lunedì 1 febbraio 2010

Consiglio comunale del 20/12/2009


Anche se con grande ritardo, ecco il solito rendiconto sull'ultimo Consiglio comunale.


Nonostante il punto all'ordine del giorno, non ci sono state comunicazioni del Sindaco.
Il secondo punto ha riguardato il programma delle collaborazioni per l'anno 2010 sul quale abbiamo votato contro in quanto il programma di fatto non c'era, ma c'era solo un'indicazione delle possibili figure che nel corso dell'anno l'Amministrazione avrebbe potuto o meno incaricare.
Un serio programma, per essere definito tale, sarebbe dovuto scaturire da un'analisi approfondita dei bisogni del Comune accompagnata dall'individuazione delle figure professionali necessarie a soddisfare tali bisogni e dalla quantificazione dei costi, totalmente assente nella proposta di delibera.
Il terzo punto all'ordine del giorno riguardava l'impegno pluriennale del costo di ammortamento dei corrispettivi dovuti alla "Agugliano servizi S.r.l." per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici pubblici.
In pratica si è stabilito che per 20 anni a partire dal 2010 alla Società "Faccio tutto io" si verseranno 43.300,00 euro annui, somma che comprende le spese di realizzazione, assicurazione e manutenzione degli impianti fotovoltaici sugli edifici pubblici.
La cosa strana che abbiamo fatto rilevare nel corso della discussione è che questa cifra comprende anche le voci manutenzione ed assicurazione che per i primi 5 anni sono già garantiti dalla società che ha realizzato l'impianto.
Nel merito non abbiamo avuto una risposta sufficientemente chiara... Ovviamente il nostro voto non ha potuto essere che contrario.
Il quarto e ultimo punto concerneva una convenzione tra i Comuni di Agugliano, Camerata Picena, Offagna, Polverigi, Santa Maria Nuova e l'Unione per l'esercizio in forma associata di funzioni e servizi inerenti il progetto integrato a sostegno della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro.
In pratica, la Provincia ha erogato un contributo per l'istituzione di nuovi servizi o l'ampliamento di servizi esistenti in favore delle famiglie (asili nido, centri estivi, colonie, ecc) e persone non auto-sufficienti (trasporto a chiamata). In questo caso il nostro voto è stato favorevole.

mercoledì 27 gennaio 2010

Ancora una volta per non dimenticare (nessuno)...


Il sentiero in discesa che comincia dalla negazione
dell'uguaglianza tra gli uomini,
finisce fatalmente nella perdita della libertà e nel lager.

