giovedì 27 gennaio 2011

Si ai diritti. No ai ricatti

La società civile con la Fiom: "Sì ai diritti, No ai ricatti".

Firma l'appello di Camilleri, Flores d'Arcais e Hack


Il diktat di Marchionne, che Cisl e Uil hanno firmato, contiene una clausola inaudita, che nemmeno negli anni dei reparti-confino di Valletta era stata mai immaginata: la cancellazione dei sindacati che non firmano l’accordo, l’impossibilità che abbiano una rappresentanza aziendale, la loro abrogazione di fatto. Questo incredibile annientamento di un diritto costituzionale inalienabile non sta provocando l’insurrezione morale che dovrebbe essere ovvia tra tutti i cittadini che si dicono democratici. Eppure si tratta dell’equivalente funzionale, seppure in forma post-moderna e soft (soft?), dello squadrismo contro le sedi sindacali, con cui il fascismo distrusse il diritto dei lavoratori a organizzarsi liberamente.

Per questo ci sembra che la richiesta di sciopero generale, avanzata dalla Fiom, sia sacrosanta e vada appoggiata in ogni modo. L’inaudito attacco della Fiat ai diritti dei lavoratori è un attacco ai diritti di tutti i cittadini, poiché mette a repentaglio il valore fondamentale delle libertà democratiche. Ecco perché riteniamo urgente che la società civile manifesti la sua più concreta e attiva solidarietà alla Fiom e ai lavoratori metalmeccanici: ne va delle libertà di tutti.

