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domenica 7 giugno 2020

Ciao Fidel...

Dopo VENTI ANNI di vita insieme FIDEL se n’è andato e io ho perduto un altro pezzetto di me.
Se esiste un paradiso dei gatti, spero che Sara lo possa ritrovare e portare con sé come quando, ancora tenerissimo cucciolo, lo andò a prendere col motorino e lo portò a casa nostra tenendolo dentro il suo giubbino.
Addio amico.
Mi mancherai e io sarò ancora un po' più sola…



domenica 25 settembre 2016

Dove sarai?

So che a te questa canzone non sarebbe piaciuta e spesso mi prendevi in giro per qualche mio "sfizio" musicale, ma io, anche se la situazione ovviamente non è la stessa, in fondo mi pongo la stessa domanda perché se la mia razionalità mi dice che oltre la vita non c'è altro, la mia emotività mi impedisce di accettare che tu non esista più...




E riderai quando guarderai le stelle perché io vivrò su una di esse...

domenica 18 settembre 2016

Senza di te

Dopo una ferita così, ciò che rimane non è più vivere.
Si sopravvive per chi resta perché non si può fare altrimenti.
E il dolore è come l'onda della risacca: va e viene e si ripete all'infinito...

martedì 23 agosto 2016

Sopravvivere

Sopravvivere: questo è quello che si cerca di fare quando muore una figlia.
Anzi, il primo desiderio è morire con lei perché il dolore è talmente forte, talmente grande, talmente assurdo da sentirsi persi, svuotati, annientati.

Il pozzo nel quale si precipita diventa sempre più profondo, la sofferenza scava nell’animo e vi rimane. Per sempre.
Non c’è pace, ma solo tormento…
Il vuoto è infinito anche quando si tenta di dare un senso a qualcosa che, invece, un senso non ce l’ha più.

E solo una madre (o un padre, anche se in maniera diversa) che ha attraversato lo stesso dolore può comprendere realmente cosa significhi la perdita di una figlia.

Si continua a vagare in un mare senza mai approdare a nessuna sponda, senza una rotta, senza un timoniere che indichi la direzione. 
Ci si sente un superstite, vulnerabile e disperato.

Tutto è sospeso tra il ‘prima’ e il ‘dopo’, senza più riferimenti certi, senza sicurezze se non la consapevolezza che il dolore non lo può togliere nessuno.

E la ferita resta aperta e così rimarrà per tutta la vita…


giovedì 18 agosto 2016

Manchi

«Io esisto ancora, tu non ci sei più, come parli di te o non ne parli, sono sempre minacciata dal pianto.
Devo fare ricorso più volte nella giornata a una pacatezza al quanto più ragionevole, rallento il ritmo, abbasso il tono della voce, economizzo gli aggettivi. 
La tua morte ha rarefatto l'atmosfera.
Niente ha alcun potere sulla morte, luogo della sconfitta della parola, eppure abbiamo parlato per 40 anni io e te; adesso parlo solo io, tu non parli più, non c'è risposta, né un sorriso, niente».

(L. Ravera, 1994)




domenica 17 luglio 2016

Sara


E riderai quando guarderai le stelle
perchè io vivrò su una di esse...

giovedì 7 luglio 2016

Ultimo saluto a Sara

Martedì Sara è tornata a casa.

Chi vuole potrà salutarla sabato 9 luglio dalle 17,00 alle 20,00 
presso la sala consiliare del Comune di Agugliano.


Un ringraziamento a tutti coloro che ci hanno espresso la loro vicinanza.


lunedì 27 giugno 2016

Ciao Sara


Se non ci saranno altri problemi con la Procura, chi vuole potrà salutare Sara mercoledì 29 giugno dalle 9,00 alle 18,00 circa presso la Federazione provinciale del P.R.C. di Parma di via Solari.

Daremo conferma martedì sul profilo Facebook di Sara.

Cogliamo l'occasione per ringraziare tutti delle centinaia e centinaia di mail, messaggi e telegrammi ricevuti, ognuno dei quali è stato una briciola di consolazione per questo dolore infinito.



giovedì 23 giugno 2016

Ciao Sara

Ieri il piccolo grande cuore di Sara ha cessato di battere e in quel preciso momento lei ha compiuto il suo ultimo gesto d'amore nei confronti del mondo donando tutto quanto poteva di sè.
I suoi organi e i suoi tessuti andranno ad alleviare le sofferenze di altri.

Io ho perso semplicemente una figlia, ma il mondo ha perduto una persona davvero speciale.


Ciao Sara. Un bacio. Mamma

domenica 21 giugno 2015

Soddisfazioni!


QUESTE SI' CHE SONO SODDISFAZIONI !

mercoledì 20 agosto 2008

Tira una brutta aria...

Sedicenne tolto alla madre perchè milita in Rifondazione

Articolo di Giovanna Casadio
pubblicato su La Repubblica.it
il 20 agosto 2008

Non commento: è meglio...

