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domenica 20 novembre 2016

Io voto NO!


Siamo Sindaci, Amministratori e Consiglieri di comuni, municipi, circoscrizioni, province e regioni.
Il prossimo 4 dicembre voteremo NO al Referendum sul cambiamento della Costituzione.
Voteremo NO perché le modifiche previste riducono gli spazi della democrazia anche alle comunità locali e alle loro istituzioni e accentuano un centralismo dall’alto che impoverisce e mortifica il sistema delle autonomie: municipi, comuni, province, regioni.
I cittadini - e le loro istituzioni locali - vengono privati della possibilità di partecipare alla individuazione e alla decisione di scelte su temi rilevantissimi che li riguardano in prima persona: dal sistema sanitario ai servizi sociali, dall'ambiente alle opere pubbliche sul territorio.
Dopo avere usato gli enti locali (e i cittadini) come bancomat per tagliare la spesa pubblica - tagli che hanno avuto pesantissime ripercussioni sull'erogazione di servizi sociali e di pubblica utilità - con la riforma costituzionale proposta si trasformerebbe il sistema delle autonomie locali in semplici diramazioni periferiche di un’architettura costituzionale dove il governo centrale è il perno di tutto.
Attraverso l’invocazione dell’” interesse nazionale”, al sistema delle autonomie locali potrà essere sottratto il potere di decidere su materie che riguardano l’assetto del territorio, la definizione e l’individuazione di opere pubbliche, la salvaguardia del paesaggio. La possibilità per i cittadini di partecipare di incidere sulle scelte locali ne verrebbe fortemente ridimensionata. Un Senato non più eletto, non rappresenta né i cittadini, né i territori. E’ un Senato indebolito, privo delle funzioni essenziali per realizzare un regionalismo cooperativo, che non decide sulle leggi più rilevanti per il governo locale.
Questa riforma non dà, ma toglie democrazia ai cittadini; non migliora, ma peggiora l’autonomia e la capacità di intervento delle istituzioni locali; non aumenta, ma indebolisce il sistema di garanzie nel rispetto delle tutele dei diritti -sociali, di cittadinanza e di partecipazione politica- sanciti nella prima parte della Costituzione.
E’ per questo motivo che noi – che siamo a contatto diretto ogni giorno con i cittadini, di cui raccogliamo le sofferenze sociali, le richieste, le speranze di un paese migliore – IL PROSSIMO 4 DICEMBRE VOTEREMO NO.

domenica 5 luglio 2015

lunedì 13 giugno 2011

Vittoria!

SI - SI - SI e ancora SI

E’ fatta!

Il quorum è stato raggiunto e abbondantemente superato in tutta Italia.

Il risultato di Agugliano, il 68,8%, è anche merito nostro e dobbiamo andarne giustamente fieri.
Il nostro lavoro, la nostra determinazione e la nostra tenacia sono stati premiati.

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!

venerdì 10 giugno 2011

lunedì 6 giugno 2011

Tutti al voto!


Il 12 ed il 13 giugno si deciderà del futuro di ognuno di noi.
Non restiamo a casa lasciando ad altri la possibilità di scegliere per NOI.

La politica italiana si è allontanata dalla società come mai era successo in passato.
L’azione del Governo è sempre più segnata dagli interessi personali del Presidente del Consiglio, da derive autoritarie, da minacce alla Costituzione.
L’economia del paese non riesce a uscire dalla crisi iniziata tre anni fa e la politica non riconosce il fallimento di vent’anni di privatizzazioni, che hanno lasciato a poche grandi imprese – sempre più spesso straniere – decisioni chiave sul nostro futuro.

Tutto questo aggrava le minacce alla democrazia, il declino del paese e l’insostenibilità del nostro modello di sviluppo.
Contro questa deriva, negli ultimi anni milioni di uomini e donne – con movimenti, reti, associazioni, sindacati – hanno alzato la loro voce, manifestato e costruito alternative.
E’ stato fatto sui temi della democrazia, della partecipazione, della giustizia, dell’informazione.
E’ stato fatto sui temi del lavoro, dei diritti sindacali, dei contratti, del precariato dei giovani.
E’ stato fatto sui diritti delle donne e sulle disuguaglianze.
E’ stato fatto sui temi della scuola, dell’università, della ricerca, della cultura.
E’ stato fatto sulla tutela dell’ambiente e sulla sostenibilità dello sviluppo.
E’ stato fatto sui temi della legalità e della lotta alle mafie.
E’ stato fatto sui temi dei diritti, dell’antirazzismo, della solidarietà con profughi e immigrati.
E’ stato fatto sui temi della pace, del rifiuto delle guerre, della solidarietà con chi lotta per la democrazia in altri paesi.
La politica istituzionale – finora – non mai ha ascoltato. La distanza tra le decisioni del governo e il consenso nella società non è mai stata così grande.
Tutto questo può cambiare.
Abbiamo una possibilità nuova per imporre alla politica la volontà dei cittadini, per riprendere il potere di decidere che tipo di democrazia e di sviluppo vogliamo avere.
Per queste ragioni è importante – il 12-13 giugno – raggiungere il quorum di 25 milioni di votanti ai referendum e scegliere il SI a tutti i quesiti.
Un successo dei SI ai referendum costringerebbe la politica – sia del governo che dell’opposizione – a fare i conti con la volontà dei cittadini.
Dobbiamo impegnarci tutti per quest’obiettivo: mettere l’Italia sulla via di uno sviluppo più sostenibile e di una democrazia più partecipata.