Andrea Camilleri, Paolo Flores d’Arcais, Margherita Hack

Da MicroMega

mercoledì 5 gennaio 2011

Convergenze parallele

Pubblico questo interessante articolo di Alberto Burgio

Il ducetto della Fiat non aveva ancora finito di enunciare tutte le clausole del ricatto (o gli operai accettano turni di 11 ore rinunciando alle pause intermedie e allo sciopero, o la Fiat sbaracca e lascia l’Italia) che Piero Fassino già diceva – non richiesto – la sua: «Se fossi un operaio di Mirafiori, voterei sì». Nessuna sorpresa. Meno scontata è apparsa a qualcuno la presa di posizione di Massimo D’Alema, dichiaratosi anch’egli favorevole al cosiddetto accordo su Pomigliano, e in frontale dissenso dalla lotta della Fiom. Ma è così? C’è davvero di che meravigliarsi? O si tratta invece di una logica conseguenza della linea del Partito democratico, a sua volta coerente con la paradossale funzione politica svolta in questi quindici anni dal gruppo dirigente post-comunista del Pd?
Qualche anno fa Nanni Moretti se ne uscì con una battuta al vetriolo. Con questi dirigenti, disse, non vinceremo mai. E proprio a D’Alema rivolse l’esortazione a «dire qualcosa di sinistra». Oggi possiamo essere più cattivi senza essere meno obiettivi. Se D’Alema e i suoi colleghi non ci fossero, il padronato italiano e il suo massimo garante politico dovrebbero inventarli. Da quando “scese in campo” inaugurando la stagione politica più nera della Repubblica, Berlusconi non ha trovato in loro soltanto oppositori mancati, ma anche operosi mallevadori del proprio durevole successo. Non possiamo ricordare tutti gli episodi interessanti, limitiamoci ai più rappresentativi. Primo fra tutti il discorso del 28 febbraio 2002 alla Camera in cui Violante ricorda, a vanto del proprio partito, l’impegno a “non toccare le televisioni” di Berlusconi assunto nel 1994, la mancata promulgazione di una legge sul conflitto di interessi nel corso della precedente legislatura (quando il centrosinistra governava), il via libera alla eleggibilità di Berlusconi, titolare di importanti concessioni amministrative, e persino l’aumento (di ben 25 volte) del fatturato di Mediaset. Quel discorso è un monumento di lungimiranza e di sagacia politica. Dovrebbe figurare in tutti i libri di storia. Un altro passaggio indimenticabile, per restare sul terreno strettamente politico, è il Veltrusconi. Siamo alla fine del 2007, Prodi governa da due anni scarsi, la maggioranza è fragile per il risicato margine di voti al Senato e per la litigiosità dell’Unione. Ma la nave va e Berlusconi è in gravissima difficoltà nel centrodestra. Veltroni, appena eletto segretario del Pd, non trova di meglio che intavolare col padrone del neonato Pdl una (finta) trattativa sulla legge elettorale, accordandosi con lui per andare a elezioni anticipate (non lo insinuiamo noi, lo ha detto Prodi). Il risultato è il disastro in cui ci dibattiamo: una drammatica crisi generale (politica, sociale e morale) nella quale peraltro il Pd non gioca alcun ruolo attivo, se è vero che l’unico serio pericolo corso dal governo in questi due anni a mezzo lo si deve alla secessione di Fini dal Pdl. Intelligenza col nemico? Semplice insipienza? Per capire bisogna guardare ai risultati delle scelte politiche che hanno fatto dell’Italia il Paese più ineguale d’Europa e il più ostile nei confronti del lavoro dipendente. Si scopre allora che tra centrodestra e centrosinistra vi è una forte sintonia sulla politica economica (le privatizzazioni, la precarizzazione del lavoro, i bassi salari), sul terreno istituzionale (il maggioritario e il “federalismo”, il presidenzialismo negli Enti locali e la controriforma dell’Università), in politica estera (la partecipazione alle guerre “democratiche”). Non c’è bisogno di ipotizzare complotti: è che la cosiddetta “sinistra moderata” non ha un programma politico granché diverso da quello della contropar te. La si può pensare in tanti modi in proposito, ma certo la convergenza di intenti tra i due poli è fonte di grossi guai per il centrosinistra. La sua base elettorale è frastornata e disorientata. Ha le idee sempre meno chiare su dove la si vorrebbe condurre (per cui sempre più spesso cede alle sirene dell’astensionismo). Il Pci aveva tanti limiti, ma evocava la trasformazione del modello sociale. Non soltanto una politica non collusa con la mafia e il neofascismo, anche una società giusta, rispettosa della dignità e dei diritti del lavoro. Oggi quale immagine di società si collega al Pd, dove don Camillo convive con un Peppone diventato chierichetto?
Mentre la destra attacca e sfonda sui fondamentali, l’opposizione balbetta sulle buone maniere. E nei fatti acconsente. Allora è venuto il tempo di diventare adulti, la ricreazione è finita. D’Alema non dirà qualcosa di sinistra semplicemente perché ha cambiato idea, come dimostra da ultimo la posizione assunta su Pomigliano (e lasciamo perdere, per carità di patria, le rivelazioni di WikiLeaks sulla magistratura che minaccia lo Stato democratico). Bisogna finalmente prendere atto che la sinistra è altrove e va ricostruita conquistando credito presso tanta gente che in questi anni ha subito le scelte del gruppo dirigente democratico nell’illusione di rimanere coerente con la propria storia. L’Italia non è di per sé un “Paese di destra”. Questo è un alibi, ed è la conseguenza di una opposizione “omeopatica” che non contende alla destra un palmo della sua egemonia. La battaglia va ripresa. Non soltanto per la sinistra, ma per il Paese. Per la democrazia italiana.

mercoledì 29 dicembre 2010

Consiglio comunale del 28/12/2010


Spettatori presenti: uno


Il primo punto all'ordine del giorno riguardava le comunicazioni del Sindaco (che non ci sono state) e l'approvazione dei verbali delle sedute precedenti (27/11/2010 e 29/11/2010).
Su questo punto ci siamo astenuti perchè ancora una volta (sono mesi che succede!) non sono stati trascritti i verbali degli interventi per problemi inerenti la loro registrazione.

Il secondo punto era la presa d'atto del Consiglio dei prelievi dal fondo di riserva.

