venerdì 25 dicembre 2015

sabato 5 dicembre 2015

Abolire la guerra unica speranza per l'umanità

Il discorso di Gino Strada alla cerimonia dei nobel alternativi (Right Livelihood Awards).


«Io sono un chirurgo. Ho visto i feriti (e i morti) di vari conflitti in Asia, Africa, Medio Oriente, America Latina e Europa. Ho operato migliaia di persone, ferite da proiettili, frammenti di bombe o missili.

A Quetta, la città pakistana vicina al confine afgano, ho incontrato per la prima volta le vittime delle mine antiuomo. Ho operato molti bambini feriti dalle cosiddette "mine giocattolo", piccoli pappagalli verdi di plastica grandi come un pacchetto di sigarette. Sparse nei campi, queste armi aspettano solo che un bambino curioso le prenda e ci giochi per un po', fino a quando esplodono: una o due mani perse, ustioni su petto, viso e occhi. Bambini senza braccia e ciechi. Conservo ancora un vivido ricordo di quelle vittime e l'aver visto tali atrocità mi ha cambiato la vita.

Mi è occorso del tempo per accettare l'idea che una "strategia di guerra" possa includere prassi come quella di inserire, tra gli obiettivi, i bambini e la mutilazione dei bambini del "paese nemico". Armi progettate non per uccidere, ma per infliggere orribili sofferenze a bambini innocenti, ponendo a carico delle famiglie e della società un terribile peso. Ancora oggi quei bambini sono per me il simbolo vivente delle guerre contemporanee, una costante forma di terrorismo nei confronti dei civili.

Alcuni anni fa, a Kabul, ho esaminato le cartelle cliniche di circa 1200 pazienti per scoprire che meno del 10% erano presumibilmente dei militari. Il 90% delle vittime erano civili, un terzo dei quali bambini. È quindi questo "il nemico"? Chi paga il prezzo della guerra?

Nel secolo scorso, la percentuale di civili morti aveva fatto registrare un forte incremento passando dal 15% circa nella prima guerra mondiale a oltre il 60% nella seconda. E nei 160 e più "conflitti rilevanti" che il pianeta ha vissuto dopo la fine della seconda guerra mondiale, con un costo di oltre 25 milioni di vite umane, la percentuale di vittime civili si aggirava costantemente intorno al 90% del totale, livello del tutto simile a quello riscontrato nel conflitto afgano.

Lavorando in regioni devastate dalle guerre da ormai più di 25 anni, ho potuto toccare con mano questa crudele e triste realtà e ho percepito l'entità di questa tragedia sociale, di questa carneficina di civili, che si consuma nella maggior parte dei casi in aree in cui le strutture sanitarie sono praticamente inesistenti.

Negli anni, Emergency ha costruito e gestito ospedali con centri chirurgici per le vittime di guerra in Ruanda, Cambogia, Iraq, Afghanistan, Sierra Leone e in molti altri paesi, ampliando in seguito le proprie attività in ambito medico con l'inclusione di centri pediatrici e reparti maternità, centri di riabilitazione, ambulatori e servizi di pronto soccorso.

L'origine e la fondazione di Emergency, avvenuta nel 1994, non deriva da una serie di principi e dichiarazioni. È stata piuttosto concepita su tavoli operatori e in corsie d'ospedale. Curare i feriti non è né generoso né misericordioso, è semplicemente giusto. Lo si deve fare.

In 21 anni di attività, Emergency ha fornito assistenza medico-chirurgica a oltre 6,5 milioni di persone. Una goccia nell'oceano, si potrebbe dire, ma quella goccia ha fatto la differenza per molti. In qualche modo ha anche cambiato la vita di coloro che, come me, hanno condiviso l'esperienza di Emergency.

Ogni volta, nei vari conflitti nell'ambito dei quali abbiamo lavorato, indipendentemente da chi combattesse contro chi e per quale ragione, il risultato era sempre lo stesso: la guerra non significava altro che l'uccisione di civili, morte, distruzione. La tragedia delle vittime è la sola verità della guerra.

Confrontandoci quotidianamente con questa terribile realtà, abbiamo concepito l'idea di una comunità in cui i rapporti umani fossero fondati sulla solidarietà e il rispetto reciproco.

In realtà, questa era la speranza condivisa in tutto il mondo all'indomani della seconda guerra mondiale. Tale speranza ha condotto all'istituzione delle Nazioni Unite, come dichiarato nella Premessa dello Statuto dell'ONU: "Salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all'umanità, riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell'uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nell'uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole".

Il legame indissolubile tra diritti umani e pace e il rapporto di reciproca esclusione tra guerra e diritti erano stati inoltre sottolineati nella Dichiarazione universale dei diritti umani, sottoscritta nel 1948. "Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti" e il "riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo".