Gli dicono che somiglia a Scamarcio, l'attore. A sedici anni, fa piacere. Ma ha promesso che oggi si taglia i capelli arruffati e magari non lo bollano più come comunista. Circolo Tienanmen, tessera dei Giovani comunisti, trovata dal padre, fotocopiata dai servizi sociali, allegata all'ordinanza del Tribunale di Catania, prima sezione civile, per dimostrare nella causa di affido che la madre non sa badare all'educazione del ragazzo il quale ha "la tessera d'iscrizione a un gruppo di estremisti".

Quindi, M. P. - che preferisce non essere citato con il suo nome, visto che lui, ragazzo esuberante, lo conoscono un po' tutti a Catania - è stato di fatto accusato di essere comunista rifondarolo, uno che frequenta "luoghi di ritrovo giovanili dove è diffuso l'uso di sostanze alcoliche e psicotrope", dove cioè c'è il sospetto che si bevano birre e si fumino spinelli. Nel giudizio degli assistenti sociali, le cose stanno pure peggio perché i comunisti sono "estremisti, il segretario del circolo è un maggiorenne che pare abbia provveduto a convincere all'iscrizione e all'attivismo altri ragazzi", tra cui l'amico del cuore del sedicenne, anche lui una testa matta che lo trascina nella vita "senza regole". Non è l'unica ragione, ovvio, per far pendere la bilancia della contesa sull'affido dalla parte paterna, ma la militanza comunista è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. M. P. è stato tolto alla madre e ora assegnato al padre, insieme al fratello più piccolo.

Tra un uomo e una donna, dopo una travagliata separazione, la resa dei conti si scarica spesso sui figli. Cose che succedono, non dovrebbero. La ragione, si sa, non sta mai da una parte sola. Però a Catania, ora ci si è messa di mezzo la politica. Mai infatti i comunisti, rifondaroli o del Pdci, si erano sentiti citati in un tribunale come pericolosi, estremisti, prova provata e sintomo di devianza giovanile. "Fino a ieri si chiamava militanza, e Rifondazione era il partito del presidente della Camera, Fausto Bertinotti; la sinistra comunista aveva due ministri nel governo Prodi", si sfoga Orazio Licandro, responsabile dell'organizzazione del Pdci. Nel partito di Diliberto hanno suonato l'allarme: comincia così la caccia alle streghe, usando in una storia delicata e complessa di affido familiare lo spauracchio dei comunisti, "è l'anticamera della messa al bando, siamo ormai extraparlamentari e anche pericolosi. Non è fascismo? Poco ci manca". Elencati nel dossier del tribunale infatti ci sono la tessera, con il costo dell'adesione, il faccione di Che Guevara e la fede nella rivoluzione riassunta nella frase "No soy un libertador, los libertadores existen, son los pueblos quienes se liberan".

C'è inoltre la parodia di una canzone dei Finley "Adrenalina", ode alla cocaina, riferimenti che mandano in tilt un padre come una madre. Mamma Agata, medico ospedaliero, è disorientata. Il Tribunale la obbliga intanto a versare 200 euro al mese al marito per il mantenimento dei figli, a lasciare la casa nel comune etneo dove la famiglia risiedeva. Nel più pessimista dei suoi incubi, racconta, si aspettava un affido condiviso. L'Istat calcola che ormai in Italia i figli bipartisan del divorzio stanno crescendo fin quasi a diventare sette su dieci. Dev'essere la storia di un'altra Italia, non cose che capitano qua, da queste parti a Catania, taglia corto Agata. Non è disposta a riconoscere argomenti e legittimità delle richieste paterne, che invece ci sono. E il figlio? "Va al mare e studia, ha avuto tre debiti al penultimo anno del classico - greco, latino e filosofia - d'altra parte come può essere sereno con questa guerra in atto?".

Non facile certo, spiegare a M. P. che le difficoltà della vita per alcuni, per lui ad esempio, si sono presentate in anticipo. Capita, ma s'impara prima. Difficile a quanto pare, far comprendere al padre che, come scriveva Freud, l'adolescenza è una malattia grave ma per fortuna si guarisce. L'avvocato della madre Mario Giarrusso assicura che tenterà altri approcci, mediazioni, soluzioni. I comunisti denunciano il clima da "anticamera della messa al bando" che si respira nell'isola. M. ha progetti bellicosi per l'autunno, ma tutti davvero poco preoccupanti: una band con gli amici dove lui vuole suonare il basso e la chitarra, la militanza politica, il teatro grande passione. "Con il suo gruppo ha vinto anche un premio", s'inorgoglisce la dottoressa Agata. Nelle relazioni dei servizi sociali e nell'ordinanza del tribunale le si rimprovera di avere nascosto al marito che il ragazzo ha avuto una "irregolare frequenza scolastica", di avere dato il suo beneplacito a "mancati rientri a casa", oltre a una serie di leggerezze anche verso l'altro fratellino (la figlia più grande è maggiorenne). Ma mai si sarebbe aspettata di trovarsi sotto accusa per le idee del figlio.

Alcuni interventi:

Estremisti e pericolosi. Proprio come sotto il fascismo
Ma quanto fanno ancora paura i comunisti?