Il terzo punto era relativo alla ricognizione delle partecipazioni societarie ai sensi dell'art. 3, comma 27, della legge 224/12/2007 n. 244.
Anche su questo punto ci siamo astenuti in quanto la delibera, oltre alla partecipazione a Conerobus, Multiservizi e Sic1, prevedeva anche la riconferma della società Agugliano Servizi e la nostra contrarietà in merito è nota.

L'ultimo punto riguardava una modifica al regolamento per l'assegnazione di alloggi di edilizia convenzionata adottato con deliberazione consiliare n. 84 del 26/11/2010.
In pratica, non essendoci state domande per l'assegnazione di tali appartamenti nè da parte di coppie aguglianesi nè di altri Comuni, l'Amministrazione intendeva stralciare la maggiorazione del 15% sul prezzo di vendita degli alloggi prevista per i non residenti.
Tale maggiorazione avrebbe dovuto essere impiegata per la realizzazione di opere pubbliche che in questo caso non si sarebbero realizzate, cosa a nostro parere non condivisibile, per cui avremmo votato contrario.
Nel corso della discussione, alla fine è stato deciso che tale stralcio riguarderà al massimo solo sei appartamenti, per cui il nostro voto finale è stato di astensione.
Nel corso dell'intervento abbiamo avuto modo di lamentare la violazione del regolamento del Consiglio comunale riguardo i tempi di convocazione della prima Commissione consiliare che avrebbe dovuto esprimere un parere sulla modifica al regolamento.
La giustificazione adotta dal Sindaco, cioè l'accelerazione dei tempi, non ci è sembrata sufficiente perchè sarebbe bastato solo sapersi organizzare meglio...

domenica 5 dicembre 2010

Iniziativa per l'acqua












SABATO 4 DICEMBRE
BANCHETTO INFORMATIVO
PRESSO IL SUPERMERCATO SOCOPAD
ECCOCI!!!





martedì 30 novembre 2010

Consiglio comunale del 29/11/2010


Spettatori presente: tre.


I verbali relativi alle sedute precedenti sono stati approvati all'unanimità senza correzioni.

Sull'assestamento generale del bilancio di previsione 2010 ai sensi dell'art. 175, comma 8, D. Lgs. 267/2000, ci siamo astenuti in quanto lo consideriamo un mero atto di gestione.

Ci siamo invece astenuti sulle linee guida di funzionamento del Consiglio Tributario, su base consortile, all’interno dell’Unione dei Comuni di Agugliano-Camerata Picena-Offagna-Polverigi-Santa Maria Nuova in quanto la sua istituzione comporta numerosi dubbi condivisi anche dal Responsabile del Servizio Finanziario del Comune.
Basti pensare che la legge obbliga a istituirlo a livello di consorzi che nel frattempo sono stati eliminati da un'altra legge...

Abbiamo votato a favore sull'approvazione dei criteri generali per la revisione del regolamento comunale per l’organizzazione degli uffici e dei servizi in quanto i principi generali enunciati sono tanto generici da essere impossibile essere contrari.
Il nostro giudizio di merito verrà espresso nel Regolamento che sarà approvato dalla Giunta municipale.

Abbiamo espresso un voto favorevole anche sulla modifica del regolamento comunale sul procedimento amministrativo adottato con deliberazione consiliare n. 45 del 20/07/2010 in quanto le modifiche hanno recepito anche un nostro emendamento (obbligatorio per legge) che era stato respinto nel Consiglio precedente.
Se tutti imparassimo ad ascoltare gli altri..

Voto favorevole anche sull'integrazione e modifica dell’art. 7 delle linee guida per il corretto inserimento degli impianti fotovoltaici a terra nel territorio comunale in quanto l'Amministrazione comunale ha recepito il nostro suggerimento espresso in tal senso nell'ultimo Consiglio comunale.

Abbiamo votato a favore anche sulla decadenza dello stato giuridico di Consigliere straniero aggiunto del Consiglio comunale, provvedimento resosi necessario in quanto il Consigliere eletto non si presenta alle sedute di Consiglio.

Il punto riguardante l'adozione del nuovo regolamento del Consiglio comunale dei ragazzi è stato revocato in quanto contiene errori sostanziali e dovrà ritornare in Commissione.