70 anni dopo, quella Dichiarazione appare provocatoria, offensiva e chiaramente falsa. A oggi, non uno degli stati firmatari ha applicato completamente i diritti universali che si è impegnato a rispettare: il diritto a una vita dignitosa, a un lavoro e a una casa, all'istruzione e alla sanità. In una parola, il diritto alla giustizia sociale. All'inizio del nuovo millennio non vi sono diritti per tutti, ma privilegi per pochi.

La più aberrante in assoluto, diffusa e costante violazione dei diritti umani è la guerra, in tutte le sue forme. Cancellando il diritto di vivere, la guerra nega tutti i diritti umani.

Vorrei sottolineare ancora una volta che, nella maggior parte dei paesi sconvolti dalla violenza, coloro che pagano il prezzo più alto sono uomini e donne come noi, nove volte su dieci. Non dobbiamo mai dimenticarlo.
Solo nel mese di novembre 2015, sono stati uccisi oltre 4000 civili in vari paesi, tra cui Afghanistan, Egitto, Francia, Iraq, Libia, Mali, Nigeria, Siria e Somalia. Molte più persone sono state ferite e mutilate, o costrette a lasciare le loro case.

In qualità di testimone delle atrocità della guerra, ho potuto vedere come la scelta della violenza abbia - nella maggior parte dei casi - portato con sé solo un incremento della violenza e delle sofferenze. La guerra è un atto di terrorismo e il terrorismo è un atto di guerra: il denominatore è comune, l'uso della violenza.

Sessanta anni dopo, ci troviamo ancora davanti al dilemma posto nel 1955 dai più importanti scienziati del mondo nel cosiddetto Manifesto di Russell-Einstein: "Metteremo fine al genere umano o l'umanità saprà rinunciare alla guerra?". È possibile un mondo senza guerra per garantire un futuro al genere umano?

Molti potrebbero eccepire che le guerre sono sempre esistite. È vero, ma ciò non dimostra che il ricorso alla guerra sia inevitabile, né possiamo presumere che un mondo senza guerra sia un traguardo impossibile da raggiungere. Il fatto che la guerra abbia segnato il nostro passato non significa che debba essere parte anche del nostro futuro.

Come le malattie, anche la guerra deve essere considerata un problema da risolvere e non un destino da abbracciare o apprezzare.
Come medico, potrei paragonare la guerra al cancro. Il cancro opprime l'umanità e miete molte vittime: significa forse che tutti gli sforzi compiuti dalla medicina sono inutili? Al contrario, è proprio il persistere di questa devastante malattia che ci spinge a moltiplicare gli sforzi per prevenirla e sconfiggerla.

Concepire un mondo senza guerra è il problema più stimolante al quale il genere umano debba far fronte. È anche il più urgente. Gli scienziati atomici, con il loro Orologio dell'apocalisse, stanno mettendo in guardia gli esseri umani: "L'orologio ora si trova ad appena tre minuti dalla mezzanotte perché i leader internazionali non stanno eseguendo il loro compito più importante: assicurare e preservare la salute e la vita della civiltà umana".

La maggiore sfida dei prossimi decenni consisterà nell'immaginare, progettare e implementare le condizioni che permettano di ridurre il ricorso alla forza e alla violenza di massa fino alla completa disapplicazione di questi metodi. La guerra, come le malattie letali, deve essere prevenuta e curata. La violenza non è la medicina giusta: non cura la malattia, uccide il paziente.

L'abolizione della guerra è il primo e indispensabile passo in questa direzione.

Possiamo chiamarla "utopia", visto che non è mai accaduto prima. Tuttavia, il termine utopia non indica qualcosa di assurdo, ma piuttosto una possibilità non ancora esplorata e portata a compimento.

Molti anni fa anche l'abolizione della schiavitù sembrava "utopistica". Nel XVII secolo, "possedere degli schiavi" era ritenuto "normale", fisiologico.
Un movimento di massa, che negli anni, nei decenni e nei secoli ha raccolto il consenso di centinaia di migliaia di cittadini, ha cambiato la percezione della schiavitù: oggi l'idea di esseri umani incatenati e ridotti in schiavitù ci repelle. Quell'utopia è divenuta realtà.
Un mondo senza guerra è un'altra utopia che non possiamo attendere oltre a vedere trasformata in realtà.

Dobbiamo convincere milioni di persone del fatto che abolire la guerra è una necessità urgente e un obiettivo realizzabile. Questo concetto deve penetrare in profondità nelle nostre coscienze, fino a che l'idea della guerra divenga un tabù e sia eliminata dalla storia dell'umanità.