Primo Levi

mercoledì 20 gennaio 2010

Mafia, razzismo e crisi della democrazia in Italia

In Italia il potere, nelle sue forme più ambigue e pericolose, ha sostituito la forza della democrazia. Politica, informazione, cultura, educazione sono strettamente sotto controllo e la libertà di espressione, ormai, è solo apparente.
Nonostante l'impegno di alcuni magistrati coraggiosi e dell'attivismo, le mafie sono sempre più forti e diffuse, non solo nel sud, ma in tutto il territorio.
Durante la crisi, il crimine organizzato ha acquisito centinaia di imprese in difficoltà e, approfittando del condono (denominato "scudo fiscale") irresponsabilmente concesso dal governo, ha reintrodotto in Italia miliardi di euro provenienti da affari illeciti.
Le leggi a favore delle mafie, come la soppressione delle intercettazioni telefoniche, hanno consentito alle cosche di crescere, fino a toccare un "fatturato" record di circa 200 miliardi di euro nel 2009.
Anziché colpire Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra, la recente legge sulla sicurezza (il famigerato "pacchetto sicurezza") è stata scritta e approvata nella forma di una legge razziale che criminalizza e perseguita Rom, profughi e stranieri poveri, escludendoli dal mercato del lavoro e mettendoli in molti casi nelle mani delle cosche.
L'Italia ha anche avuto (e ha ancora) i suoi eroi, come i magistrati Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e i loro eredi. Paolo Borsellino, prima di essere assassinato a Palermo dalla mafia e da altri poteri occulti, nel 1992, indicò alla politica l'unica via per combattere le collusioni mafiose: "Quando su personalità pubbliche vi sono anche solo sospetti di vicinanza con la criminalità organizzata, è necessario fare piazza pulita". L'Italia, però, non ha ascoltato le parole del giudice anti-mafia.
Fino a che non saranno celebrati i processi, nessuno può affermare che il senatore Dell'Utri, il primo ministro Berlusconi, il presidente del Senato Schifani, il ministro della Giustizia Alfano, il senatore Vizzini (componente della Commissione Antimafia!) e le decine di parlamentari i cui nomi appaiono negli atti di processi contro il crimine organizzato (prevalentemente, nelle dichiarazioni dei pentiti) abbiano commesso il benché minimo reato.
Quando però le "voci" che riguardano, per esempio, Berlusconi e Dell'Utri, provengono da magistrati di ineccepibile integrità come lo stesso Paolo Borsellino (intervista del 21/5/1992: http://www.youtube.com/watch?v=WeGtZbtMamU ) e quindi da testimoni e collaboratori di giustizia come Giovanni Brusca, Gaspare Spatuzza, Massimo Ciancimino, non si può evitare di pensare ancora ai coraggiosi suggerimenti dello stesso Borsellino.
Invece niente: grazie ai rapporti stretti fra potere e informazione, è in atto in Italia una campagna di delegittimazione dei magistrati che combattono la corruzione, dei politici che da anni dimostrano un impegno serio e importante contro le mafie, come gli ex magistrati Antonio Di Pietro e Luigi De Magistris, dei collaboratori di giustizia, che rappresentano uno dei principali ed efficaci strumenti di lotta contro la criminalità organizzata.
Nel contempo, la politica fa quadrato intorno ai sospettati e si dedica a riabilitare figura di politici del passato, legati a momenti foschi della recente Storia d'Italia, come Bettino Craxi, condannato per corruzione nel 1996 e nel 1999.
In questa situazione, dominata da poteri così forti e privi di scrupoli da non lasciare intravvedere alcuno spiraglio di speranza in un cambiamento, anche l'impegno degli attivisti e dei sostenitori della democrazia e della civiltà dei Diritti Umani diventa ogni giorno più difficile e pericoloso.

Gruppo EveryOne - 15 gennaio 2010

venerdì 25 dicembre 2009

Auguri!!!


Comunque la pensiate:
AUGURI A TUTTI ! ! !


giovedì 17 dicembre 2009

Rudra Bianzino, figlio orfano di Aldo e Roberta

Copio da una e-mail pervenutami dal Partito Radicale

Il padre, Aldo, nonviolento, artigiano, amante della natura, è morto nella notte tra il 13 e il 14 ottobre 2007 in circostanze ancora da chiarire, poche ore dopo l'arresto per coltivazione e detenzione di marijuana.
Le cronache parlarono inizialmente di decesso per un malore naturale. Ben presto, si capì, però, che forse le cose erano andate diversamente.

Un primo esame mise in evidenza lesioni agli organi interni, presenza di sangue in addome e pelvi, lacerazione epatica, lesioni all'encefalo, a fronte di un aspetto esterno indenne da segni di traumi. Una seconda autopsia, del novembre 2007, accreditò la tesi della rottura di un aneurisma cerebrale. Pur accettando l'ipotesi del medico legale, si affermò che l'emorragia cerebrale potesse essere stata causata da un forte stress di tipo fisico con improvviso rialzo della pressione.

Prima di ascoltare la testimonianza di Rudra, al congresso radicale è stato proiettato un video con un'intervista delle Iene alla madre, Roberta Radici.
E' probabilmente l'ultimo documento lasciatoci dalla compagna di Aldo. Il dolore ha, infatti, infierito sul suo corpo già malato. Roberta non ce l'ha fatta. Si è spenta affidando a noi l'impegno a chiedere verità e giustizia sulla morte di Aldo.

C'é un filo rosso che lega il caso di Aldo Bianzino a quello di Stefano Cucchi, entrambi morti in carcere a causa del proibizionismo. Entrambi i casi dimostrano come il proibizionismo sia il vero crimine di questo paese perché affolla le carceri, crea vittime innocenti, come Rudra.

Si chiede il vostro aiuto per far diventare questo caso nazionale, per chiedere che si parli di proibizionismo, malagiustizia e sovraffollamento delle carceri.

http://www.radicali.it/appello_bianzino/form.php

domenica 13 dicembre 2009

Consiglio comunale del 26/11/2009

In teoria il pubblico era presente in numero discreto; in pratica era formato quasi esclusivamente da aderenti al nostro gruppo politico.
Cosa si può fare per scuotere questo paese tanto sonnolento?