Sulla revoca della deliberazione di Consiglio comunale n. 53 del 21/09/2007 avente ad oggetto: “Variante al piano degli insediamenti produttivi in località Borgo Ruffini – Adozione” non abbiamo potuto far altro che votare a favore perchè quella variante aveva previsto l'aggiunta al P.I.P. di Borgo Ruffini di un lotto e ne aveva allargato un altro in porzioni di terreno soggette a movimenti franosi.
Teniamo ad evidenziare che il P.I.P. approvato nel 2001 dall'Amministrazione Braconi non conteneva quei terreni...

Abbiamo incece votato contro alla variante al piano degli insediamenti produttivi in località Borgo Ruffini – Adozione in quanto ha reinserito i due lotti di cui al punto precedente con il vincolo della non edificazione che in pratica potranno essere usati come depositi a cielo aperto.
In tutta onestà non capiamo perchè l'Amministrazione dovrebbe acquisire dei terreni oggetto di movimento franoso per dargli una destinazione che di sicuro non migliorerà l'assetto dell'area...

Abbiamo infine deciso di astenerci sulla presa d'atto della richiesta da parte della Multiservizi S.p.A. di rinnovo del finanziamento, presso gli istituti di credito, per la realizzazione degli interventi del piano d'ambito approvato definitivamente con deliberazione dell'assemblea dell'AATO n. 2 del 4 febbraio 2008.

mercoledì 17 novembre 2010

Consiglio comunale dell'8/11/2010


Spettatori presenti: all'inizio uno; due sono arrivati verso la fine; uno mentre si discuteva l'ultimo punto. Peccato!


Tra le comunicazioni, il Sindaco ha reso noto che il il Comune ha aderito alla Giornata nazionale dell'albero che si terrà il 21 novembre al Parco delle Querce. In questa occasione verrà piantato un albero per ogni nuovo nato. Viene così ripristinata un'iniziativa lanciata dall'Amministrazione Braconi. Ottima cosa!

I verbali delle sedute precedenti sono stati approvati senza modificazioni.

Sulla ratifica della variazione di bilancio adottata con deliberazione di giunta comunale n. 163/2010 ci siamo astenuti ritenendo tali variazioni un atto di mera gestione.

Ci siamo astenuti anche sulla convenzione con la ditta Energy Resource per gli adempimenti previsti dall'art. 7 delle linee giuda per il corretto inserimento degli impianti fotovoltaici a terra nel territorio comunale.
Infatti, tale convenzione altro non è se non la deroga per la ditta a posticipare all'inizio effettivo dei lavori il pagamento del contributo ambientale dovuto per l'installazione dei pannelli fotovoltaici. Ritenendo fondata la richiesta della ditta, abbiamo chiesto che invece di andarogni volta e in deroga al regolamento, si cambio il regolamento stesso, anche se, ricordiamo, lo abbiamo approvato solo pochi mesi fa...

Sul quarto punto relativo al conferimento dello sportello unico attività produttive all'Unione dei Comuni di Agugliano, Camerata Picena, Offagna, POlverigi e Santa Maria Nuova, abbiamo votato a favore anche se nutriamo delle perplessità in quanto per il conferimento delle nuove funzioni non è stato previsto di assumere nuovo personale, ma di utilizzare quello già in forza. Siccome non ci sembra che l'Unione funzioni benissimo, abbiamo qualche dubbio che continuando a passare funzioni ma non personale possa andare meglio. Staremo a vedere...

Ci siamo astenuti anche sull'adozione definitiva della variante puntuale al piano regolare generale ambiti IP11 - IR2 - I3 con la quale si è tornati indietro alla situazione precedente.

Infine, per le motivazioni che abbiamo già spiegato, ci siamo astenuti anche sull'approvazione dei piani di lottizzazione IP5 sub ambito C/1 e IP5 sub ambito A/1

domenica 10 ottobre 2010

Guerra in Afghanistan: missione di pace?