Ricevere il Premio Right Livelihood Award, il "Nobel alternativo", incoraggia me personalmente ed Emergency nel suo insieme a moltiplicare gli sforzi: prendersi cura delle vittime e promuovere un movimento culturale per l'abolizione della guerra.
Approfitto di questa occasione per fare appello a voi tutti, alla comunità dei colleghi vincitori del Premio, affinché uniamo le forze a sostegno di questa iniziativa.
Lavorare insieme per un mondo senza guerra è la miglior cosa che possiamo fare per le generazioni future».





mercoledì 2 dicembre 2015

Consiglio comunale del 30/11/2015


Spettatori presenti: due.



Consiglio tecnico quello tenutosi lunedì 30 novembre.

I punti all’ordine del giorno, dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, hanno riguardato solo argomenti riguardanti il bilancio: una variazione di bilancio pari a 66.997,54, la ratifica della delibera di Giunta municipale n. 134 del 03/11/2015 sempre relativa ad una variazione urgente di bilancio e l’assestamento generale di bilancio con cui sono state apportate modifiche a diversi capitoli.

domenica 15 novembre 2015

L’unico modo per far finire la violenza è smettere di usarla

Le nostre scelte di guerra ci stanno presentando il conto di anni di violenza e di distruzione”. È questo il riassunto del pensiero dei volontari di Emergency, che all’indomani  dei tragici fatti di Parigi , commentano così la strage su Facebook: “Siamo scioccati dal massacro di Parigi. “Ancora una volta colpire la popolazione civile è un gesto disumano e vigliacco”, scrivono.
“Vediamo accadere in Europa quello che da anni accade in Afghanistan, in Iraq, in Siria: le nostre scelte di guerra ci stanno presentando il conto di anni di violenza e di distruzione. Diritti, democrazia e libertà sono l’unico modo di spezzare il cerchio della violenza e del terrore”.
“L’alternativa è la barbarie che abbiamo davanti e alla quale non possiamo arrenderci”, concludono. Un pensiero naturalmente condiviso dal fondatore Gino Strada che per chiarire le sue idee al riguardo cita Bertold Brecht: “La guerra che verrà non è la prima. Prima ci sono state altre guerre. Alla fine dell’ultima c’erano vincitori e vinti. Fra i vinti la povera gente faceva la fame. Fra i vincitori faceva la fame la povera gente egualmente”.
Poi la chiosa che è un grido di dolore e di battaglia: “L’unico modo per far finire la violenza è smettere di usarla”.

Da Controlacrisi

lunedì 9 novembre 2015

Consiglio comunale del 5/11/2015


Spettatori presenti: tre

Il primo punto, cioè l’approvazione dei verbali della seduta precedente, è stato approvato senza modifiche.

E' stato poi preso atto del prelievo dal fondo di riserva fatto con delibera di Giunta n. 129 del 03/10/2015.

Il terzo punto (ratifica della delibera n. 118 del 03/09/2015) è stato ritirato.

E’ stato poi riconosciuto un debito fuori bilancio di € 16.765,45 causato dal parziale accoglimento di un ricorso di un dipendente comunale rispetto a comportamenti e provvedimenti messi in atto durante l’Amministrazione Lombardi (ennesima eredità da dover gestire per la nostra Amministrazione).

Nell’ultimo punto il Consiglio ha deliberato l’atto di indirizzo alla società “Agugliano Servizi s.r.l.” di cedere all’Unione “Terra dei Castelli” l’immobile di via M.L. King.


Vista la situazione della società, le contingenti scadenze e le spiegazioni date durante il Consiglio di un serio progetto di efficientamento e di razionalizzazione complessiva delle strutture dell’Unione volto a dare il miglior utilizzo per la nostra comunità di questi immobili, è veramente inspiegabile la posizione delle minoranze che hanno votato contro.

venerdì 9 ottobre 2015

A cosa serve la guerra?


Il 7 ottobre del 2001, quattordici anni fa, iniziava l'attuale conflitto in Afghanistan. 
A che cosa sono serviti questi quattordici anni di guerra?

Certamente non a "portare la democrazia" o a "combattere il terrorismo", né a pacificare il Paese: si combatte in 25 province su 34, e il numero dei feriti e delle vittime civili cresce di mese in mese.
A che cosa sono serviti questi quattordici anni di guerra? 
Quello che vediamo noi tutti i giorni sono civili uccisi, civili feriti, villaggi distrutti, combattimenti in aumento, feriti in aumento. 
Un orrore senza fine che arriva al bombardamento di un ospedale: un atto di violenza inaccettabile.

Nella foto potete vedere Giorgia, infermiera del nostro ospedale a Kabul, che si prende cura di Madina, una bambina di 8 anni arrivata da Kunduz.Eccola: è questa la realtà di quattordici anni di guerra in Afghanistan.