Come sempre i verbali delle sedute precedenti sono stati approvati senza osservazioni.
Il secondo punto trattato è stata la nostra proposta di istituzione del registro delle dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari (testamento biologico). Ci saremmo aspettati che su argomenti che dovrebbero coinvolgere solo le coscienze personali, la maggioranza avrebbe dimostrato un minimo di apertura. Così non è stato. Ne prendiamo atto.
Per respingere la proposta si sono appellati a giustificazioni a dir poco fantasiose: la struttura del Comune non ce la farebbe a sopportare il carico di lavoro, costerebbe troppo...
Ma per piacere!!!
Quello che spiace è che anche i "colleghi (?)" dell'opposizione (ad eccezione di Thomas Braconi) si sono allineati alle posizioni della maggioranza con posizioni molto simili: la competenza delle materie sanitarie spetta allo Stato che delega le regioni; quello che fa un comune come Agugliano non può incidere a livello nazionale...
Il risultato è che anche stavolta hanno votato con la maggioranza!!!
Anche sulla mozione sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche si è avuta la stessa convergenza. Nel corso della discussione, la presenza del crocifisso è stata ampliata non solo alle aule scolastiche, ma a tutti gli edifici pubblici: evidentemente qualche volta quello che fa un piccolo comune conta...
Si è passati poi all'adozione del regolamento per l'assegnazione di alloggi di edilizia convenzionata che dovrebbe disciplinare le graduatorie per l'assegnazione di case a prezzi più bassi soprattutto alle giovani coppie e alle famiglie numerose. Sicuramente un'ottima cosa, peccato che per le giovani coppie sia stato fissato il limite dei 35 anni (la nostra proposta era 29) e, quello che è grave, il limite di reddito a 35.000 euro di ISEE, cioè un reddito di circa 70.000-80.000 euro l'anno! In pratica i soldi del Comune andranno anche a chi ha un reddito sufficiente per comprare casa in modo autonomo.
Noi abbiamo proposto di scaglionare le fasce di reddito e di attribuire punteggi maggiori ai redditi più bassi oppure di abbassare il limite di reddito in modo tale che fossero agevolate le famiglie con più difficoltà. Inutile dire che la proposta è stata bocciata sia in Commissione sia in Consiglio.
Per i componenti dei gruppi di opposizione (ma sono di opposizione?) Partito Democratico e Vivere Agugliano, nessun problema: ancora una volta hanno votato con la maggioranza...
Il piano particolareggiato preliminare degli ambiti IP20 e IP21 (zona industriale di Molino-Chiusa) è stato votato all'unanimità in quanto va fatto tutto quanto il possibile per sistemare quella zona.
Sull'assestamento generale del bilancio annuale di previsione per l'esercizio 2009 come al solito ci siamo astenuti ritenendolo un atto di gestione che riguarda la maggioranza.
Cìè stata poi una comunicazione al Consiglio di prelevamento dal fondo di riserva per integrare alcuni capitoli di spesa.
Si è passati poi all'approvazione del protocollo d'intesa con la Provincia di Ancona per il rilevamento dei flussi di traffico per la riduzione dell'inquinamento atmosferico nella bassa vallesina che è stato approvato all'unanimità in quanto è ovviamente condivisibile tutto ciò che possa portare ad una riduzione del traffico e dell'inquinamento
L'ultimo punto è stata la discussione sulla legge regionale n. 22/2009 - Piano casa. Limiti di applicabilità. Interventi in deroga. Su questo punto ci siamo astenuti perchè alcuni passaggi della proposta di delibera avrebbero avuto bisogno di maggiore approfondimento.

Consiglio comunale dei ragazzi

Sabato 28 novembre il Consiglio comunale "ufficiale" ha incontrato il Consiglio comunale dei ragazzi i cui componenti hanno presentato il loro progetto per il corrente anno scolastico che riguarda lo studio della Costituzione e i diritti umani.
In questo periodo ce n'è davvero un gran bisogno!
Peccato le numerose assenze tra le file degli Assessori e dei Consiglieri di maggioranza...

giovedì 19 novembre 2009

Inciuci in nome della croce

di Cinzia Sciuto - Newletter di MicroMega - 18 novembre 2009

Ci sono persone con cui una persona perbene non prenderebbe neanche un caffè. Una di queste, per esempio, è Mario Borghezio, europarlamentare leghista. Per intenderci: quello che sale sui treni dove viaggiano delle nigeriane e comincia a spruzzare detersivo su vetri e sedili (e anche sulle nigeriane); quello che è stato condannato per l’incendio di un giaciglio di paglia in cui dormivano degli immigrati durante una ronda leghista; quello che tiene strettissimi rapporti con i movimenti più razzisti d’Europa. Per stare solo ai fatti, senza riferire le galanterie che Borghezio ci propina su immigrati e non solo a ogni festa leghista. Dunque, con un personaggio del genere neanche un caffè.