Stiamo entrando nel decimo anniversario della guerra contro l’Afghanistan: è un momento importante per porci una serie di domande.
In quel lontano e tragico 7 ottobre 2001 il governo USA, appoggiato dalla Coalizione Internazionale contro il terrorismo, ha lanciato un attacco aereo contro l’Afghanistan. Questa guerra continua nel silenzio e nell’indifferenza, nonostante l’infinita processione di poco meno di 2.000 bare dei nostri soldati morti.
Che si tratti di guerra è ormai certo, sia perché tutti gli eserciti coinvolti la definiscono tale, sia perché il numero dei soldati che la combattono e le armi micidiali che usano non lasciano spazio agli eufemismi della propaganda italiana che continua a chiamarla “missione di pace”.
Si parla di 40.000 morti afghani (militari e civili, e il meccanismo di odio che si è scatenato non ha niente a che vedere con la pace. Come si può chiamare pace e desiderare la pace, se con una mano diciamo di volere offrire aiuti e liberazione e con l’altra impugniamo le armi e uccidiamo?
La guerra in Afghanistan ha trovato in Italia in questi quasi 10 anni unanime consenso da parte di tutti i partiti – soprattutto quando erano nella maggioranza – e di tutti i governi.
Rileggere le dichiarazioni di voto in occasione dei ricorrenti finanziamenti della “missione” rivela – oltre devastanti luoghi comuni e diffuso retorico patriottismo – un’unanimità che il nostro Parlamento non conosce su nessun argomento e problema.
Perché solo la guerra trova la politica italiana tutta d’accordo? Chi ispira questo patriottismo guerrafondaio che rigetta l’articolo 11 della nostra Costituzione?
L’elenco degli strumenti di morte utilizzati è tanto lungo quanto quello dei cosiddetti “danni collaterali” cioè 10.000 civili, innocenti ed estranei alla stessa guerriglia, uccisi per errore. Ma la guerra non fa errori, poiché è fatta per uccidere e basta.
Noi vogliamo rompere le mistificazioni, le complicità e le false notizie di guerra che condannano i cittadini alla disinformazione, che orientano l’opinione pubblica a giustificare la guerra e a considerare questa guerra in Afghanistan come inevitabile e buona.
La guerra in Iraq, i suoi orrori e la sua ufficiale conclusione hanno confermato negli ultimi giorni la totale inutilità di queste ‘missioni di morte’. Le sevizie compiute nel carcere di Abu Ghraib e in quello di Guantanamo, i bombardamenti al fosforo della città di Falluja nella infame operazione Phantom Fury non hanno costruito certo né pace né democrazia, ma hanno moltiplicato in Iraq il rancore e la vendetta.
Altrimenti perché sono oramai centinaia i soldati degli Stati Uniti, del Canada e del Regno Unito che si suicidano, dopo essere tornati dall’Iraq e dall’Afghanistan? Cosa tormenta la coscienza e la memoria di questi veterani? Cosa hanno visto e cosa hanno fatto che non possono più dimenticare?
Dall’inizio della guerra in Afghanistan ci sono più morti fra i soldati tornati a casa che tra quelli al fronte: si susseguono i suicidi dei veterani negli USA.
Tutto il XX secolo ha visto la nostra nazione impegnata a combattere guerre micidiali ed inutili nelle quali i cattolici hanno offerto un decisivo sostegno ideologico. Ancora troppo peso grava sulla coscienza dei cattolici italiani per avere esaltato, pregato e partecipato alla I guerra mondiale e tanto più ancora all’omicida guerra coloniale in Abissinia. ”Ci presentavano l’Impero come gloria della patria!- scriveva Don Milani nella celebre lettera ai giudici "L’obbedienza non è più una virtù". Avevo 13 anni. Mi pare oggi. Saltavo di gioia per l’Impero. I nostri maestri si erano dimenticati di dirci che gli Etiopici erano migliori di noi. Che andavamo a bruciare le loro capanne con dentro le loro donne e i loro bambini, mentre loro non ci avevano fatto proprio nulla.
