, deve ancora venire.
“Il numero di modifiche al programma rimarrà molto elevato fino al 2019 (…). Con il passaggio alla fase di sviluppo dei software più complessi e delle capacità avanzate, il Jsf presenterà problemi costosi. Con la maggior parte dei collaudi di volo ancora da fare, il programma subirà ancora molte revisioni progettuali e continue modifiche del processo produttivo (…) con prevedibile ulteriore crescita dei costi”.

One Response to La verità della Corte dei conti Usa sugli F-35

domenica 20 novembre 2011

Fra poco è Natale...

"Ci sono cose da non fare mai, né di giorno
nè di notte, nè per mare né per terra:
per esempio, la guerra"
"Ce l’ha detto Erodoto, nel V secolo avanti Cristo: nessuno è così pazzo da preferire la guerra alla pace.
Ce l’ha spiegato Albert Einstein: la guerra non si può umanizzare, si può solo abolire.
L’ha ripetuto Bertolt Brecht, dopo il secondo conflitto mondiale: guerra vuol dire che la povera gente fa la fame, fra i vincitori come fra i vinti.
Eppure, ancora oggi, i governi del mondo raccontano che la guerra è necessaria, che la guerra è una soluzione, che porterà democrazia, ricchezza, pace. 
Non è vero. I cittadini del mondo lo sanno, che non è vero. 
Anche Gianni Rodari, che aveva conosciuto tanti bambini e tanta guerra, diceva che ci sono cose da non fare mai, né per mare né per terra: per esempio, la guerra. Lo diceva in forma di filastrocca, ma dovrebbero leggersela i grandi, più che i bambini.
Ecco: cari governi del mondo che fate la guerra sulla pelle dei cittadini, leggete Gianni Rodari. Leggete Martin Luther King, leggete Don Milani. Leggete Albert Einstein, che non era proprio l’ultimo degli stupidi.
A volte, quando sembra che l’interlocutore non comprenda il nostro punto di vista, diciamo “Ma lo capisci o devo farti un disegno?”. Cari governi del mondo, abbiamo chiesto a dodici bravi illustratori di farvi un disegno. Chissà che venga più facile capire quello che capirebbe anche un bambino: se vuoi la pace, prepara la pace."

Cecilia Strada, Presidente di EMERGENCY 

Per Natale regala un calendario...

martedì 27 settembre 2011

Perugia-Assisi: noi c'eravamo!

L'Istituto Alcide Cervi il 25 settembre ha partecipato alla Marcia della Pace Perugia-Assisi 2011, onorato di essere stato scelto per aprire la marcia stessa con il proprio simbolo: il Trattore e il Mappamondo dei Cervi.
Un grande privilegio che dimostra, una volta di più, come i valori e gli ideali della Resistenza possano ancora incontrare il presente, interpretarlo e rappresentarlo.

Non si è trattato, insomma, di una partecipazione qualunque: il comitato promotore, nella persona di Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace, ha scelto proprio l'emblema di Casa Cervi come simbolo positivo ed efficace da mettere alla testa della marcia stessa.
Questa opportunità è maturata nell'ambito del progetto Radici nel Futuro, il gemellaggio tra cultura antifascista e cultura antimafia promosso da Cervi e Libera, inaugurato lo scorso 25 aprile a Casa Cervi, e resa possibile dall'intervento diretto dell'ANPI nazionale e di Reggio Emilia, che hanno creduto fin dal primo momento in questa possibilità.

L'occasione è uno dei risultati più proficui di “Radici nel Futuro”, il tentativo riuscito di far rivivere gli ideali di riscatto e libertà propri della Resistenza nel quotidiano esempio di chi combatte per la legalità oggi in Italia.

Ancora una volta, con i nostri 5 chilometri all'ora, noi c'eravamo...