David Sassoli, neo eurodeputato Pd, invece, ci firma insieme una mozione al parlamento europeo contro la sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo sulla presenza del crocifisso nelle aule scolastiche. Erano insieme, allo stesso tavolo, alla conferenza stampa di presentazione della mozione. Con loro Mario Mauro e Sergio Silvestris del Pdl, Gianni Pittella del Pd, Carlo Casini e Magdi Cristiano Allam dell'Udc. Un bel parterre, non c’è che dire. Tutti insieme in nome della Croce. Con Sassoli che, per smarcarsi un minimo dal razista e xenofobo Borghezio (ma anche dall’integralista Allam) spiega imbarazzato: «Noi vogliamo aggiungere, non togliere».

Così, seguendo l’idea di Sassoli, ci ritroveremo nelle aule scolastiche una parete tappezzata di simboli religiosi: geniale. E però a quel punto non si potrà negare niente a nessuno, a meno che Sassoli non intenda istituire presso i consigli d’istituto una commissione che decida quale simbolo abbia il diritto di essere appeso alla parete omnireligiosa e quale no. Questa semplicistica idea di multiculturalismo è tanto diffusa, quanto pericolosa: come si fa a non rendersi conto che solo una rigorosa laicità delle istituzioni pubbliche può salvarci dai fondamentalismi e garantire una effettiva libertà di religione? E poi, al di là del merito della questione, come si fa a firmare qualunque cosa che firma anche Borghezio?

lunedì 16 novembre 2009

Il Giovanardi mannaro

Suscita rabbia e pena, una pena grande, il sottosegretario Carlo Giovanardi, cattolico imbruttito dal rancore, che ieri mattina ha pronunziato alla radio parole feroci contro Stefano Cucchi. Secondo Giovanardi, Stefano se l´è cercata quella fine perché «era uno spacciatore abituale», «un anoressico che era stato pure in una comunità», «ed era persino sieropositivo». Giovanardi dice che i tossicodipendenti sono tutti uguali: «diventano larve», «diventano zombie». E conclude: «È la droga che l´ha ridotto così».

Giovanardi, al quale è stata affidata dal governo «la lotta alle tossicodipendenze» e la «tutela della famiglia», ovviamente sa bene che tanti italiani – ormai i primi in Europa secondo le statistiche – fanno uso di droga. E sa che tra loro ci sono molti imprenditori, molti politici, e anche alcuni illustri compagni di partito di Giovanardi. E, ancora, sa che molte persone «per bene», danarose e ben difese dagli avvocati e dai giornali, hanno cercato e cercano nei cocktail di droghe di vario genere, non solo cocaina ed eroina ma anche oppio, anfetamine, crack, ecstasy…, una risposta alla propria pazzia personale, al proprio smarrimento individuale. E alcuni, benché trovati in antri sordidi, sono stati protetti dal pudore collettivo, e la loro sofferenza è stata trattata con tutti quei riguardi che sono stati negati a Stefano Cucchi. Come se per loro la droga fosse la parte nascosta della gioia, la faccia triste della fortuna mentre per Stefano Cucchi era il delitto, era il crimine. A quelli malinconia e solidarietà, a Stefano botte e disprezzo.

Ci sono, tra i drogati d´Italia, «i viziati e i capricciosi», e ci sono ovviamente i disadattati come era Stefano, «ragazzi che non ce la fanno» e che per questo meritano più aiuto degli altri, più assistenza, più amore dicono i cattolici che non "spacciano", come fa abitualmente Giovanardi, demagogia politica. E non ammiccano e non occhieggiano come lui alla violenza contro "gli scarti della società", alla voglia matta di sterminare i poveracci; non scambiano l´umanità dolente, della quale siamo tutti impastati e che fa male solo a se stessa, con l´arroganza dei banditi e dei malfattori, dei mafiosi e dei teppisti veri che insanguinano l´Italia.

Ecco: con le sue orribili parole di ieri mattina Giovanardi si fa complice, politico e morale, di chi ha negato a Stefano un avvocato, un medico misericordioso, un poliziotto vero e che adesso vorrebbe pure evitare il processo a chi lo ha massacrato, a chi ha violato il suo diritto alla vita.