Quella scuola vile, consciamente o inconsciamente non lo so, preparava gli orrori di tre anni dopo… E dopo essere stato così volgarmente mistificato dai miei maestri… vorreste che non sentissi l’obbligo non solo morale, ma anche civico, di demistificare tutto?”
Forse conoscere la storia dei tanti eccidi criminali compiuti dai militari, dagli industriali, dai servizi segreti nella nostra storia contemporanea aiuterà i giovani a formarsi una coscienza politica e un senso critico. Tanto da renderli immuni dalla propaganda che vuole soltanto carpire consenso e impegnarli in imprese di morte come la guerra in Afghanistan, nella quale facciamo parte di una coalizione che applica sistematicamente la tortura - come nel carcere di Bagram e nelle prigioni clandestine delle basi Nato - e le esecuzioni sommarie.
Chi dunque ha voluto e vuole questa guerra afghana che ci costa quasi 2 milioni di euro al giorno? Chi decide di spendere oltre 600 milioni di euro in un anno per mantenere in Afghanistan 3300 soldati, sostenuti da 750 mezzi terrestri e 30 veicoli? Come facciamo tra poco ad aggiungere al nostro contingente altri 700 militari? Quante scuole e ospedali si potrebbero costruire? Chi sono i fabbricanti italiani di morte e di mutilazioni che vendono le armi per fare questa guerra? Chi sono gli ex generali italiani che sono ai vertici di queste industrie? Che pressioni fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’arma? Quanto lucrano su queste guerre la Finmeccanica, l’Iveco-Fiat, la Oto Melara, l’Alenia Aeronautica e le banche che le finanziano? E come fanno tante associazioni cattoliche ad accettare da queste industrie e da queste banche elargizioni e benefici? Può una nazione come l’Italia che per presunte carenze economiche riduce i posti letto negli ospedali, blocca gli stipendi, tiene i carcerati in condizioni abominevoli e inumane, licenzia gli insegnanti, aumenta gli studenti per classe fino al numero di 35, riduce le ore di scuola, accetta senza scomporsi che una parte sempre più grande di cittadini viva nell’indigenza e nella povertà, impegnare in armamenti e sistemi d’arma decine di miliardi di euro? A cosa serviranno per il nostro benessere e per la pace i cacciabombardieri JSF che ci costano 14 miliardi di euro (quanto ricostruire tutto l’ Abruzzo terremotato)? E le navi FREM da 5,7 miliardi di euro? E la portaerei Cavour - costata quasi 1,5 miliardi e per il cui esercizio sprechiamo in media circa 150.000 euro al giorno - come contribuirà a costruire la pace? E come è possibile che il Parlamento abbia stanziato 24 miliardi di euro per la difesa nel bilancio 2010?
Chi sottoscrive questo appello vuole soltanto che in Italia si risponda a queste domande.
Rispondano i presidenti del Consiglio di questi ultimi 10 anni, i ministri della difesa e tutti parlamentari che hanno approvato i finanziamenti a questa guerra.
Dicano con franchezza che questa guerra si combatte perché l’Afghanistan è un nodo strategico per il controllo delle energie, per il profitto di alcuni gruppi industriali italiani, per una egemonia economica internazionale, per una volontà di potenza che rappresenta un neocolonialismo mascherato da intenti umanitari e democratici, poiché questi non si possono mai affermare con armi e violenza.
Facciamo nostre le parole profetiche di una grande donna indiana Arundathi Roy, scritte in quel tragico 7 ottobre 2001:” Il bombardamento dell’Afghanistan non è una vendetta per New York e Washington. E’ l’ennesimo atto di terrorismo contro il popolo del mondo. Ogni persona innocente che viene uccisa deve essere aggiunta, e non sottratta, all’orrendo bilancio di civili morti a New York e Washington. La gente raramente vince le guerre, i governi raramente le perdono. La gente viene uccisa. I governi si trasformano e si ricompongono come teste di idra. Usano la bandiera prima per cellofanare la mente della gente e soffocare il pensiero e poi, come sudario cerimoniale, per avvolgere i cadaveri straziati dei loro morti volenterosi. “