(Dalla news letter di Emergency)

domenica 20 settembre 2015

Consiglio comunale del 18/09/2015

Spettatori presenti: uno

 I verbali delle sedute precedenti sono stati approvati senza osservazioni.

Sono stati nominati i Consiglieri dell'Unione "Terra dei Castelli" nella composizione prevista dal nuovo Statuto: sei Consiglieri per la maggioranza (Bonventi, Fabbietti, Lanari, Minardi, Rossini e Zacconi) e tre Consiglieri per la minoranza (Cionna, Foroni e Stacchiotti).

All'ultimo punto  è stato votato il rinvio all'anno 2016 dell'armonizzazione dei sistemi contabili di cui al D. Lgs. n. 118/2011 su cui la minoranza si è astenuta.

domenica 5 luglio 2015

lunedì 29 giugno 2015

Consiglio comunale del 26/06/2015


Spettatori presenti sei.



Il primo punto è stata la surroga del Consigliere Marco Costantini che si è dimesso per motivi personali ed è stato sostituito dal Consigliere Matteo Minardi.
A Marco va il nostro saluto e il nostro ringraziamento per il lavoro svolto, a Matteo il nostro augurio per il lavoro che farà con l’entusiasmo che lo contraddistingue.

Le comunicazioni del Sindaco hanno riguardato il riaccertamento straordinario dei residui dell’anno 2014; i verbali delle sedute precedenti sono stati approvati senza modifiche all’unanimità.

E’ stata approvata all’unanimità una modifica al regolamento per l’applicazione dell’imposta comunale unica (IUC) che ha introdotto un’agevolazione sulla TARI per due anni alle nuove attività commerciali o artigianali.

Il piano finanziario per l’anno 2015 del servizio di smaltimento dei rifiuti ha visto l’astensione del solo Movimento 5 Stelle.

Ci sono poi state una serie di delibere riguardanti le tasse e le tariffe comunali tutte legate all’approvazione del bilancio, e precisamente:

Tariffe per l’applicazione del tributo comunale sui rifiuti (TARI) (confermate quelle del 2015)
Aliquote dell’imposta municipale propria (IMU) che ha introdotto un’agevolazione per le unità immobiliari di categoria C1-C2-C3-D destinate ad attività commerciali
- Aliquote TASI (confermate quelle del 2015)
- Addizionale comunale all’IRPEF (confermata quella del 2015)
- Valore delle aree fabbricabili (diminuito dello 0,2%)

Sono poi stati poi approvati il piano delle alienazioni con cui è stato messo in vendita un frustolo di terreno in via Santa Chiara degli Scifi e il programma triennale 2015/2017 delle opere pubbliche e l’elenco annuale 2015 che prevede tre grandi opere: la nuova scuola materna, l’ampliamento del cimitero del capoluogo e un parcheggio in via N. Sauro.

Il punto successivo è stato l’approvazione del bilancio di previsione annuale 2015, pluriennale 2015-2017 e della relazione previsionale e programmatica.

E’ seguita la delibera per l’acquisto di un terreno per l’ampliamento del Parco delle Querce che consentirà la concretizzazione di un altro punto del programma elettorale dell’Amministrazione comunale: la realizzazione di una struttura per eventi e manifestazioni, a dimostrazione che questo programma non era fatto di sole parole, ma di impegni concreti.

C’è poi stata un’ampia panoramica sulla società “Agugliano Servizi S.r.l.” che versa in una situazione difficilissima a causa della gestione condotta dai precedenti Amministratori.
Ricordiamo solo che sono stati appaltati e fatti eseguire lavori di ristrutturazione di immobili che hanno generato uno sbilancio finanziario di oltre 1,6 milioni di euro.
Questi debiti, che abbiamo ereditato, stanno creando problemi enormi (richiesta di fallimento della società da parte di un creditore) ai quali si sta cercando di trovare soluzione.
Tra le altre cose è stato richiesto all’Amministratore e al Revisore della società una relazione al fine di valutare la proponibilità di un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della società fino al 30/06/2014, relazione da trasmettere in ogni caso alla Corte dei Conti.

L’ultimo punto è stata l’approvazione di una mozione del Movimento 5 Stelle avente ad oggetto la realizzazione degli orti urbani.
Ogni volta che approviamo una loro mozione, i colleghi dei 5 Stelle cantano vittoria, ma ancora una volta la mozione è stata approvata solo grazie al nostro voto.
Infatti tale punto è previsto nel nostro programma e noi abbiamo dimostrato, ancora una volta, di voler solo mantenere fede al nostro mandato elettorale ed al bene comune senza la necessità di mettere “bandierine", necessità che invece evidentemente qualcuno avverte. 

domenica 21 giugno 2015

Soddisfazioni!


QUESTE SI' CHE SONO SODDISFAZIONI !