Anche Cucchi avrebbe meritato di incontrare, il giorno del suo arresto, un vero poliziotto piuttosto che la sua caricatura, uno dei tanti poliziotti italiani che provano compassione per i ragazzi dotati di una luce particolare, per questi adolescenti del disastro, uno dei tantissimi nostri poliziotti che si lasciano guidare dalla comprensione intuitiva, e certo lo avrebbe arrestato, perché così voleva la legge, ma molto civilmente avrebbe subito pensato a come risarcirlo, a come garantirgli una difesa legale e un conforto civile, a come evitargli di finire nella trappola di disumanità dalla quale non è più uscito.

Perché la verità, caro Giovanardi, è che gli zombie e le larve non sono i drogati, ma i poliziotti che non l´hanno protetto, i medici che non l´hanno curato, e ora i politici come lei che sputano sulla sua memoria. I veri poliziotti sono pagati sì per arrestare anche quelli come Stefano, ma hanno imparato che ci vuole pazienza e comprensione nell´esercizio di un mestiere duro e al tempo stesso delicato. È da zombie non vedere nei poveracci come Cucchi la terribile versione moderna dei "ladri di biciclette".

Davvero essere di destra significa non capire l´infinito di umiliazione che schiaccia un giovane drogato arrestato e maltrattato? Lei, onorevole (si fa per dire) Giovanardi, non usa categorie politiche, ma "sniffa" astio. Come lei erano gli "sciacalli" che in passato venivano passati alla forca per essersi avventati sulle rovine dei terremoti, dei cataclismi sociali o naturali.

Giovanardi infatti, che è un governante impotente dinanzi al flagello della droga ed è frustrato perché non governa la crescita esponenziale di questa emergenza sociale, adesso si rifà con la memoria di Cucchi e si "strafà" di ideologia politica, fa il duro a spese della vittima, commette vilipendio di cadavere.

Certo: bisogna arrestare, controllare, ritirare patenti, impedire per prevenire e prevenire per impedire. Alla demagogia di Giovanardi noi non contrapponiamo la demagogia sociologica che nega i delitti, quando ci sono. Ma cosa c´entrano le botte e la violazione dei diritti? E davvero le oltranze giovanili si reprimono negando all´arrestato un avvocato e le cure mediche? E forse per essere rigorosi bisogna profanare i morti e dare alimento all´intolleranza dei giovani, svegliare la loro parte più selvaggia?

Ma questo non è lo stesso Giovanardi che straparlava dell´aborto e del peccato di omosessualità? Non è quello che difendeva la vita dell´embrione? È proprio diverso il Dio di Giovanardi dal Cristo addolorato di cui si professa devoto. Con la mano sul mento, il gomito sul ginocchio e due occhi rassegnati, il Cristo degli italiani è ben più turbato dai Giovanardi che dai Cucchi.

di Francesco Merlo, da Repubblica, 10 novembre 2009

sabato 7 novembre 2009

Scusa, ma ti voglio massacrare

Un ragazzo esce di casa una sera ma fermato dai carabinieri perché in possesso di modiche quantità di sostanze stupefacenti non farà più ritorno in casa.
Morirà in circostanze che dovranno essere chiarite.
Le foto, pubblicate con coraggio dalla famiglia del giovane, mostrano un corpo ferito, mostrano inequivocabili segni di violenza.
Servono verità e giustizia al più presto.
Ogni ora che passa allontana la possibilità di accertare la verità.
In considerazione delle preventive assoluzioni annunciate dal ministro La Russa, e dei vergognosi fatti di Genova e del caso di Federico Aldovrandi, ora si aspetta almeno una ferma presa di posizione del presidente della Repubblica, affinché si faccia garante della celerità e della correttezza.
Intanto affiorano anche notizie di torture nelle carceri italiane.
E’ questa l’Italia in cui ci troviamo ad operare oggi.

In sezione non si può massacrare un detenuto.
Si massacra di sotto.
Si è rischiata la rivolta.
Perchè c'era il negro, e il negro ha visto tutto.

Anonimo 2009

Da: Essere Comunisti - NewsLettere n. 184 - 5 novembre 2009

venerdì 6 novembre 2009

News da Agugliano

E' uscito il primo volantino sull'attività politica del nuovo mandato elettorale: eccolo:
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