Mons. Raffaele Nogaro, Vescovo Emerito di Caserta
P. Alex Zanotelli; P. Domenico Guarino - Missionari Comboniani - Sanità, Napoli
Suor Elisabetta Pompeo; Suor Daniela Serafin; Suor Anna Insonia -
Missionarie Comboniane Torre Annunziata
Suor Rita Giaretta; Suor Silvana Mutti; Suor Maria Coccia; Suor Lorenza Dal Santo - Comunità Rut- Suore Orsoline
P.Mario Pistoleri; P.Pierangelo Marchi; Padre Giorgio Ghezzi - Sacramentini - Caserta
P. Antonio Bonato - Missionari Comboniani - Castelvolturno (Caserta)
Don Giorgio Pisano – Diocesano – Portici (Napoli)

domenica 3 ottobre 2010

Consiglio comunale del 29/09/2010


Spettatori presenti: tre.


I verbali delle sedute precedenti sono stati approvati senza alcuna osservazione anche ancora una volta si sono verificati problemi all’impianto di registrazione.

Ci siamo astenuti sia sul secondo punto concernente una variazione al bilancio di previsione 2010 e pluriennale 2010-2012 con la quale sono stati modificati numerosi capiti relativi ad entrate ed uscite, sia sul terzo punto relativo all’art. 193 del D. Lgs. 267/2000 – Atto ricognitivo e salvaguardia degli equilibri di bilancio che ha dato atto dell’assenza di problematiche particolari sul bilancio comunale.

Abbiamo invece votato a favore sul quarto punto riguardante l’istituzione di un secondo centro intercomunale di raccolta dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, sia perché valutiamo favorevolmente le iniziative rivolte alla raccolta differenziata sia perché l’affidamento è a titolo gratuito per un anno. Valuteremo in seguito gli eventuali costi.

Abbiamo votato a favore anche sul trasferimento all’Unione dei Comuni del servizio di statistica in quanto, pur avendo delle fortissime perplessità sul funzionamento dell’Unione dei Comuni, il servizio non ha riflessi diretti sulla vita dei cittadini.

Ci siamo astenuti sull’ultimo punto riguardante la lottizzazione IP5 – Adozione del piano attuativo del sub ambito B1 in quanto, pur condividendo l’assoluta necessità della delocalizzazione delle fabbriche di Via Gavone, non condividiamo appieno la soluzione proposta giudicandola troppo impattante.

sabato 11 settembre 2010

Consiglio comunale del 02/09/2010


Spettatori presenti: quattro/cinque


I verbali delle sedute precedenti sono stati approvati senza alcuna osservazione anche perché, di fatto, c’erano solo i dispositivi delle delibere in quanto gli interventi non sono stati registrati per il mancato funzionamento dell’impianto di registrazione.Il secondo punto riguardante la lottizzazione IP5 (Via Gavone) - Adozione del piano attuativo è stato ritirato (!).

Sul terzo punto relativo all’intervento diretto D’Agnano Luigi C.da Gavone. Approvazione schema di convenzione per l’attuazione delle previsioni urbanistiche dell’area 5, ambito 11, del P.R.G. (realizzazione di percorso pedonale) abbiamo votato a favore in quanto si tratta di continuità con un intervento precedente, cioè la prosecuzione del marciapiedi all’inizio di C.da Gavone di cui un tratto era già stato approvato precedentemente.

Ci siamo astenuti sul quarto punto riguardante l’approvazione progetto di realizzazione del marciapiede pubblico in C.da Gavone, strada provinciale SP9. Atto di permuta di area comunale con area privata di proprietà “C.R.T. Immobiliare S.r.l.”. Provvedimenti conseguenti perché la permuta delle aree in oggetto non ci è sembrata così strategica.

Ci siamo astenuti anche sull’adozione definitiva della variante alle norme teciche di attuazione del piano regolatore generale relativa alla realizzazione di superfici non residenziali (quali logge e porticati).

Abbiamo invece votato contro sul sesto punto riguardante l’acquisto di immobile in Via Nazario Sauro in quanto l’immobile viene acquistato al solo fine di abbatterlo per poter realizzare nell’area (tutelata) un parcheggio.

Voto contrario anche sul settimo punto riguardante la stipula di una fideiussione bancaria a garanzia sull’acquisto dell’impianto fotovoltaico a terra. Abbiamo ritenuto non sufficienti le spiegazioni sul perché il Comune stipuli una fideiussione a garanzia di un mutuo che verrà acquisito dall’Agugliano Servizi e sui costi dello stesso che, secondo da quanto detto del Sindaco, possono variare da 0 a 37.500 euro…

domenica 1 agosto 2010

Consiglio comunale del 20/07/2010


Spettatori presenti: una decina


I verbali delle sedute precedenti sono stati approvati senza alcuna osservazione.

Il secondo punto riguardante una convenzione tra la Regione Marche e il Comune di Agugliano per il riuso delle soluzioni del progetto “Marius Marche Riuso” e la fruizioni e l’interscambio di dati di interesse nazionale e regionale è stato votato all’unanimità .

Sul punto relativo al riconoscimento del debito fuori bilancio relativo ai lavori di ristrutturazione urgente ed indifferibile degli edifici scolastici abbiamo votato contro perché secondo noi per i lavori effettuati senza alcun atto mancano i presupposti di urgenza e imprevedibilità previsti dalle norme.
Ci chiediamo, infatti, cosa ci sia d’imprevedibile, ad esempio, nella sostituzione di infissi in cattivo stato manutentivo….

Ci siamo astenuti sul terzo punto riguardante un adeguamento al programma triennale 2010 – 2012 ed elenco annuale 2010 delle opere pubbliche perché riteniamo interessanti alcune proposte.

Ci siamo astenuti anche sulla variazione al bilancio di previsione 2010 ed al pluriennale 2010 – 2012 considerandolo un atto riguardante la maggioranza.

Astensione anche sull’approvazione del nuovo regolamento comunale sul procedimento amministrativo in quanto la maggioranza, in pratica, ha rifiutato tutte le nostre richieste di riduzione dei termini per le risposte ai cittadini, anche quelle riguardanti disabili ed anziani.

Sul settimo punto riguardante il regolamento per la concessione di aree demaniali e per l’applicazione del relativo canone abbiamo votato a favore in quanto riteniamo opportuno che la materia sia regolamentata.

Ci siamo invece astenuti sulla modifica al regolamento edilizio comunale vigente dell’art. 22, comma 4, dell’importo della polizza fideiussoria nei permessi per le nuove costruzioni che è stata abbassata dal 10% al 2%.
Ricordiamo che la proposta di inserire tale polizza al 10% è stata della maggioranza ed è stata presentata solo alcuni mesi fa. Se oggi la si riduce al 2% o è sbagliata adesso o era sbagliata prima…

Il nono punto ha riguardato l’adozione del piano attuativo di riqualificazione d’iniziativa privata, ambito TR2 (zona autocross della Chiusa). Su questo punto ci siamo espressi favorevolmente in quanto il piano ci sembra interessante e condivisibile.

Il decimo punto ha riguardato la modifica della delibera di Consiglio comunale n. 89 del 26/11/2009 relativa alla legge regionale n. 22/2009 – Piano casa.
Anche qui assistiamo ad un ripensamento nel giro di pochi mesi. Con questa delibera l’Amministrazione permette l’applicazione del piano casa (possibilità edificatoria) anche sui crinali di 2° e 3* livello e negli ambiti di tutela tra centro storico e paesaggio che erano stati esclusi a novembre.
In pratica l’azione è “a domanda, risposta…”

L’ultimo punto ha riguardato le linee guida per il corretto inserimento degli impianti fotovoltaici a terra nel territorio comunale.
Abbiamo proposto un paio di correzioni al testo ed abbiamo votato favorevolmente in quanto è giusto che la materia sia disciplinata perché la realizzazione questi impianti, se pur condivisibile, ha un impatto ambientale consistente.